Terremoto. Errani, commissario nominato da Renzi, dà il via alle operazioni per superare le emergenze

Terremoto. Errani, commissario nominato da Renzi, dà il via alle operazioni per superare le emergenze

Forse oggi Vasco Errani, il commissario straordinario del governo per la ricostruzione delle aree terremotate il 24 agosto, indicherà tempi e modi della fase di superamento dell’emergenza. Al lavoro da una settimana, Errani, d’intesa col capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, si pone un obiettivo immediato: lo smantellamento delle tendopoli, nelle quali hanno sin qui trovato riparo gli abitanti sfollati dalle zone colpite dal sisma. Entro una settimana: questo sembra essere il limite temporale che Errani si pone per garantire a tutti una abitazione, seppur provvisoria: quattro mura e un tetto. Oggi, il commissario è atteso nelle Marche per fare il punto della situazione.

Vediamo le cifre, ad oggi, della tragedia che ha colpito, il 24 agosto, l’area con epicentro ad Amatrice e che continua, col suo sciame sismico (migliaia di scosse di assestamento) a creare danno e panico.

–   296 è il numero ufficiale delle vittime. La cifra, a questo punto, dovrebbe essere definitiva. Rispetto al terremoto dell’Aquila (6 aprile 2009), la cifra è leggermente inferiore (allora furono 309).

–   Non inferiore sarà, invece, con ogni probabilità, il costo complessivo per la ricostruzione. Ricordiamo che gli ultimo gravi eventi sismici in Italia, quello dell’Aquila, e quelli dell’Emilia, sono costati (secondo stime aggiornate) rispettivamente 13 miliardi e 700 milioni e 13 miliardi e 300 milioni.

–   Quanti sono gli sfollati, attualmente ospiti delle tendopoli? Sono 2688, di cui 995 nel Lazio, 938 nelle Marche e 755 in Umbria. Hanno trovato riparo nelle 294 tende messe a disposizione dalla Protezione Civile: questo per far fronte all’emergenza. Ora, soprattutto per il peggiorare delle condizioni climatiche, dovranno essere trasferiti (entro una settimana) in hotel, o seconde case messe a disposizione dai non residenti, sempre che non riescano a trovare una soluzione autonoma. Va precisato, che queste cifre si riferiscono agli sfollati accampati nelle tendopoli. Si calcola che altre migliaia di abitanti abbiano trovato in questi giorni soluzioni alternative alle tende.

–   In termini di spesa, nell’immediato il governo ha stanziato 50 milioni. Cifra appena sufficiente a gestire l’immediato. Ora è urgente che venga pianificato un programma di spese e di investimenti a medio e lungo termine. “Nella legge di stabilità fisseremo i finanziamenti e le procedure per avviare un lavoro di lunga lena per la prevenzione nel nostro paese”: è quanto dichiarato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenzi

Se Errani è stato perentorio nell’indicare la conclusione della fase di emergenza (“entro una settimana”: e il trasferimento negli alberghi di San Benedetto del Tronto è già iniziato), sul compimento della fase due, ovvero la costruzione e la disponibilità di case provvisorie, si è mostrato molto più prudente. “Ci vorranno almeno sette mesi” ha detto, dilatando non poco la prima, ottimistica previsione di Renzi (cinque mesi: evidentemente il premier vorrebbe eguagliare i tempi di allestimento delle casette dopo il terremoto dell’Aquila, della cui celerità si vantava Berlusconi).

Sette mesi chiavi in mano: così si esprimono i tecnici del Consorzio Nazionale Servizi di Roma. E’ il tempo ritenuto necessario per la costruzione e l’installazione delle case provvisorie in acciaio e poliuretano, che costituiranno per alcuni anni la dimora degli sfollati. Quanti anni? Anche in questo caso Errani mostra cautela: sarà necessario almeno un decennio. Questo dicono tutte le precedenti esperienze, compresa quella – spesso esemplarmente citata – del Friuli-Venezia Giulia.

Proseguono parallelamente le ricognizioni dei tecnici per verificare le condizioni degli edifici lesionati ma non crollati, e della magistratura (sia quella territoriale, che fa capo al procuratore di Rieti Saieva, sia l’ANAC di Raffaele Cantone, che dovrebbe essere ubiquo per fronteggiare tutti i terremoti naturali e quelli politici in cui si imbatte) per accertare eventuali (e assai probabili) responsabilità penali: dall’uso di materiale inadeguato alla sottrazione di fondi destinati ad opere di consolidamento edilizio. Siamo ancora in una fase ricognitiva.

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