La morte di Fidel Castro. Il tributo di tanti leader dei paesi in via di sviluppo. Il pianto dei popoli liberati

La morte di Fidel Castro. Il tributo di tanti leader dei paesi in via di sviluppo. Il pianto dei popoli liberati

La morte di Fidel Castro ha generato tributi e riflessioni da parte di tanti leader, presenti e passati, in tutto il mondo, e di tutte le aree politiche. Soprattutto in America Latina, nei paesi in via di sviluppo, e nelle aree più depresse e povere del mondo, alcune delle quali oggi ancora sottoposte a regimi dittatoriali sostenuti dall’Occidente, Fidel Castro viene pianto e salutato con affetto dai popoli. Tra gli anni Sessanta, Settanta e Ottanta, la Cuba di Fidel Castro, capofila dei cosiddetti Paesi non allineati, mentre infuriavano sanguinosi i conflitti regionali generati dalla Guerra Fredda, svolse un ruolo significativo nel processo di indipendenza e di autonomia di molti paesi, aiutando i movimenti di liberazione nazionali. Se tanti dittatori nel mondo sono stati sconfitti e se la democrazia è stata portata anche laddove sembrava impossibile, lo si deve, in parte, anche al sostegno decisivo e concreto del popolo cubano. I soloni italiani, come Roberto Saviano e Matteo Salvini, per non parlare di tale Maurizio Gasparri, dovrebbero evitare, per una volta, esternazioni prive di senso della storia, e leggersi le note di gratitudine di popoli interi, a partire dal popolo sudafricano.

Il pianto dei leader dell’America Latina, i cui movimenti di liberazione sono stati sostenuti da Fidel Castro

Il presidente venezuelano, Nicolàs Maduro, fa appello a tutti i rivoluzionari di “dare continuità alla sua eredità e di abbracciare la sua bandiera dell’indipendenza, del socialismo, della patria”, mentre il presidente ecuadoregno, Rafael Correa, ha twittato: “un grande uomo se n’è andato. Fidel è morto. Lunga vita a Cuba! Lunga vita all’America Latina”.  Evo Morales, presidente della Bolivia e alleato molto vicino all’anziano leader cubano, ha detto di essere “profondamente rattristato” dalla morte di Castro. “Fidel è stato l’unico al mondo con tanti principi e tanti valori”, ha detto Morales alla televisione sudamericana Telesur, “ha fatto la storia, non solo di Cuba, ma del pianeta. Ecco il socialismo”. Ha poi aggiunto: “non ci sarà mai più un uomo e un compagno come Fidel, che ha dedicato la sua vita, la sua conoscenza e la sua lotta non solo al popolo cubano, ma a tutti I popoli del mondo”. La presidente del Cile, Michelle Bachelet, ha espresso il suo dolore per la morte di Castro con queste parole: “un leader per la dignità e la giustizia sociale a Cuba e in America Latina”. Il presidente messicano Enrique Pena Neto ha descritto Castro come “un amico del Messico, promotore delle relazioni bilaterali basate su rispetto, dialogo e solidarietà”. Il presidente del Salvador Sanchez Ceren ha twittato: “Fidel vivrà per sempre nei cuori di coloro di noi che combattono per la giustizia, la dignità e la fratellanza”.

La vicinanza con l’Unione Sovietica, ieri, e il rapporto con Putin, oggi

Quando gli Stati Uniti cercarono di uccidere Castro o di rovesciare il governo socialista cubano, sostenendo diversi tentativi e la fallita invasione degli esiliati alla Baia dei Porci nel 1961, il Comandante si rivolse all’Unione Sovietica per il sostegno politico ed economico.  Il soccorso finanziario terminò improvvisamente quando l’Unione Sovietica cadde nel 1989, spingendo Cuba in un “periodo particolare” di privazioni. I legami tuttavia sono rimasti talmente solidi con la Russia da spingere i vertici dello Stato a promuovere l’edificazione di una statua di Castro poche ore dopo la sua morte. Vladimir Putin, il capo dello stato russo, ha spedito un telegramma a Raul Castro, nel quale scrive: “il nome di questo illustre statista è giustamente considerato il simbolo di un’era della moderna storia del mondo. Fidel Castro è stato un sincero e affidabile amico della Russia”.

Leader e popoli africani piangono Fidel. Il ruolo antiapartheid in Sudafrica e l’amicizia con Mandela

Elogi al Comandante giungono da ogni parte dell’Africa. Da Algeri a Cape Town, Fidel Castro è ricordato non come un dittatore, ma come un amico, e in certe zone, come un salvatore. La Cuba di Castro si era opposta con fierezza al regime di apartheid in Sudafrica e ai suoi sostenitori occidentali, e aveva sostenuto l’African National Congress, il partito più forte nella lotta di liberazione nazionale. Nelson Mandela, il leader dell’ANC e primo presidente del periodo post apartheid in Sudafrica, ne fu uno strenuo ammiratore. “La guida del compagno Castro resta un’ispirazione per i movimenti rivoluzionari impegnati nella giustizia sociale in tutto il mondo”, scrive l’ANC sabato. Tra gli anni Settanta e Ottanta, le truppe cubane giocarono un ruolo fondamentale sui campi di battaglia, in epoca di Guerra Fredda, dell’Angola e dell’Etiopia, che non è mai stato dimenticato in quelle aree del mondo. L’indipendenza dell’Angola dal Portogallo nel 1975, in particolare, fu ottenuta grazie all’aiuto delle forze cubane. Castro era convinto che la scena globale per la rivoluzione mondiale era l’Africa. “I movimenti di liberazione africani ti devono un enorme tributo di gratitudine”, ha scritto Onyango-Obbo, editorialista ed editore keniano. In Algeria, una delle prime destinazioni per migliaia di medici cubani che lavorarono nelle prime linee dei conflitti della Guerra Fredda e nelle nazioni in via di sviluppo dagli anni Sessanta in poi, Castro è ricordato come “un grande amico del popolo algerino”.

Ecco alcune testimonianze di alcuni leader mondiali.

Xi Jinping, presidente della Cina: “il popolo cinese ha perso un compagno buono e vero. Il compagno Castro vivrà per sempre”.

Michail Gorbaciov, ex capo dell’Unione Sovietica: “Fidel ha rafforzato il suo paese durante il durissimo blocco americano, quando vi era una colossale pressione su di lui, ed ha condotto il suo paese fuori da questo blocco, in un percorso di sviluppo indipendente. Negli anni scorsi, anche quando Fidel Castro non fu formalmente al potere, il suo ruolo nel rafforzamento del paese è stato enorme”.

Papa Francesco a Raul Castro: “Le esprimo i miei sentimenti di dolore”.

Jeremy Corbyn, leader dei laburisti britannici: “è stato una figura straordinaria nella storia dell’intero pianeta. La storia dimostrerà che Fidel fu colui che si era battuto per qualcosa di molto molto diverso nei Caraibi e molta gente indipendente dirà come siano ottime l’assistenza sanitaria e l’istruzione a Cuba in confronto con quelle di molti altri posti nel mondo”.

Justin Trudeau, primo ministro del Canada: “Ci uniamo oggi al popolo di Cuba nel lutto per la perdita di questo grandissimo leader. Nonostante la figura controversa, sia i suoi sostenitori che i suoi detrattori devono riconoscere la sua straordinaria dedizione e l’amore verso il popolo cubano che ricambiò col perdurante affetto per El Comandante”.

Francois Hollande, presidente della Francia: “Fidel castro è stato una figura eminente del Ventesimo secolo. Ha incarnato la rivoluzione cubana, sia nelle speranze che nelle delusioni. La Francia, cha ha condannato gli abusi dei diritti umani a Cuba, aveva comunque contrastato l’embargo USA su Cuba, e la Francia si è rallegrata quando ha visto i due paesi ristabilire dialogo e legami”.

Narendra Modi, primo ministro dell’India: “Fidel Castro è stato una delle personalità più emblematiche del Ventesimo secolo. L’India piange la perdita di un grande amico”.

Tran Dai Quang, presidente del Vietnam: “per tutti i vietnamiti, Fidel è stato un grande amico, un grande compagno e un fratello strettissimo”.

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