Francia. Primarie del Centrodestra: vince Fillon col 44%. Sfiderà al ballottaggio Juppé, al 28%. Sarkozy deluso, dice addio alla politica

Francia. Primarie del Centrodestra: vince Fillon col 44%. Sfiderà al ballottaggio Juppé, al 28%. Sarkozy deluso, dice addio alla politica

L’ex premier François Fillon (nella foto, poco dopo aver saputo della vittoria) è il grande vincitore del primo turno delle primarie del centrodestra in vista delle presidenziali in Francia e Nicolas Sarkozy il grande sconfitto: il primo infatti, stando ai risultati relativi al 92% dei seggi, ha ottenuto il 44,2% delle preferenze, distaccando ampiamente Alain Juppé (28,5%), considerato il favorito fino a prima dell’ultimo dibattito. Sarkozy è stato eliminato con un deludente 20,6%. Gli altri candidati hanno ottenuto, rispettivamente, il 2,5% Nathalie Kosciusko-Morizet, 2,4% Bruno Le Maire, 1,4%, Jean-Frédéric Poisson, 0,3%. I risultati definitivi verranno diffusi a fine mattinata di lunedì. La partecipazione alle Primarie è stata elevatissima, e oltre ogni previsione: alle 18.15, coi seggi ancora pieni e molta gente in attesa, avevano votato in 3.973.176. Molto probabilmente è stata dunque superata la soglia dei 4 milioni di voti. Va detto che è la prima volta che il Centrodestra francese apre con le Primarie la scelta del candidato presidenziale, e come si è visto, non è mancata la sorpresa. Sostanzialmente, questa volta, gli elettori moderati hanno scelto quello che ritengono il candidato migliore per contrastare l’ascesa della destra xenofoba di Marine Le Pen, e la sconfitta, pesante, di Nicolas Sarkozy è la notizia del giorno su tutta la stampa internazionake. Il ballottaggio avrà luogo domenica 27 novembre.

Chi è il vincitore Fillon

Con un dominio inaspettato, almeno per la sua ampiezza, al primo turno delle primarie del centrodestra francese, l’ex primo ministro François Fillon, è diventato il grande favorito alla corsa all’Eliseo, con un programma che combina elementi liberali a livello economico e conservatori dal punto di vista etico. Padre di cinque figli, con un progetto che viene definito ‘radicale’, ha dominato il primo turno con oltre il 44% dei voti, piazzandosi davanti ad Alain Juppé, finora favorito dai sondaggi, e all’ex presidente Nicolas Sarkozy. E proprio quest’ultimo, dopo aver annunciato l’abbandono dell’attività politica, ha fatto sapere che al secondo turno voterà Fillon. Laureato in diritto, Fillon ha ammesso di essere arrivato alla politica per caso, come aiutante parlamentare del deputato Joël Le Theule nel 1976, e ha sempre sostenuto che questa sua iniziale mancanza di ambizione politica gli abbia consentito di sfruttare senza ansia ogni tappa della carriera. Ministro dell’Educazione superiore (1993-1995) nel governo di Édouard Balladur, titolare del ministero delle Tecnologie dell’informazione (maggio-novembre 1995) e ministro delegato delle Telecomunicazioni (1995-1997) nel governo di Juppé, è stato anche a capo del dicastero degli Affari sociali (2002-2004) con Jean-Pierre Raffarin. Di nuovo ministro dell’Educazione nel 2004, quando nel 2007 arriva a capo del governo come primo ministro sotto la presidenza Sarkozy, ha già un’ampia esperienza. Guida per alcuni mesi anche il ministero dell’Ecologia, dopo le dimissioni di Nathalie Kosciusko-Morizet, sfidante a sua volta alle primarie della destra.Fillon è stato l’unico primo ministro a non cedere il posto nel corso di un mandato presidenziale, ricoprendo l’incarico da maggio 2007 a maggio 2012. Una volta terminato il suo governo, viene coinvolto nella polemica elezione interna al partito Ump (Unione per un movimento popolare), poi divenuto i Repubblicani, nel corso della quale lui e l’altro candidato alle primarie Jean-François Copé, si accusano di frode.

Nel 2007 arriva a dire di essere alla guida di “uno Stato in situazione di fallimento”. Della sua permanenza a Matignon, sede del governo, restano soprattutto il rigore di bilancio e la riforma delle pensioni, per cui alzo l’età minima da 60 a 62 anni. Favorevole alla riduzione degli impieghi nel settore pubblico, ha annunciato in campagna elettorale un taglio di 500mila posti, compensato con un aumento del tempo di lavoro nel pubblico impiego. Inoltre, ha proposto di eliminare una delle misure più sostenute dalla sinistra francese, ossia le 35 ore di lavoro settimanali. Figlio di un notaio e di una storica, originario di Le Mans, nell’ovest del Paese, amante delle corse in auto, è sposato con la gallese Penelope Kathryn Clarke, con cui ha avuto cinque figli. Ha sempre avuto come punti forti del programma la liberalizzazione dell’economia, la restaurazione dell’autorità statale e l’affermazione dei valori. Tra le altre cose vorrebbe riservare la possibilità di adottare bambini e la procreazione assistita alle coppie eterosessuali e proibire la maternità surrogata. Punta a ottenere un risparmio sulla spesa pubblica di 100 miliardi di euro in cinque anni e un aumento di 12 miliardi nel bilancio della Difesa e della sicurezza. Sicuro di sé, ma anche freddo e riservato nella vita personale, ha dichiarato: “Sono candidato alla presidenza, a nessun altro posto”. È stato il primo a candidarsi ufficialmente alle primarie e ha subito ottenuto l’appoggio dell’ex presidente conservatore Valéry Giscard d’Estaing.

Il 15% dei votanti erano di sinistra. Hanno votato per Juppé

Secondo un sondaggio Elabe realizzato ieri sera al termine del primo turno delle primarie della destra francese, il 15% dei partecipanti al voto erano simpatizzanti della sinistra. Questi avrebbero votato essenzialmente per fermare l’ex presidente Nicolas Sarkozy e avrebbero scelto in maggioranza il sindaco di Bordeaux, Alain Juppé, che aveva mirato la sua campagna proprio a racimolare i voti dei delusi della presidenza Hollande. Essendo stato eliminato Sarkozy, Juppé probabilmente non godrà di questo sostegno al ballottaggio di domenica prossima contro Francois Fillon, ora largamente favorito. Due dei sette candidati usciti sconfitti alle primarie, Sarkozy e Bruno Le Maire, hanno già dato ai propri elettori indicazioni di voto a favore di Fillon per il ballottaggio. Alain Juppé, che accusa un pesante ritardo nei confronti del suo avversario (28,4% dei voti) non ha alcuna intenzione di cedere il passo: “Sono deciso a continuare a combattere”, ha detto ieri sera l’ex premier.

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