Manovra. Federconsumatori e Adusbef: in vista aumenti dell’Iva, mentre l’economia non riparte. Per le famiglie una ricaduta di +782 euro. Cala la fiducia dei consumatori

Manovra. Federconsumatori e Adusbef: in vista aumenti dell’Iva, mentre l’economia non riparte. Per le famiglie una ricaduta di +782 euro. Cala la fiducia dei consumatori

Ancora non è noto il testo della legge di Bilancio, ma fra le righe “si scopre che sui bilanci delle famiglie italiane l’aumento dell’Iva potrebbe pesare per 782 euro”. La denuncia viene dai presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Trefiletti e Lannutti e non ha trovato smentite da parte del governo. In una nota scrivono: “Ancora incertezze sulle clausole di salvaguardia, il cui spettro credevamo, anzi speravamo fosse debellato del tutto. Secondo le recenti anticipazioni sembrerebbe che, ancora una volta, nella manovra non vengano cancellate definitivamente, bensì rimarrebbe l’ultimo, il più grave, step previsto dalle precedenti manovre, aggravato da un +0,9% nel 2019. In pratica rimarrebbe il passaggio dell’IVA dal 10 al 13% e dell’IVA ordinaria dal 22 al 25% nel 2018 ed al 25,9% dal 2019″.

Iva. Un dissennato colpo inferto all’intero sistema economico

Durissimo il giudizio delle due associazioni dei consumatori. Parlano di “un brusco, dissennato, violento e scriteriato colpo” che “verrà così inferto all’intero sistema economico. Le cui ricadute saranno catastrofiche per i cittadini”. Sempre le due associazioni prendono posizione sul clima di fiducia dei consumatori, così come reso noto dall’Istat. A ottobre 2016 diminuisce per il terzo mese consecutivo, passando da 108,6 a 108. Tra le componenti del clima di fiducia dei consumatori peggiorano la componente economica, personale e corrente seppure con intensità diverse: il clima economico diminuisce, passando da 128,0 a 127,4, quello personale mostra un calo più consistente, da 102,8 a 100,5, così come quello corrente, da 106,8 a 102,8. Un segnale molto chiaro del clima esistente nel paese. “Un dato – affermano le due associazioni dei consumatori – che non potrebbe conoscere andamento diverso, viste le gravi condizioni del sistema economico e le pesanti ombre sugli sviluppi futuri. Non esistono i presupposti, al momento, perché tale situazione possa cambiare. A maggior ragione dopo la notizia sulle clausole di salvaguardia, che subiscono l’ennesimo slittamento al 2018, senza essere definitivamente cassate”.

Pesanti  ripercussioni sulle scelte e i comportamenti delle famiglie

La “minaccia” dell’aumento dell’IVA, proseguono le due associazioni, oltre a causare pesanti ripercussioni sulle scelte e sui comportamenti delle famiglie, una ricaduta di 783 euro, “getta gravi ombre sullo sviluppo economico. Un fardello che di certo non giova alle condizioni già precarie della nostra economia”. La conclusione di Federconsumatori e Adusbef: “E’ indispensabile trovare le coperture per scongiurare questo pericolo imminente, magari agendo in maniera più determinata sulla lotta all’evasione fiscale: la voluntay disclosure bis non è sufficiente in tal senso, davvero vogliamo fare affidamento solo sulla volontà di ‘redenzione’ di chi ha evaso capitali all’estero?”. Soprattutto in questo momento,  “c’è bisogno di certezze, di speranze e di iniziativa. La realizzazione di un serio piano di messa in sicurezza degli edifici, da affidare a imprese competenti e verificate, è il primo passo per dare nuova fiducia ai cittadini, specialmente nel delicato momento che stiamo attraversando. Servono  interventi concreti e urgenti per la ripresa del potere d’acquisto delle famiglie, per la redistribuzione dei redditi e per il rilancio dell’occupazione: tutte operazioni che nella legge di bilancio ancora scarseggiano”.

Al governo viene chiesto ancora una volta l’impegno per far ripartire l’economia

Federconsumatori e Adusbef si rivolgono ancora una volta al governo, chiedendo un “impegno concreto per far ripartire l’economia e dare nuove prospettive al paese”, propongono “un Piano Straordinario per il Lavoro, come priorità del Paese. Mentre, soprattutto sul versante occupazionale, poco o nulla è all’orizzonte. I veri segnali che farebbero cambiare orientamento al clima di fiducia – prosegue la nota – sono l’avvio di piani di realizzazione e messa in sicurezza delle infrastrutture, investimenti per la ricerca e lo sviluppo, programmi per l’incentivazione del turismo. Occore – concludono – convogliare ogni risorsa, ogni centesimo, ogni sforzo in tale direzione, se necessario anche ricorrendo alla vendita di una parte delle risorse auree”.

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