Terremoto, il bilancio finale è di 296 vittime. Assistiti in tenda o in albergo oltre 4800 cittadini

Terremoto, il bilancio finale è di 296 vittime. Assistiti in tenda o in albergo oltre 4800 cittadini

E’ ormai fissato a 296 il triste numero delle vittime del sisma che ha sconvolto l’Italia centrale. Si tratta di un numero che viene dato dalle Istituzioni come definitivo, ma purtroppo nel corso delle operazioni di scavo potrebbero esserci nuovi ritrovamenti. Il calcolo, infatti, è fatto sulla base delle denunce e delle presenze degli italiani nelle aree colpite dal terremoto, a questo calcolo potrebbero sfuggire i cosiddetti ‘invisibili’, un popolo fatto di badanti, muratori, agricoltori e prestatori d’opera, che non hanno alcun tipo di registrazione. Spesso si tratta di irregolari, in alcuni casi di clandestini che in quelle terre avevano trovato rifugio e sono stati annientati dal sisma. Rende bene l’idea del numero di cittadini rumeni e dell’est europa che hanno perso la vita. Nel riserbo le legazioni diplomatiche fissano in numero delle vittime in 15.

In aumento le persone assistite: nei campi e nelle strutture ora sono 4807

Intanto sono in aumento le persone assistite: attualmente sono 4.807 quelle ospitate nei campi e nelle strutture allestite allo scopo; ieri erano 4.695 e il giorno precedente 4.629. In particolare, riferisce la Protezione civile, nel Lazio sono assistite in 13 campi 1.088 persone, mentre altre 55 sono alloggiate in tende distribuite in modo diffuso tra i comuni colpiti; allo stesso modo, nelle Marche sono alloggiate 978 persone mentre 1.096 sono ospitate in 11 campi. In Umbria sono assistite 1.115 persone e 475 sono le persone ospitate in Abruzzo.

Un pool di magistrati di rinforzo per Rieti per accertare le responsabilità penali

È servito a fare il punto “sulle misure straordinarie necessarie per assicurare che la procura di Rieti sia posta in grado di proseguire nel difficile impegno di accertare responsabilità penali di singoli, collaborando al contempo con le autorità preposte alla ricostruzione” il vertice tenutosi questa mattina a Rieti tra il procuratore di Rieti, Giuseppe Saieva, il pg Giovanni Salvi e l’avvocato generale Federico De Siervo. “Per rendere più fattiva questa collaborazione – fa sapere una nota della stessa procura reatina – e per abbreviare i tempi della rimozione delle macerie e delle attività di ricostruzione, così che non vi siano ritardi, il lavoro dei tecnici e della polizia giudiziaria sarà assistito da consulenti tecnici, che siano in grado di indicare le modalità operative necessarie per acquisire materiale probatorio utile nei procedimenti penali”. Queste operazioni, spiega ancora la procura di Rieti, “saranno compiute nell’immediatezza e a tal fine la procura di Rieti ha costituito in pool tutti i magistrati della procura, coordinati dal procuratore della Repubblica”. La procura generale assicurerà “un supporto organizzativo di personale e mezzi”.

Il Procuratore nazionale antimafia Roberti: “Prevenzione per evitare attenzioni ed appetiti delle organizzazioni criminali”

“Bisogna lavorare molto sulla prevenzione, per evitare attenzioni e appetiti malevoli delle organizzazioni criminali sulla ricostruzione. Soprattutto sui lavori di urgenza, nella fase immediatamente precedente alla ricostruzione vera e propria. Penso ai lavori di rimozione e smaltimento di detriti e rifiuti, al consolidamento degli edifici lesionati ma non crollati, e anche alla allocazione delle casette che avverrà nei prossimi mesi. In questa fase preliminare si annida subito il rischio di infiltrazione della criminalità organizzata”. Lo ha detto a Voci del Mattino, Radio1 Rai, il Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti. “L’esperienza acquisita durante il sisma de L’Aquila in questo senso è stata positiva, perché grazie all’opera delle prefetture e di tutte le istituzioni siamo riusciti a prevenire questi inserimenti criminali. Voglio sottolineare, in quella occasione, il contributo importante della procura nazionale antimafia e antiterrorismo , che attraverso la conoscenza del mondo delle imprese ha permesso alla prefettura aquilana di agire in modo efficace nella prevenzione del fenomeno. Recentemente- ha ricordato il magistrato- abbiamo stroncato una organizzazione criminale che operava nei settori classici dalla malavita, droga, armi, estorsioni, ma che aveva agganci anche nel settore dell’imprenditoria edilizia, per riciclarvi denaro sporco. Si tratta di una organizzazione che, peraltro, non aveva partecipato alla ricostruzione de L’Aquila. La prevenzione, in questo campo, è un lavoro complesso ma non impossibile- ha concluso il procuratore Roberti- un lavoro che va fatto assolutamente. Con le conoscenze che abbiamo e la possibilità di incrociare i dati, tutti elementi di cui dispone la direzione nazionale antimafia, e forti dell’esperienza aquilana, possiamo prevenire le infiltrazioni di imprese che potenzialmente oppure di fatto sono collegate alle organizzazioni criminali”.

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