Svizzera. Il referendum sui lavoratori frontalieri punisce gli italiani. Un altro muro in Europa

Svizzera. Il referendum sui lavoratori frontalieri punisce gli italiani. Un altro muro in Europa

Nel Canton Ticino passa con il 58% la consultazione che istituisce una corsia preferenziale per i residenti elvetici nell’assegnazione dei posti di lavoro. Tarpini (Cgil): “Sul piano politico è un risultato pesante”.

“Da un punto formale, le cose per il momento dovrebbero restare così come sono. Perché a legiferare sulla materia è la Confederazione non i Cantoni. Sul piano politico, invece, il risultato è pesante perché è l’ultimo tassello di un processo che crea un clima sociale brutto tra ticinesi e frontalieri. Alla fine, a furia di picconare le fondamenta rischia di cadere il muro degli accordi bilaterali”. Così Alessandro Tarpini, responsabile nazionale dei frontalieri della Cgil, commenta a imprese-lavoro.com il risultato del referendum nel Ticino dove il 58% degli elettori ha votato sì alla consultazione che istituisce una corsia preferenziale per i residenti in Svizzera nell’assegnazione dei posti di lavoro.

“Mettere in discussione la libera circolazione delle persone e delle merci – osserva l’esponente della Cgil – mette in crisi l’accordo tra i due Stati nel suo insieme. È una materia delicata nel Ticino, come in Lombardia, su cui si continua a fare propaganda elettorale. Nel Ticino e in Lombardia c’è bisogno di buona politica e diplomazia, ma purtroppo mancano tutte e due. Il canton Ticino senza frontalieri non potrebbe funzionare. Ora bisogna provare a discutere seriamente i problemi che ci sono. È una scelta necessaria”.

Da rassegna.it

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