Alfredo Reichlin è morto a 91 anni. Giovedì dalle 9.30 la Camera ardente a Montecitorio. Alle 15 la commemorazione

Alfredo Reichlin è morto a 91 anni. Giovedì dalle 9.30 la Camera ardente a Montecitorio. Alle 15 la commemorazione

È morto ieri sera a Roma Alfredo Reichlin, storico dirigente del Pci. Nato a Barletta nel 1925, a cinque anni si trasferì a Roma dove partecipò, giovanissimo, alla Resistenza con le Brigate Garibaldi, facendo parte dei GAP. Reichlin fu tra i gappisti romani catturati nel 1944 dai fascisti, ma fu provvidenzialmente liberato dall’intervento del futuro giornalista de l’Unità Arminio Savioli. Dopo la liberazione, nel 1946 si iscrisse al Partito Comunista Italiano, di cui fu uno dei dirigenti più importanti. Allievo di Palmiro Togliatti, fu vicesegretario della Federazione Giovanile Comunista Italiana e nel 1955 entrò nel quotidiano del Pci e fondato da Antonio Gramsci, l’Unità, di cui dopo un anno diventò vicedirettore. Promosso a direttore nel 1958, negli anni Sessanta si avvicinò alle posizioni di Pietro Ingrao, le più a sinistra nel partito. Deputato nazionale fin dal 1968, durante gli anni settanta entrò nella direzione nazionale del partito e collaborò gomito a gomito con Enrico Berlinguer. Tornò a dirigere il quotidiano del Pci nel 1997 e fino al 1981. Successivamente fu favorevole alle trasformazioni del partito da PCI in Partito Democratico della Sinistra prima, da PDS in Democratici di Sinistra poi, ed infine da DS in Partito Democratico. Dal 1989 al 1992 fu ministro dell’Economia del governo ombra del Pci e poi del Pds.

Domani dalle ore 9.30 alle 14.30 sarà allestita nella Sala Aldo Moro di Montecitorio la camera ardente. Dalle 15, nella Sala della Lupa, si terrà una commemorazione.

Tante le manifestazioni di dolore e cordoglio da tutto il mondo politico e istituzionale

“La morte di Alfredo Reichlin mi addolora profondamente, e desidero esprimere la mia vicinanza ai familiari”ha scritto in una nota il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Alfredo Reichlin è stato una autorevole personalità politica. Colto e appassionato, con grande capacità di pensare criticamente, ha attraversato con il proprio impegno l’intera storia della Repubblica. Partigiano da giovane studente, ha sempre incoraggiato i più giovani a cercare strade nuove per affrontare meglio i cambiamenti e raggiungere traguardi di giustizia sociale. Ha sempre avuto una forte coscienza della responsabilità nazionale, che ne ha fatto uomo di dialogo e di confronto leale. La sua storia ha arricchito la vita politica del nostro Paese e sarà di esempio per molti’, ha concluso il Presidente della Repubblica.

Per Giorgio Napolitano, “La scomparsa di Alfredo Reichlin segna una perdita grave per la riflessione politica e culturale pubblica. Restano i suoi contributi, fino ai più recenti, ricchi di capacità analitica e di problematicità; e resta l’esempio di una dedizione totale alla causa della democrazia e del progresso, di una visione limpida, integra e alta dell’impegno politico”. Giorgio Napolitano conclude: “Abbiamo vissuto insieme per decenni nelle fila del PCI, restando profondamente solidali perché ciò che ci ha unito è stato infinitamente superiore a qualsiasi episodica diversità di opinioni. E l’amicizia affettuosa e la vicinanza umana e morale tra noi si sono manifestate anche dopo la conclusione dell’esperienza comunista, in anni particolarmente importanti e difficili per me”. Per Pier Luigi Bersani, “L’insegnamento che ci lascia Alfredo Reichlin in politica è che la sinistra deve sempre sfidare se stessa caricandosi delle prospettive generali di una società, cioè di quella che nella sua generazione si chiamò questione nazionale. Sul piano umano ci ha insegnato che con gli anni che passano non è detto che passino anche la curiosità, lo sguardo lungo e ottimistico, la voglia di combattere e l’allegria”. Per Enrico Rossi, governatore della Regione Toscana, “la sua è stata una vita intensa, dedicata alla politica, nello sforzo costante di coniugarla con una riflessione intellettuale sempre vigile e inquieta. Negli ultimi anni era forte la sua preoccupazione per le sorti della democrazia italiana, all’interno di un grande rivolgimento epocale di cui non vedeva sufficiente consapevolezza nella sinistra. Nel suo ultimo articolo parlava del ‘nesso tra la ricostruzione di un’idea di comunità e di paese e la costruzione di una soggettività politica in grado di accogliere, di organizzare la partecipazione popolare e insieme di dialogare, di comporre alleanze, di lottare per obiettivi concreti e ideali, rafforzando il patto costituzionale, quello cioè di una Repubblica fondata sul lavoro’, rivolgendosi anche a chi aveva fatto la scelta di uscire dal Partito Democratico”.

Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, scrive: “Ci sono molte cose per cui si deve ringraziare Alfredo Reichlin. Io dico l’ultima, la più recente: il suo coraggio nel dire No alla riforma della Costituzione. Quella Costituzione che aveva contribuito a conquistare con le lotte, prima da partigiano, poi da dirigente comunista. Grazie”. Stefano Fassina aggiunge: “Partigiano, giovanissimo, a Roma, comunista italiano, uomo di punta della covata del ‘partito nuovo’ di Palmiro Togliatti, dirigente autorevole sempre, statista della Repubblica democratica fondata sul lavoro senza aver mai occupato posizioni istituzionali apicali, maestro morale e intellettuale per tante generazioni. Rimarrà per noi un solido punto di riferimento culturale e politico”. La fondazione ItalianiEuropei, il cui presidente Massimo D’Alema è stato uno degli uomini politici più vicino ad Afredo Reichlin, esprime così il suo cordoglio: “Alfredo Reichlin è stato per noi una presenza costante durante tutti i lunghi anni della nostra attività. Tra le personalità che hanno fondato Italianieuropei, da sempre membro degli organi dirigenti della Fondazione, è stato per noi un punto di riferimento politico e intellettuale. Prodigo di analisi, proposte e suggerimenti, che non sono mai venuti meno, ha contribuito ininterrottamente all’attività di elaborazione sviluppata da Italianieuropei. La sua scomparsa rappresenta per noi un vuoto incolmabile”.

Anche il segretario generale della Flc Cgil, il sindacato dei lavoratori della conoscenza, Francesco Sinopoli esprime il cordoglio della categoria per la scomparsa di Alfredo Reichlin. “Una vita spesa per la bella politica”, scrive in una nota Sinopoli. “Esprimo il cordoglio della Federazione dei lavoratori della conoscenza per la triste perdita di un uomo democratico e di sinistra, che non ha fatto mai mancare il suo appoggio alle lotte per l’uguaglianza delle opportunità per tutti, per la difesa e la tutela della scuola pubblica e della sua funzione educativa, per il rilancio dell’alta formazione universitaria e della ricerca anche per la crescita sociale ed economica dell’Italia”.

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