Istat: calano le vendite al dettaglio. Fedeconsumatori: sempre più lontana la ripresa dei consumi e della spesa delle famiglie

Istat: calano le vendite al dettaglio. Fedeconsumatori: sempre più lontana la ripresa dei consumi e della spesa delle famiglie

Qualche giorno fa l’Istat ha reso noto un sondaggio dal quale risultava che gli italiani erano felici e contenti, avevano espresso fiducia nel futuro, cosa che, notava l’Istituto non accadeva da anni.  Le famiglie consumavano di più, addirittura i giovani risultavano soddisfatti del loro stato. Subito da Palazzo Chigi arrivava l’imbeccata per gli scriba. Renzi Matteo nel suo girovagare per sale, saloni, teatri e teatrini, per propagandare il referendum che “cambia” la Costituzione e, di conseguenza, a suo parere, migliora la vita dei cittadini, spendeva questo sondaggio. Quello stesso Istat autore del famigerato sondaggio, non si sa bene chi abbia intervistato, forse in un altro Paese, certamente non in Italia, annuncia che a settembre si registra un calo delle vendite al dettaglio del -0,6% sul mese e del -1,4% sull’anno. Alla grazia della fiducia delle famiglie sul presente e sul futuro.

Tendenza al ribasso della domanda interna. In quattro anni una contrazione del 10,8%

“Un dato allarmante – sottolinea Federconsumatori – che peggiora ulteriormente la grave tendenza al ribasso della domanda interna registrata dal 2012 ad oggi, con una contrazione pari al -10,8%, che equivale ad una minore spesa da parte delle famiglie di circa 76,7 miliardi di Euro. I dati odierni rivelano come la ripresa dei consumi e della spesa delle famiglie sia sempre più lontana”. Federconsumatori, anche alla luce della legge di Bilancio, alle sue carenze, alla mancanza di  progettualità, sottolinea che “per invertire veramente la situazione attuale e dare una nuova scossa all’intero sistema economico è indispensabile un’azione forte e decisa per risollevare i bilanci familiari e creare nuovi redditi. Azione che passa attraverso l’avvio di un Piano Straordinario per il Lavoro dedicato al rilancio dell’occupazione ed all’apertura di una nuova fase di sviluppo per il Paese. A tale piano devono essere destinati fondi e risorse ricavate dalla lotta all’evasione fiscale, dal contrasto agli abusi ed agli sprechi, nonché se necessario dalla vendita del 10-15% delle riserve auree”.

“Nel dettaglio il piano dovrebbe prevedere investimenti per mettere in sicurezza gli edifici, per incrementare l’innovazione e la ricerca e per valorizzare l’offerta turistica. A fianco di tale programma – conclude Federconsumatori – è indispensabile, per rilanciare i bilanci delle famiglie e le prospettive dell’intero sistema economico, debellare una volta per tutte (e non rinviarle di anno in anno) le clausole di salvaguardia, che a regime comporteranno ricadute di +782 Euro annui a famiglia”.

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