Hillary Clinton parla ai sostenitori: “continuiamo a lottare per difendere i nostri valori”. Obama: “sono fiero di lei e spero in una transizione pacifica dei poteri”

Hillary Clinton parla ai sostenitori: “continuiamo a lottare per difendere i nostri valori”. Obama: “sono fiero di lei e spero in una transizione pacifica dei poteri”

“La cosa più incredibile nel discorso di Hillary Clinton ai suoi sostenitori è in ciò che ha dimenticato di dire: è in vantaggio nel voto popolare”, ha twittato il giornalista Shane Goldmacher, sostenendo una notizia che appare sempre più vera a mano a mano che i voti definitivi continuano a fluire dalla costa del Pacifico, dove i democratici hanno dominato. Nel momento in cui scriviamo, infatti, Hillary Clinton è in vantaggio di circa 200mila voti su Trump nel conteggio complessivo dei voti in tutti gli Stati Uniti, avendo totalizzato 59.470.799 voti contro 59.279.301 del repubblicano. La situazione paradossale ricorda molto da vicino quel che accadde nel 2000 quando Al Gore vinse la corsa nel voto popolare, ma perse per un pugno di voti la Florida, consentendo a George W. Bush il sorpasso e la maggioranza dei grandi elettori. Insomma, per effetto delle leggi elettorali di ciascuno stato, la situazione relativa ai grandi elettori resta ancora bloccata sul vantaggio di Trump per 289 voti contro 218. Ed è quanto è bastato per regalare a Donald Trump la vittoria nella corsa presidenziale più impensabile e imprevista della storia americana.

Il discorso di Hillary Clinton: “sono arrabbiata, addolorata, ma dobbiamo continuare a combattere per i nostri valori”

Ai suoi sostenitori, Hillary Clinton ha detto, finalmente e umanamente commossa: “mi sono congratulata con Trump ieri sera e gli ho offerto di lavorare con lui per il bene del Paese. Spero che sarà il presidente di tutti”. Poi, la prima valutazione politica: “Mi spiace di non aver vinto queste elezioni per i valori che condividiamo. Voi rappresentate il meglio dell’America ed esser stata la vostra candidata è stato un onore grandissimo per me, uno dei più grandi della mia vita. So quanto vi sentiate arrabbiati, perché anch’io lo sono”. A questo punto, secondo il giornalista Goldmacher avrebbe dovuto partire una riflessione del tipo: “ho vinto, ma ho perso, come Al Gore”, ma evidentemente Hillary non se l’è sentita di umiliare ancora di più coloro che affollavano la sede scelta dal suo comitato elettorale a New York. “È doloroso”, ha proseguito Clinton, “e lo sarà per molto tempo. Ma voglio ricordarvi questo: la nostra campagna non è mai stata su una persona, è stata centrata sulla costruzione del paese che amiamo. Abbiamo visto che il nostro paese è più diviso di quel che pensavamo”. Ha poi aggiunto che oltre a rispettare il risultato elettorale, “dobbiamo difendere i valori di non-discriminazione, dello stato di diritto e dell’uguaglianza di fronte alla legge”. A questo punto è scattato l’applauso fragoroso della sua gente, dei democratici. E con enfasi ha rilanciato le parole chiave del suo programma: “crediamo che il sogno americano sia abbastanza grande per tutti, per gli uomini, le donne, le persone LGBT, quelle con disabilità, per tutti”, ha insistito. La parte politica l’ha poi conclusa con queste parole: “la nostra responsabilità di cittadini è quella di continuare la nostra parte nella costruzione di quell’America migliore, più forte e più giusta che tutti cercano”. Poi, come si fa in ogni discorso di commiato ha ringraziato tutti coloro che l’hanno accompagnata nella campagna elettorale: Barack e Michelle Obama, suo marito e sua figlia, il suo staff, i volontari sul territorio, i finanziatori. “E tutte le donne, che hanno creduto in questa campagna e in me”.

Barack Obama: “ho parlato con Trump e ne sono stato rincuorato”

Pochi minuti dopo, anche Barack Obama ha voluto far sentire la sua voce, insieme con il suo vicepresidente Joe Biden. “Ieri, prima che aprissero i seggi, ho girato un video, in cui dicevo agli americani, il sole sorge ogni mattina, cioè un pizzico di previsione di quanto è davvero accaduto. So che tutti hanno passato una lunga notte. Anch’io”. Obama ha rivelato di aver parlato con Donald Trump alle 3.30 del mattino. Ha proseguito: “non è un segreto che il presidente eletto ed io abbiamo differenze notevoli. Ma ricordate che otto anni fa il presidente Bush ed io avevamo enormi differenze. La presidenza e la vicepresidenza sono più grandi di ciascuno di noi. Il trasferimento pacifico dei poteri è uno dei capisaldi della nostra democrazia”. Infine, rivolto a Hillary Clinton, il presidente uscente ha detto: “solo fiero di lei. Molti americani l’ammirano, e la sua candidatura e la nomination sono storiche. Ognuno di noi è triste è triste quando perde le elezioni. Ma il giorno dopo, dobbiamo ricordarci che siamo tutti nella stessa squadra, siamo innanzitutto patrioti. È questo ciò che ho ascoltato quando ho parlato con Trump direttamente, e ne sono stato rincuorato. È ciò di cui ha bisogno il nostro paese. Spero che questo spirito venga conservato nella fase di transizione e spero che così sia l’inizio della sua presidenza. Molti americani oggi hanno esultato, e molti non l’hanno fatto. Ma è nella natura delle elezioni, è nella natura della democrazia”. Infine, l’appello ai giovani democratici a non abbandonarsi allo scoraggiamento: “ai giovani che hanno fatto politica per la prima volta e che possono essere scoraggiati dal risultati voglio che sappiano che devono ritrovare il coraggio, di non diventare cinici. Combattere per ciò che è giusto è importante”.

Lo staff di Trump: “discorso di gram classe”

Nel campo di Trump la reazione al discorso di Clinton non si è fatta attendere. In un twit, il portavoce di Donald Trump ha scritto: “un discorso di gran classe quello di Hillary Clinton. Passo importante per guidare assieme il paese”. Ha avuto inizio un cambiamento nello stile di Trump?

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