Fidel Castro è morto a 90 anni. L’ultimo grande leader comunista della storia contemporanea

Fidel Castro è morto a 90 anni. L’ultimo grande leader comunista della storia contemporanea

“Caro popolo di Cuba: è con profondo dolore che compaio per informare il nostro popolo, gli amici della nostra America e del mondo, che oggi 25 novembre del 2016, alle 10.29, ore della notte, è deceduto il comandante in capo della Rivoluzione Cubana Fidel Castro Ruz”. Trattenendo a stento la commozione mentre legge un breve testo alla tv statale cubana, Raul Castro ha annunciato la morte del fratello. “Nel compiere l’espressa volonta del compagno Fidel i suoi resti saranno cremati domani sabato 26”, continua il presidente cubano. “La commissione che organizzerà i funerali darà al nostro popolo un’informazione dettagliata sull’organizzazione dell’omaggio postumo che verrà tributato al fondatore della ‘Revolucion Cubana’. Hasta la victoria siempre”, conclude il messaggio Raul Castro.

Addio all’ultimo grande leader comunista della scena internazionale. Fidel Castro, morto venerdì sera a 90 anni, ha guidato Cuba per quasi mezzo secolo, sfidando dall’isola comunista 11 presidenti americani. Si chiudono così 60 anni di storia cominciati nel 1956 quando, con un gruppo di rivoluzionari provenienti dal Messico, sbarcò sull’isola per organizzare la lotta armata che mise fine, nel 1959, alla dittatura di Fulgencio Batista. Da allora ha guidato in maniera ininterrotta il regime socialista fino al 2006 quando subì la sua prima seria operazione all’intestino; solo due anni più tardi aveva effettivamente ceduto il testimone al fratello, rinunciando alla presidenza.

Il padre della Rivoluzione cubana, insieme al fratello Raul e Che Guevara, era l’ultima grande figura del comunismo internazionale. A dargli battaglia e cercare di scalzarlo sono stati undici presidenti degli Stati Uniti: Dwight D. Eisenhower, John F. Kennedy, Lyndon B. Johnson, Richard Nixon, Gerald Ford, Jimmy Carter, Ronald Reagan, George Bush, Bill Clinton, George W. Bush, Barack Obama. Ultimo dei grandi protagonisti della Guerra Fredda, era riuscito a instaurare un regime marxista-leninista ad appena 150 chilometri dale coste americane, alleato con il suo nemico acerrimo, l’Unione Sovietica: un sistema socialista e protettivo, liquidato dai dissidenti però come dittatoriale e liberticida. Nel 2014, il fratello Raul ha sorpreso il mondo annunciando un riavvicinamento agli Usa, un anno dopo il funerale nel dicembre 2013 di Nelson Mandela in Sudafrica quando i due a sorpresa si erano stretti la mano.

Nessun presidente americano è riuscito a stroncare il lider maximo, con cui hanno fatto i conti i potenti di un intero cinquantennio. Quando Fidel mise fine alla dittatura di Batista, nel 1959, alla guida dell’Unione Sovietica c’era Nikita Kruscev, mentre in Vaticano il papa era Giovanni XXIII. Trentadue anni dopo, Castro vide il crollo dell’Unione Sovietica, che ha determinato conseguenze economiche disastrose per Cuba, ma ha mantenuto ben salda la guida dell’isola. Dopo Mikhail Gorbaciov, il presidente che dissolse l’URSS, ha ricevuto all’Avana Vladimir Putin, l’ultimo presidente della Russia. Intanto, nel corso di mezzo secolo ha incontrato il maresciallo Tito, Salvador Allende, Indira Ghandi, Nelson Mandela, Yasser Arafat, e un altro papa, Karol Woityla, il primo pontefice – quello che sconfisse il comunismo – ad avere un colloquio diretto con il leader rivoluzionario nella sua isola. Almeno altri due primati da guinness sono stati messi a segno da Castro negli ultimi decenni. Fidel ha fatto il discorso politico più lungo del mondo nella storia della politica: sette ore e quindici minuti di fronte al Parlamento cubano, il 24 febbraio del 1998. L’altro record riguarda gli attentati: per ucciderlo sono stati messi a punto seicentotrentasette piani.

Share

Leave a Reply