Lavoro: Fp Cgil, urgente intervento Ministero in Dtl Ancona. Al centro presunti comportamenti vessatori di un funzionario, ristabilire clima sereno

Lavoro: Fp Cgil, urgente intervento Ministero in Dtl Ancona. Al centro presunti comportamenti vessatori di un funzionario, ristabilire clima sereno

“Un intervento urgente del Ministero del Lavoro per ripristinare un clima lavorativo sereno presso la Direzione territoriale del lavoro di Ancona investita da tempo da una vicenda che chiama in causa un funzionario della Dtl il quale, in circa tre anni di attività, avrebbe messo in atto comportamenti tali da determinare un clima lavorativo insostenibile nei suoi uffici, vessando i lavoratori e, soprattutto, alcune lavoratrici”. A richiederlo sono la Fp Cgil Nazionale e quella della Marche che riportano così al centro dell’attenzione una vicenda, già da tempo segnalata, sollecitando “l’adozione, da parte del dicastero del Lavoro, di misure capaci di ripristinare un sereno clima lavorativo interno agli uffici oltre che a restituire alla Pubblica Amministrazione quell’immagine di piena efficienza e funzionalità che appare fortemente compromessa dalle notizie apparse recentemente sulla stampa locale”.

Ripercorrendo i fatti, la Funzione Pubblica nazionale e delle Marche ricordano: “A seguito di diverse segnalazioni e lamentele da parte di un cospicuo numero di dipendenti, la Dtl di Ancona è stata oggetto di un’inchiesta interna avviata dalla Direzione centrale del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. L’esito dell’inchiesta portò il Ministero all’irrogazione di una sanzione disciplinare di sospensione del funzionario in questione per sei mesi dal servizio e dallo stipendio, con decorrenza 7 marzo 2016 fino al 7 settembre 2016, addebitando allo stesso comportamenti che potrebbero configurare l’ ‘abuso d’ ufficio’ e le ‘molestie sessuali'”. Il funzionario coinvolto, proseguono, “dopo aver opposto ricorso d’urgenza ex art. 700 contro la sospensione comminata dal superiore Ministero, eccependo il superamento del limite dei 120 giorni per la notifica della sanzione disciplinare, riuscì a rientrare, in data 17 agosto, nel pieno delle proprie funzioni. Ed è di pochi giorni fa la sentenza del Tribunale di Ancona n. 4889, depositata in data 29 ottobre 2016, con la quale il Ministero del Lavoro ha però ribaltato la sentenza d’urgenza, vedendosi riconosciuta la piena legittimità della procedura disciplinare adottata nei confronti del proprio funzionario”.

Alla luce della decisione del Tribunale di Ancona, confermata la legittimità del procedimento disciplinare, Fp Cgil Nazionale e Marche “tornano a chiedere a gran voce che venga ripresa in mano la situazione, tempestivamente e con il dovuto vigore, mettendo in atto immediatamente tutte quelle soluzioni capaci di risolvere il grave disagio patito da quei lavoratori che si sono improvvisamente ritrovati ad essere nuovamente sottoposti al potere organizzativo e disciplinare dello stesso funzionario che avevano accusato appena qualche mese prima, finendo così con il trovarsi a dover convivere, al di là del merito delle accuse e degli eventuali sviluppi disciplinari o penali della vicenda, con una situazione di pesante disagio psichico e psicologico, potenzialmente capace di compromettere seriamente la salute di quegli stessi operatori che il Ministero del Lavoro dovrebbe, in primis, provvedere a tutelare”, concludono.

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