Sisma in Centro Italia. I geologi: deformazione del territorio in un’area di 130kmq. Altra fortissima scossa martedì alle ore 9

Sisma in Centro Italia. I geologi: deformazione del territorio in un’area di 130kmq. Altra fortissima scossa martedì alle ore 9

È iniziata a Visso la demolizione di case ed edifici pericolanti per le due scosse di terremoto di mercoledì 26 ottobre e poi ancor più danneggiate da quella dell ore 7.40 di domenica 30 ottobre. La scossa con magnitudo 4.8 di martedì mattina ha fatto il resto. I mezzi pesanti dei vigili del fuoco sono all’opera nel centro del paese per buttare giù questi edifici. Così come ieri è stato fatto a Villa Sant’Antonio, frazione di Visso pesantemente colpita nel suo patrimonio abitativo e dove c’erano case a fil di strada che costituivano un grave pericolo per le vetture in transito. Ancor più grave la situazione a Ussita, dove da questa mattina non può entrare nessuno a causa dei numerosi crolli seguiti alla scossa di martedì mattina. Gli stessi mezzi di soccorso della Croce rossa nel caso in cui dovessero provvedere ad un trasferimento di gente del posto devono essere scortati dai militari dell’Esercito.

La nuova scossa del 4.8 Richter di martedì 1 novembre e l’interpretazione dei geologi dell’INGV, dopo 1100 scosse

“Il terremoto più forte dopo quello di magnitudo 6.5 del 30 ottobre 2016 alle ore 7.40 si è verificato stamattina alle ore 8:56 italiane in provincia di Macerata ed ha avuto magnitudo 4.8”. Lo riferisce in una nota l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. “Dopo l’evento del 30 ottobre, alle 7:40 ora italiana di magnitudo M 6.5 sono stati localizzati complessivamente oltre 1.100 eventi sismici. Alle ore 11 di oggi, 1 novembre, sono oltre 240 i terremoti di magnitudo compresa tra 3 e 4 e 19 quelli di magnitudo compresa tra 4 e 5 localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) – si legge nella nota – Continua l’attività relativa allo studio delle deformazioni del suolo e delle sorgenti sismiche, focalizzata ora sul nuovo evento del 30 ottobre scorso che ha colpito le province di Macerata e Perugia. Tale attività è coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile (DPC) e viene svolta da un team di ricercatori dell’Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IREA di Napoli) e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), centri di competenza nei settori dell’elaborazione dei dati radar satellitari e della sismologia, con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Grazie all’uso dei dati radar acquisiti dai satelliti della costellazione Sentinel-1 del Programma Europeo Copernicus, il team di ricercatori CNR-IREA ed INGV è stato in grado di analizzare i movimenti del suolo causati dal terremoto del 30 ottobre. In particolare, sfruttando la tecnica dell’Interferometria SAR Differenziale, è stato possibile rilevare le deformazioni del suolo attraverso la generazione della mappa di deformazione co-sismica, ottenuta dalle immagini acquisite da orbite discendenti il 25 ottobre (pre-evento) ed il 31 ottobre (post-evento)”. “Tali analisi – spiega Riccardo Lanari, direttore del CNR-IREA – sebbene risultino abbastanza critiche per i dati radar Sentinel-1 (banda C), trattandosi di aree caratterizzate da folta vegetazione, mostrano una deformazione che si estende per un’area di circa 130 chilometri quadrati ed il cui massimo spostamento è di almeno 70 cm, localizzato nei pressi di Castelluccio. Tali risultati verranno raffinati nei prossimi giorni grazie ad ulteriori analisi, questa volta con dati radar acquisiti dal satellite giapponese ALOS2 che, operando in banda L, garantisce stime più accurate dell’entità degli spostamenti superficiali in aree con copertura vegetale”. “Dall’interferogramma ottenuto dai dati Sentinel-1 (figura allegata) è possibile delimitare la zona (40 x 15 km) in cui il terreno si è abbassato a seguito dei terremoti del 26 e 30 ottobre di magnitudo 5.9 e 6.5 – dichiara Stefano Salvi, dirigente tecnologo INGV – Si nota molto bene la complessità dei movimenti del suolo, sostanzialmente dovuti a due categorie di effetti: allo scorrimento degli opposti lembi di crosta terrestre lungo i piani di faglia profondi è dovuto l’andamento concentrico delle frange colorate (linee di uguale abbassamento), mentre discontinuità, addensamenti o piegature ad angolo acuto delle frange sono dovute a fenomeni molto superficiali quali scarpate di faglia, riattivazioni di frane, sprofondamenti carsici. E’ il contributo dei terremoti alla costruzione dei paesaggi Appenninici”.

Nella giornata dedicata ai defunti, i cimiteri dell’area del sisma tutti inagibili

Domani è il giorno in cui la Chiesa e tutti ricordano i defunti, ed è tradizione che si faccia visita ai cimiteri. Ma a Visso, Castelsantangelo sul Nera, Ussita questo non potrà avvenire: i cimiteri sono inagibili. Le strade che portano ai cimiteri passano anche per zone di crolli e case pericolanti. I cimiteri non sono stati risparmiati, il sisma ha devastato posti silenziosi dove l’unico segno di vita erano i fiori e le luci alle lapidi e dove in questi giorni ci sarebbe stato l’afflusso di visitatori, per quello che è un rito ma anche un’occasione di incontro con persone andate via dai paesi originari e con cui almeno in questa circostanza ci si ritrova per un saluto, un abbraccio. E’ un modo – quel pellegrinaggio – anche per tenere vivi i contatti, approfittando paradossalmente di un luogo dove riposano i morti.

Renzi a messa di Ognissanti a Preci, comune devastato dal sisma. Domani Mattarella nelle Marche

Il premier Matteo Renzi, per una visita in forma privata, è arrivato a Preci, uno dei Comuni colpiti dal terremoto in provincia di Perugia. Il presidente del Consiglio parteciperà a una Messa per la festività di Ognissanti. Renzi si è soffermato a parlare con gli abitanti di Preci. Insieme a lui anche il presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini. Giunto a Preci con la moglie Agnese, Renzi ha percorso un tratto a piedi per raggiungere il luogo della celebrazione. Durante il tragitto ha salutato e scambiato qualche parola con alcuni sfollati del posto. “Ricostruiremo tutto in tempi veloci”, ha ribadito il premier. A sua volta, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella rientrerà prima domani in Italia da Israele, dove si trova in visita, per recarsi, nel pomeriggio, nelle zone colpite dal terremoto. E’ quanto si apprende da fonti del Quirinale.

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