Mafia Capitale, ancora rinvii a giudizio per gli appalti in Campidoglio. Venti a processo dal 2 marzo

Mafia Capitale, ancora rinvii a giudizio per gli appalti in Campidoglio. Venti a processo dal 2 marzo

Sono in totale 20 le persone rinviate a giudizio dal gip di Roma in uno dei tanti filoni dell’inchiesta su Mafia Capitale. Le accuse sono molto pesanti e vanno dall’associazione a delinquere, la turbativa d’asta, il falso e truffa ai danni del Comune. I magistrati avrebbero ricostruito il giro di appalti finito al centro dell’indagine e che riguarda anche i lavori della sala Giulio Cesare, aula dove si riunisce storicamente l’Assemblea di Roma Capitale. Coinvolti l’imprenditore Fabrizio Amore e Maurizio Anastasi, ex responsabile della Sovrintendenza. Il processo è stato fissato al prossimo 2 marzo davanti alla IV sezione penale.

L’imprenditore Amore è il collegamento con la maxinchiesta sul ‘mondo di mezzo’: nel giugno del 2015, nell’ambito della seconda tranche di arresti per Mafia Capitale, venne perquisito perchè accusato, in qualità di responsabile di fatto della cooperativa ‘Progetto Recupero’, di aver turbato la gara per l’accoglienza di 580 persone, in concorso con il ras delle cooperative Salvatore Buzzi e Massimo Carminati. Per queste accuse nei giorni scorsi la Procura ha chiesto l’archiviazione per Amore, indagato per trasferimento fraudolento di valori.

Per l’accusa, Amore era così sicuro di vincere la gara per i lavori all’Aula Giulio Cesare tanto da stipulare contratti ed effettuare pagamenti in acconto ai subappaltatori alcuni giorni prima dell’apertura delle buste contenenti le offerte. Il patto tra gli appartenenti all’associazione, secondo l’accusa, ha fatto sì che alla gara fossero infatti invitate esclusivamente società riconducibili allo stesso soggetto economico.

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