Catanzaro. Arrestato un cittadino siriano accusato di associazione con finalità di terrorismo

Catanzaro. Arrestato un cittadino siriano accusato di associazione con finalità di terrorismo

Gli apparati informatici e le foto del suo inserimento diretto nei gruppi terroristici erano “il suo passaporto per accreditarsi a certi livelli una volta giunto in Europa”. Il cittadino siriano Abo Robeih Tarif, arrestato oggi a Catanzaro con l’accusa di associazione con finalità di terrorismo, aveva, dunque, compiti ben specifici. A confermare questa tesi è stato il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, nel corso di una conferenza stampa tenuta nella sede del Comando provinciale della Guardia di finanza.

Secondo il procuratore, “l’uomo avrebbe dovuto compiere delle riprese video in uno dei Paesi con i quali aveva contatti”. Quella del ventitreenne, dunque, era una rete molto ampia, al punto che anche durante la sua detenzione nel carcere di Catanzaro continuava a tenere contatti con altri terroristi. Infatti, la polizia penitenziaria ha intercettato una missiva giunta dalla Danimarca e nella quale l’interlocutore chiede al cittadino siriano le caratteristiche che deve avere la persona da individuare per un compito non ben chiarito. “Una frase che non c’entrava nulla con il contesto della lettera – ha evidenziato il procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri – e che sottolinea come fosse lui a dovere scegliere la persona giusta”. Subito dopo avere intercettato questa missiva, l’uomo è stato trasferito nel carcere di Rossano in attesa di ottenere la custodia cautelare che nel frattempo era stata richiesta al gip.

Nelle indagini della guardia di finanza sono stati ricostruiti diversi movimenti dell’uomo in varie nazioni europee prima del suo arresto in Italia come scafista, a dimostrazione di continui movimenti. Inoltre, è stato possibile risalire a tre città siriane nelle quali lo stesso presunto terrorista si sarebbe addestrato e formato. Si tratta di Hama, città in cui è nato ed ha iniziato l’addestramento, Idleb, altro luogo di addestramento, e Tartus, dove il ventitreenne avrebbe anche festeggiato l’uomo che indossava una cintura esplosiva e che è stato ritratto in una delle foto sequestrate.

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