Alitalia presenta Piano industriale: 2037 esuberi di terra e 400 di volo. La Cgil: solo taglio del costo del lavoro. Sciopero di 24 ore il 5 aprile. Fassina, inaccettabile. Montino, carneficina sociale

Alitalia presenta Piano industriale: 2037 esuberi di terra e 400 di volo. La Cgil: solo taglio del costo del lavoro. Sciopero di 24 ore il 5 aprile. Fassina, inaccettabile. Montino, carneficina sociale

“2.037 esuberi riguardano il personale di terra e 400 quello di volo. I lavoratori di terra del settore head office e commerciale saranno tagliati del 51 per cento rispetto agli attuali, mentre del 20 per cento lo staff non navigante. Per quanto riguarda il personale di volo, i 400 esuberi interessano il personale in solidarietà fino a fine agosto”, dichiara Fabrizio Cuscito del dipartimento nazionale trasporto aereo Filt Cgil. “Il piano presentato oggi da Alitalia – prosegue il sindacalista – non è un piano industriale ma è un piano di emergenza. Non prevede alcuno sviluppo industriale, ma solo un taglio del costo di lavoro, sia in termini di esuberi che di salari. Pertanto abbiamo dichiarato uno sciopero di 24 ore per il prossimo 5 aprile”.

La rabbia dei piloti dell’Anpac contro le scelte dell’azienda: “aderiamo allo sciopero. No al piano”

“Vertici che litigano sulle strategie, progetti ambiziosi che si perdono per strada, situazione debitoria insostenibile ed entrate scarse, il personale più qualificato che valuta di emigrare, il tutto governato da un sistema bancario autoreferenziale. Il risultato di questo ‘cupio dissolvi’ è l’irrilevanza nel panorama mondiale, la continua perdita di posti di lavoro, l’erosione progressiva e continua delle retribuzioni e il peggioramento delle condizioni di lavoro di chi, più fortunato, riesce a rimanere in un’azienda che diventa sempre più piccola”, afferma l’Anpac in merito alla vicenda Alitalia. “Anpac può fare poco rispetto alle condizioni del Paese, ma per quanto attiene Alitalia rivendica competenze e centralità del ruolo delle donne e gli uomini che rappresenta, piloti e assistenti di volo, e il suo no a questo piano evanescente che trascinerà Alitalia nel definitivo oblio è netto”. L’Anpac prosegue: “abbiamo un’altra idea per Alitalia, ci aspettiamo una profonda rivisitazione del piano che lo renda industrialmente più solido e maggiormente credibile”.

Il piano presentato dall’amministratore delegato Alitalia, Cramer Ball. “Riduzione dei costi per un miliardo, e riduzione del personale pari a 2500 esuberi”

Il piano, si legge in una nota Alitalia, individua una serie di misure per aumentare i ricavi e ridurre i costi, con l’obiettivo di tornare all’utile entro la fine del 2019. Alitalia ridurrà i costi di 1 miliardo di euro entro il 2019 e la maggior parte del risparmio – due terzi – verrà da costi non legati a quello del lavoro mentre un terzo sarà legato al lavoro e alla produttività. Solo con il ritorno alla profittabilità nel 2019, Alitalia potrà riprendere a crescere anche grazie all’ingresso in flotta di sei nuovi aeromobili di lungo raggio tra il 2019 e il 2021. Aerei che si aggiungeranno ai due già previsti nel 2017 e nel 2018. La Compagnia prevede inoltre di potenziare il lungo raggio con l’apertura di 10 nuove rotte tra il 2017 e il 2021 e di assumere fino a 500 nuove persone fra piloti ed assistenti di volo dal 2019. Il piano industriale contiene misure importanti relative al costo del lavoro, quali una riduzione del personale e l’accordo su un nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, necessarie per rendere la struttura dei costi di Alitalia più competitiva. Il piano prevede una riduzione dell’organico che riguarderà fino a 2.000 posti di lavoro, relativi a contratti a tempo indeterminato e determinato, ovvero una riduzione del 51% del personale degli uffici e del 20% per il personale operativo (non di volo). La compagnia aerea impiega attualmente 12.500 persone in Italia e all’estero.

Stefano Fassina, Sinistra Italiana: “altri 2.37 licenziamenti che si aggiungo ai 12mila già avvenuti. Piano inaccettabile”

“Il piano industriale proposto da Alitalia è inaccettabile”, scrive in una nota Stefano Fassina, deputato di Sinistra Italiana e consigliere comunale di Sinistra x Roma. “Al terzo giro di ristrutturazioni in 10 anni, altri 2.037 licenziamenti che si aggiungono ai 12.000 già avvenuti”, prosegue. Inoltre, “altri pesantissimi tagli, fino a un terzo dell’importo, agli stipendi di piloti e assistenti di volo. Continuano a pagare lavoratrici e lavoratori a fronte di piani industriali improvvisati e management inadeguato, ma sempre premiato con buone uscite milionarie. Continuano a scaricarsi costi economici e sociali enormi su tante famiglie, in particolare a Roma e costi finanziari ingenti sui contribuenti. Nessuna assunzione di responsabilità da parte di chi ha guidato l’azienda dall’arrivo di Etihad e prima. Anzi, cambio di poltrona per Montezemolo e arrivo dell’ennesimo manager senza esperienza specifica. Sinistra Italiana presenta interrogazione urgente al Ministro Calenda. Basta colpire il lavoro per compensare assenza di investimenti e incapacità manageriale”, conclude Stefano Fassina.

Il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino: “sgomento e preoccupazione per il piano industriale Alitalia. Carneficina sociale”

Per il sindaco di Fiumicino Esterino Montino, che chiede l’intervento del premier Gentiloni, sono “irricevibili” gli oltre 2000 tagli ed esuberi ipotizzati nel nuovo piano Alitalia. “Le prime indiscrezioni emerse in merito al nuovo Piano industriale di Alitalia destano sgomento e preoccupazione – afferma Montino – se si realizzassero gli oltre 2000 tagli ai posti di lavoro, le riduzioni salariali ci troveremmo di fronte a una vera e propria carneficina sociale che avrà gravi ripercussioni anche sul nostro territorio. Non posso dunque che condividere le preoccupazioni già espresse da diverse sigle sindacali e sperare che tali notizie non vengano confermate. Il rilancio di un’azienda non può passare sulla pelle di lavoratori sempre più estromessi dai confini dello scalo aeroportuale di Fiumicino. Siamo arrivati a questo punto dopo un continuo e costante depauperamento delle attività della ex compagnia di bandiera”.

Infine, è stato convocato per lunedì alle 16.30 al Ministero dello Sviluppo Economico il tavolo con sindacati e Alitalia per discutere degli effetti del piano industriale dell’azienda. Per il governo saranno presenti oltre al ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti e il titolare di Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio.

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