Università. Partono oggi i test per l’accesso a Medicina. Studenti sul piede di guerra, mentre le Facoltà di Medicina incassano 3 milioni

Università. Partono oggi i test per l’accesso a Medicina. Studenti sul piede di guerra, mentre le Facoltà di Medicina incassano 3 milioni

“Medicina ha visto un taglio da 9513 a 9224 posti e architettura da 7800 a 6991” dichiara Andrea Torti, Coordinatore di Link – Coordinamento Universitario che prosegue: “La progressiva riduzione del numero di posti per l’accesso ai corsi con il numero chiuso nazionale è inaccettabile e va a ledere ulteriormente il diritto allo studio, già colpito da un test assolutamente iniquo”.

“È inaccettabile che uno studente in uscita dalle scuole superiori non possa scegliere liberamente il suo percorso di studi- commenta Francesca Picci, Coordinatrice nazionale dell’Unione degli studenti -, i test non valutano realmete la preparazione, ma vogliono selezionare i futuri studenti universitari. Sono un ostacolo anche economico per tutti coloro i quali devono sostenerli e a ciò il Governo non dà alcuna risposta, anzi, pare si voglia andare nella direzione di una ulteriore preselezione, come evidenziato da alcune indiscrezioni in merito alle deleghe in bianco contenute nella legge 107”.

“Da anni chiediamo un ripensamento delle modalità di accesso al corso di laurea in Medicina e Chirurgia, che si stanno rilevando non solo inefficaci, ma anche dannose. Non si possono infatti trascurare le mancanze di specialisti che già oggi si palesano nel nostro Sistema Sanitario e, inoltre, l’intero sistema del diritto alla salute necessita sempre di più di essere rivisto alla luce delle trasformazioni demografiche e dell’affermarsi di nuovi paradigmi della sanità pubblica. Diciamo chiaramente che la progressiva riduzione dei posti a medicina porta alla chiusura degli ospedali e dei reparti ospedalieri”, prosegue Martina Carpani, Coordinatrice della Rete della Conoscenza.

Dopo anni di denunce da parte nostra cadute nel vuoto, anche l’Ordine dei Medici comincia a mettere in discussione questa programmazione – conclude Andrea Torti, che continua -. I tempi sono maturi per aprire un dibattito pubblico sul sistema di accesso alla formazione medica e sul modello di Sanità di cui si vuole dotare questo paese, dibattito che non può avvenire escludendo gli studenti”.

Le facoltà di Medicina incassano 3 milioni

Alla fine di ogni estate arriva puntuale un grande successo d’incassi al botteghino delle università italiane. La ”pellicola” in questione è l’ennesimo sequel del Test d’Ingresso di Medicina, e anche quest’anno dovrebbe portare un incasso di oltre 3 milioni di euro. E’ questa infatti la cifra che avrebbero sborsato complessivamente le quasi 63mila matricole che si stanno preparando per contendersi i 9.224 posti per Medicina e i 908 posti per Odontoiatria. La stima proviene dal portale specializzato Skuola.net, che da quasi 5 anni monitora il fenomeno. Il meccanismo dovrebbe mettere sullo stesso piano tutti gli studenti, a prescindere della zona d’Italia in cui affronteranno il test: stessa data, stesso quiz, stesse modalità di svolgimento, correzione simultanea e graduatoria nazionale. Le università hanno a disposizione un pacchetto chiavi in mano: non devono né elaborare né stampare né correggere gli elaborati. Ci pensa Viale Trastevere grazie alla sua emanazione Cineca. Eppure un elemento discriminante c’è: il costo della tassa d’iscrizione. Perché ogni ateneo, sfruttando la propria autonomia, ha potuto fissare tariffe differenti per l’iscrizione al test. Mediamente il biglietto per accedere allo spettacolo si aggira intorno ai 51 euro e spicci, in diminuzione di un paio di euro rispetto a 12 mesi fa. Moltiplicando questa cifra per i 62.695 che hanno perfezionato l’iscrizione (e quindi saldato il conto), si ottiene la somma totale di 3,2 milioni di euro circa. Solo per tentare l’impresa, poi, visto che appena 1 studente su 6 riuscirà ad iscriversi a Medicina.

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