Stadio della Roma, bordata dell’assessore all’Urbanistica Berdini al progetto: “Sì all’impianto sportivo, no ai grattacieli”

Stadio della Roma, bordata dell’assessore all’Urbanistica Berdini al progetto: “Sì all’impianto sportivo, no ai grattacieli”
Mentre si chiudeva una tranquilla sessione della Conferenza dei Servizi, l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Paolo Berdini, gettava nuova polvere sul futuro, non dell’impianto, ma del complesso urbanistico progettato per il quadrante di Tor di Valle. Berdini, da sempre critico sull’opera in quella parte della città, in una intervista al Tg dell’emittente romana Teleroma 56, ha tuonato, ancora una volta, su quello che dovrebbe sorgere attorno allo stadio giallorosso. Una risposta secca che sicuramente aprirà un nuovo fronte polemico e probabilmente non solo quello, sulle torri che nel progetto che aveva ricevuto il nulla osta della precedente amministrazione Marino, erano e sono presenti e che l’assessore titolare del futuro urbanistico della città, non vuole assolutamente veder sorgere.
“La domanda sullo stadio non è facile, è difficilissima –premette Berdini al giornalista – Io spero che ci sia da parte dell’As Roma la ragionevole presa in carico di tutte le osservazioni che il Comune di Roma ha fatto in questi anni non in questi mesi, ci tengo a precisarlo, e dunque che loro abbiano l’intelligenza di capire che se vogliono fare l’operazione dello stadio noi siamo ben felici di fargliela fare, i grattacieli no! Altrimenti dovranno decidere loro, non siamo noi a decidere”. Più che chiara la posizione espressa da Berdini ma che dovrà ora essere ufficializzata sul Colle Capitolino, dove sul tema si registrano tensioni e malumori anche tra gli stessi consiglieri del M5S. Per bloccare, non lo stadio, ma le due torri, sarà necessario approvare una nuova delibera d’indirizzo, che cancelli la precedente approvata dalla maggioranza che sosteneva il sindaco Marino. Tutto questo comporterà un ritardo nell’esecuzione dell’opera, che alcuni analisti stimano in due anni. Troppi, probabilmente, per l’attuale governance dell’As Roma, che potrebbe anche decidere di rinunciare al progetto, considerato parte fondamentale per lo sviluppo del Club. Ma in questo giovedì di fine novembre si era consumato il rito della Conferenza dei Servizi. Nella seduta si è discusso delle tematiche del paesaggio e della vincolistica relativi all’area interessata dall’intervento nel suo complesso. Presenti tutti i rappresentanti unici, coadiuvati dagli uffici tecnici competenti, le associazioni territoriali dei cittadini in qualità di uditori e i rappresentanti del soggetto proponente.
In base a quanto emerso nella discussione odierna, si legge nel resoconto della Regione, “si sono programmate tre riunioni di approfondimento per indicare le soluzioni procedurali propedeutiche al parere finale della Conferenza: una per gli aspetti idrogeologici, una per le questioni inerenti la mobilità su ferro e una per quelle paesaggistiche archeologiche. In chiusura si sono confermati i tempi delle procedure relative a variante urbanistica, Vas e Via.
 
Roma Capitale: “Esame su unico progetto in esame”. Analisi sull’impatto delle ‘Torri’
 
Il rappresentante unico di Roma Capitale ha confermato che l’unico progetto in esame è quello che si sta valutando in Conferenza dei Servizi e che i tempi di adozione della variante sono gli stessi già descritti nella memoria di giunta capitolina. La prossima seduta della conferenza di servizi sarà convocata con successiva comunicazione e nel frattempo continueranno i tavoli tecnici settoriali tra gli uffici tecnici degli enti per verificare le integrazioni progettuali proposte”.
“Il rappresentante unico dello stato, in attesa dell’arrivo del Mibact – si legge ancora – ha affermato che non insistono particolari richieste oltre ad un’analisi prospettica paesaggistica sull’impatto delle così dette ‘Torri’ parte del progetto. Anche in merito ai rilievi presentati dal Ministero dei Trasporti, nella riunione dello scorso 10 novembre, a riguardo delle opere di viabilità, il rappresentante dello Stato ha affermato che le problematiche sono in via di soluzione”.
 
La Roma ed i proponenti l’opera hanno già presentato le integrazioni chieste dal Mibact
“La società proponente – si legge ancora nel resoconto – successivamente ha affermato che il 16 novembre ha presentato le integrazioni per rispondere alle richieste del Mibact in materia paesaggistica. In seguito interviene il rappresentante dell’Autorità di Bacino del fiume Tevere facendo presente che ai fini della cantierabilità delle opere progettate è necessario procedere alla deperimetrazione delle aree interessate dal vincolo di esondazione. Al fine di approfondire gli studi prodotti dal soggetto proponente ha chiesto un incontro tecnico per meglio definire tutte le questioni idrauliche dell’area di Tor di Valle. Il rappresentate della Città Metropolitana ha fatto presente che è in attesa da parte dei proponenti del completamento della documentazione richiesta. Successivamente afferma che la descrizione della parte ambientale del progetto dovrà essere meglio esplicitata. La società proponente ha comunicato che si farà carico di fornire un quadro più esaustivo utile anche per la procedura della Valutazione ambientale Strategica.
 
La Regione chiede di definire le problematiche relative alla mobilità su ferro
 
Rispetto alle integrazioni richieste da Roma Capitale, il rappresentante unico dell’ente ha dichiarato che le integrazioni richieste precedentemente sono state fornite dalla società proponente. Il rappresentante unico della Regione Lazio ha affermato che occorre definire le problematiche relative alla mobilità su ferro e che devono essere chiariti tutti gli aspetti urbanistici e paesaggistici per concludere le procedure di VIA e VAS. Il rappresentante del Mibact ha evidenziato la necessità di eseguire indagini di natura archeologica sull’area di intervento così come richiesto anche nella fase preliminare, con l’ausilio di archeologi che saranno indicati dal ministero. Nel merito la società proponente ha messo al corrente che al momento sono già state effettuate alcune indagini geotecniche con supporto archeologico”.
 
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