Sisma nel Centro Italia un mese fa. Il punto sulla situazione. Danni per almeno 4 miliardi di euro. La promessa di rifare tutto com’era

Sisma nel Centro Italia un mese fa. Il punto sulla situazione. Danni per almeno 4 miliardi di euro. La promessa di rifare tutto com’era

Un mese fa, nella notte del 24 agosto, un sisma potente ha colpito duramente alcune popolazioni del Lazio, delle Marche, dell’Abruzzo e dell’Umbria. Paesi appenninici rasi al suolo, come Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto, 297 le vittime, e tra loro, purtroppo, bambini e ragazzi, migliaia gli sfollati, molti dei quali hanno perso tutto. In questa mesta celebrazione, va a loro il pensiero di ogni italiano e la speranza che il ritorno alla normalità avvenga nel tempo più breve possibile. Anche se la terra non ha mai smesso di tremare in questo mese, come rivela l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Sono state 11.500 in un mese le repliche del terremoto e la sequenza è ancora in pieno svolgimento. “La sequenza è ancora in pieno svolgimento, pur con un numero minore di repliche rispetto alle prime due settimane”, scrivono i sismologi dell’Ingv. Delle circa 11.500 repliche finora localizzate in un’area che si estende per circa 40 chilometri orientata da Nord-Ovest a Sud-Est, lungo la catena appenninica, i terremoti di magnitudo compresa tra 3.0 e 4.0 sono stati 200 e 14 quelli di magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0. Oltre a quello principale è stato registrato un solo terremoto di magnitudo maggiore di 5.0.

Le celebrazioni religiose in ricordo delle vittime

Sabato, Amatrice ricorderà le sue vittime alle 10.30, con una funzione religiosa che si terrà nell’area del campo di calcio adiacente il palazzetto dello sport. Anche ad Arquata sarà una giornata di preghiera per le vittime del terremoto, mentre a Pescara del Trono si ritroveranno tra gli altri la presidente della Camera Laura Boldrini, il commissario straordinario per il sisma Vasco Errani e il responsabile nazionale della Protezione Civile Fabrizio Curcio, per un momento di riflessione e ricordo che si concluderà con la benedizione del vescovo mons. Giovanni D’Ercole. Domenica, alle 11, infine, al Parco comunale di Amatrice il sindaco Pirozzi scoprirà una lapide in ricordo delle vittime.

Il punto sulla sistemazione dei cittadini

Intanto, è cominciato questa mattina, negli 11 campi allestiti nel comune di Amatrice lo sgombero delle tendopoli. Lo smantellamento, necessario a fare spazio alle aree che dovranno ospitare le soluzioni abitative d’emergenza, era stato annunciato nei giorni scorsi dal sindaco Sergio Pirozzi. L’ordinanza è in vigore da oggi, anche se con termini non perentori. “Non abbiamo messo fretta a nessuno – ha detto Pirozzi -, ho spiegato alla mia gente le ragioni di questo importante provvedimento. Contiamo di liberare e riconsegnare tutte le aree al momento occupate dalle tende entro tre-quattro giorni. È un’operazione che si sta svolgendo con serietà e grande compostezza”. Le persone ancora ospitate nelle tende ad Amatrice sono oltre 800, 20 quelle che le hanno lasciate nella giornata di oggi. Di queste, circa 550 hanno richiesto un contributo di autonoma sistemazione, 150 hanno ottenuto l’agibilità delle loro abitazioni, 40 si trovano a L’Aquila negli alloggi del sisma del 2009, 16 in albergo. Nelle Marche sono già state chiuse le tendopoli di Acquasanta Terme e Spelonga di Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, e Montefortino e Amandola nel Fermano. Le altre, fa sapere la Protezione civile regionale, saranno smantellate la prossima settimana.

Il censimento e la volontà di chiudere le tendopoli al più presto

Nelle quattro regioni colpite dal sisma un mese fa, secondo l’ultimo censimento fornito dalla protezione civile, sono assistite complessivamente, nei campi, in altre strutture o presso gli alberghi, 2714 persone, 770 quelle nel Lazio, 794 alloggiate nelle Marche, 482 in Umbria e 174 in Abruzzo. Sono, invece, 321 i cittadini ospitati negli alberghi di San Benedetto del Tronto, 90 quelli presso i Map e le abitazioni del progetto Case all’Aquila, 110 quelli nelle residenze sanitarie assistenziali. “La nostra priorità – ha detto il capo della protezione civile Fabrizio Curcio rendendo noto quest’ultimo censimento – è chiudere le tendopoli e in questo fine settimana ci sarà una riduzione importante: c’è la convinzione da parte di molti di lasciare le tende”. E proseguono le verifiche di agibilità sugli edifici pubblici e privati con 9945 sopralluoghi effettuati fino a ieri. Entro lunedì, fa sapere la Provincia autonoma di Trento, sarà completata la copertura in legno della nuova scuola provvisoria di Amatrice, allestita nella frazione di Villa San Cipriano, dove sono iniziati anche i lavori di costruzione della seconda serie di moduli che dovranno ospitare il liceo scientifico. Entro metà della settimana prossima la struttura sarà completata, mentre la copertura sarà montata entro metà ottobre.

La conferenza stampa a Palazzo Chigi, con Renzi, Errani e Curcio

Il terremoto non cambierà volto al territorio: tutto tornerà “dov’era e com’era prima”, riattivando l’economia e il lavoro con un sostegno immediato alle aziende, in piena trasparenza, sulla base del modello Expo, con imprese certificate. A un mese dalla scossa, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il commissario del governo, Vasco Errani, e il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, fissano i punti fermi e forniscono una prudenziale stima dei danni, che dovrebbero ammontare “come minimo” a 4 miliardi di euro. Si tratta di un’analisi, ha precisato Renzi, che “va verificata punto per punto. Il terremoto ha colpito non solo luoghi dove ci sono state vittime ma ha creato lesioni importanti in altre zone”. “Il nostro obiettivo, per le prime e le seconde case e per gli esercizi commerciali, è riportare tutto a come era prima e più bello di prima”, è il messaggio del premier ai cittadini di Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto e delle varie frazioni distrutte, “senza show e senza effetti speciali”. In questa fase bisognerà però evitare che le aziende si spengano e la popolazione sia costretta a stabilirsi altrove. Errani, a tale proposito, ha annunciato “un sostegno immediato, una sorta di prestito d’onore”, di una “cifra minima” che rappresenta un aiuto dallo Stato, “poi ci saranno le politiche sul turismo, sulla filiera agroalimentare e sull’attrazione di nuovi investimenti”. Quanto alla ricostruzione, parole chiave dovranno essere “legalità e trasparenza”, tutte le imprese che lavoreranno sul terremoto, per edifici pubblici o privati, dovranno essere iscritte a liste di merito e ci saranno i controlli dell’Anac. Non oltre il 3 ottobre arriverà il decreto che conterrà anche i criteri per i risarcimenti, ha anticipato Errani, con “un meccanismo chiaro di riconoscimento pieno dei danni del terremoto. Non ci troveremo a discutere ogni anno le quote, riconosceremo tutti i danni che saranno verificati”. Mentre, sul piano della prevenzione, la prossima settimana sarà formalizzata la struttura di missione di Casa Italia, guidata dal rettore del Politecnico, Giovanni Azzone. Gli interventi di manutenzione anti-sismica saranno fuori dai limiti alla contabilità pubblica, ha ribadito Renzi, “perché non è possibile che ci si preoccupi della stabilità delle tecnocrazie e non di quella degli edifici” e “la legge di Stabilità 2017 conterrà un grande incoraggiamento per gli amministratori locali”. In Consiglio dei ministri invece la determinazione del cratere. L’impostazione è condivisa dai governatori delle Regioni coinvolte, come ha spiegato la presidente dell’Umbria, Catiuscia Marini, dopo l’incontro a Palazzo Chigi. Alle opposizioni, che manifestano una disponibilità di massima, il premier ha chiesto sul terremoto una moratoria.

Infine, il capitolo delle donazioni. “Sono arrivati oltre i 15 milioni di euro e hanno superato quelle per il sisma dell’Emilia – ha affermato il commissario Errani – Metteremo tutto open data. Sarà controllabile ogni donazione per la realizzazione delle opere man mano che i lavori andranno avanti”.

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