Inflazione: torna il segno meno. Il governo non solo non rilancia occupazione e domanda interna ma prevede aumenti dell’Iva

Inflazione: torna il segno meno. Il governo non solo non rilancia occupazione e domanda interna ma prevede aumenti dell’Iva

Dopo i timidi (pressoché impercettibili) segnali positivi registrati nel mese scorso l’inflazione torna ad essere preceduta da segno meno, -0,1 rispetto all’anno precedente e, per quanto riguarda il “carrello della spesa”, -0,3. Un dato scoraggiante, segno della mancanza di prontezza e di strategia da parte del Governo, che da tempo avrebbe dovuto intervenire concretamente per rilanciare occupazione e domanda interna

Siamo, da troppo tempo, prigionieri di una fase di stallo intollerabile. La vera priorità del Paese, sulla quale intervenire per dare una vera svolta all’economia, è l’occupazione. È fondamentale, in tal senso, avviare quel Piano Straordinario per il Lavoro che da tempo come Fedeconsumatori e Adusbef richiediamo al Governo che, senza disperdere risorse in mille rivoli si concentri sulla disposizione di investimenti per:

– innovazione, ricerca e sviluppo tecnologico;

– realizzazione, modernizzazione e messa in sicurezza antisismica delle infrastrutture, specialmente al Sud;

– valorizzazione e qualificazione dell’offerta turistica.

Insieme all’avvio di  tale piano è indispensabile evitare categoricamente l’aumento dell’IVA dal 10 al 13% e dell’IVA ordinaria dal 22 al 25% nel 2018 ed al 25,9% dal 2019. Aumenti che, per una famiglia tipo, comporteranno ricadute a regime di +782 Euro annui a famiglia. Un’operazione che darà un colpo drammatico all’intero sistema economico. Anche solo prospettare tale aumento ha un allarmante effetto depressivo sull’economia, sui comportamenti delle famiglie e sugli investimenti. Sono queste le azioni e gli interventi fondamentali ed improrogabili, in grado di gettare le basi per una crescita reale, importante e stabile dell’intero sistema economico.

*Presidente Federconsumatori

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