Trefiletti: PIL. Crescita zero. Urgente un’azione shock per rianimare la nostra economia e dare prospettive ai cittadini, soprattutto ai giovani disoccupati.

Trefiletti: PIL. Crescita zero. Urgente un’azione shock per rianimare la nostra economia  e dare prospettive ai cittadini, soprattutto ai giovani disoccupati.

Le tanto attese stime sul PIL sono state diffuse oggi: nel secondo trimestre crescita zero. Rispetto allo scorso anno timida ripresa del +0,8%. Una crescita del tutto insufficiente, sotto alle aspettative, ma soprattutto sotto a quanto necessario alla nostra economia per risollevarsi. Specialmente se si tiene conto dell’andamento del PIL e degli altri indicatori economici registrato negli ultimi anni. Preoccupa in particolare la crescita zero, dato drammatico corredato dall’attestazione dell’Istat circa i “consumi fermi e investimenti in calo nel secondo trimestre 2016”.

Non c’è più spazio né tempo per polemiche, dissimulazione dei dati e inutili ottimismi. È giunto il momento di reagire con serietà e responsabilità. Il Governo deve prendere in mano una situazione che, senza interventi, non accenna a migliorare minimamente. Per un vero e reale sviluppo del Paese è indispensabile un’azione shock. È necessario quel Piano Straordinario per il Lavoro che invochiamo da tempo e che preveda lo stanziamento di investimenti pubblici per almeno 60 miliardi di Euro. Risorse che vanno impiegate esclusivamente per creare occupazione e dare prospettive ai giovani, attraverso interventi per la crescita, la modernizzazione, la messa in sicurezza antisismica, l’innovazione e la ricerca. Un piano che non può in alcun modo essere rimandato, se veramente si vuole rimettere in moto il nostro sistema economico e dare un impulso alla crescita.

Ecco un breve prospetto sul reperimento delle risorse necessarie:

Operazioni fondamentali: lotta all’evasione fiscale, tassazione sulle rendite finanziarie, tagli a sprechi ed abusi.

A cui aggiungere, se necessario: vendita di parte delle riserve auree (circa il 10-15%); vendita ti quote dei “gioielli di famiglia” (Poste, Eni, Enel, Ferrovie…), il cui ricavato deve essere destinato solo, esclusivamente e tassativamente a tale scopo.

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