“Misericordia et misera” di Papa Francesco: L’aborto, il perdono per le donne e i medici. La giornata mondiale dei poveri. I migranti. Una risposta a tutto ciò che offende la dignità delle persone

“Misericordia et misera” di Papa Francesco: L’aborto, il perdono per le donne e i medici. La giornata mondiale dei poveri. I migranti. Una risposta a tutto ciò che offende la dignità delle persone

Si chiudono le “porte” del Giubileo, per l’Anno Santo è tempo di bilanci, non solo dal punto di vista spirituale ma anche da quello più terreno. I “numeri” del Giubileo, come Roma ha accolto i pellegrini, la città era più pulita o sporca, la sindaca ha o no retto alla prova. Papa Francesco ha tagliato la testa al toro, come si dice. A distanza di 24 ore dalla chiusura del Giubileo straordinario ha reso pubblica la lettera apostolica firmata dopo la messa conclusiva dell’Anno Santo, la folla delle grandi occasioni a gremire San Pietro. “Misericordia et misera” è il titolo di questo atto in linea con quanto Francesco va predicando ogni giorno e in ogni paese in cui va a far visita. “La misericordia – afferma – non può essere una parentesi nella vita della Chiesa”. E fa seguire disposizioni concrete rivolgendosi al complesso del mondo cattolico, a partire dalla Curia. La prima, quella più importante, che ha occupato i titoli dei media, a partire da quelli on line, non solo italiani affronta un tema fra i più delicati, sul quale all’interno della Chiesa i pareri sono diversi. Riguarda l’aborto, il perdono, l’assoluzione per chi ha procurato l’aborto e per le donne che lo hanno praticato. Viene concessa una proroga “fino a nuove disposizioni” alla validità delle confessioni celebrate dai sacerdoti lefebvriani e viene confermato il mandato dei missionari della misericordia, che erano stati inviati a predicare, ascoltare e perdonare i fedeli.

Bergoglio esalta i valori sociali, guarda alla povertà, alla emarginazione

Ma la misericordia, al tempo stesso, è un “valore sociale”. Un segno concreto della predicazione di Francesco la istituzione della giornata mondiale dei poveri da celebrare in tutta la Chiesa nell’ultima domenica in cui si è svolto il Giubileo delle persone socialmente escluse. Tutti, scrive la lettera apostolica, “devono rimboccarsi le maniche per restituire dignità a milioni di persone”. Come era prevedibile fa notizia il tema dell’aborto mentre resta in disparte il nuovo appello del pontefice che guarda alla povertà, alla emarginazione, ai migranti. In primo piano questioni che è meglio tenere in sottofondo in tempi di referendum costituzionale in cui niente deve turbare il manovratore.

L’accesso alla comunione di madri che hanno abortito e medici

Vediamo le novità per quanto riguarda l’aborto che, “con tutte le mie forze – ribadisce Bergoglio – è un peccato grave perché pone fine a una vita innocente”, ma ai sacerdoti chiede di farsi “guida, sostegno e conforto nell’accompagnare i penitenti” in un cammino “di speciale riconciliazione”. La novità: alla comunione potranno accedere con meno ostacoli formali anche madri e medici che hanno causato un aborto. Finora per loro scattava in automatico la scomunica che poteva essere sciolta solo da un vescovo o da un suo delegato. Ora sono i sacerdoti in prima persona cui si rivolge il pontefice quando afferma: “Niente di quanto un peccatore pentito pone dinanzi alla misericordia di Dio può rimanere senza l’abbraccio del suo perdono” e sottolinea che “è per questo motivo che nessuno di noi può porre condizioni” alla clemenza divina. Ancora: “Comunicare la certezza che Dio ci ama non è un esercizio retorico ma una condizione di credibilità del proprio sacerdozio”. E ai sacerdoti si rivolge ancora in prima persona chiedendo loro “misericordia per le famiglie, un discernimento spirituale attento, profondo e lungimirante”. “Ognuno –prosegue – porta con sé la ricchezza e il peso della propria storia”.

Il papa alla comunità cattolica: “Conversione pastorale”. Le priorità da affrontare

Papa Francesco si rivolge poi alla intera comunità cattolica, parla di una “conversione pastorale”, affronta il tema della misericordia come “ valore sociale”. Affronta il tema del “dominio della tecnica”, parla di “forme di tristezza e di solitudine” delle persone. Il futuro, dice, “sembra essere ostaggio dell’incertezza”. Richiama ancora volta la misericordia “testimonianza di speranza e gioia per scacciare le chimere che promettono una facile felicità con paradisi artificiali”. Passa ad elencare le “ pere di misericordia” il cui obiettivo deve essere una risposta di solidarietà nelle forme più diverse, “artigianali” le definisce, tali da dare risposte a tutto ciò che “attenta alla dignità delle persone”. E Bergoglio indica queste priorità da affrontare: “Non avere il lavoro e non ricevere il giusto salario, non poter avere una casa o una terra dove abitare, essere discriminati per la fede, la razza, lo stato sociale”.

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