Shimon Peres, Nobel per la pace, è morto a 93 anni. Laburista, fu artefice della politica di avvicinamento tra Israele e Palestina

Shimon Peres, Nobel per la pace, è morto a 93 anni. Laburista, fu artefice della politica di avvicinamento tra Israele e Palestina

Nato nel 1923 in Polonia, il suo nome originale era Shimon Perski. Peres immigrò con i genitori in Palestina da bambino, nel 1934, e nel 1947 si unì al movimento Haganah, organizzazione militare sionista sotto la direzione di David Ben Gurion, che diventò il suo mentore politico. La sua carriera nella vita pubblica cominciò presto, a soli 24 anni, quando dopo l’indipendenza dello Stato d’Israele a maggio del 1948 fu nominato a capo della Marina israeliana. Da qui in poi diversi incarichi legati al ministero della Difesa, fino a diventare ministro della Difesa nel 1974 nell’esecutivo laburista guidato da Rabin. Nel 1977, dopo esserne stato vice segretario-generale, diventa leader del Partito laburista e, in quanto tale, viene sconfitto per due volte da Menachem Begin del Likud nella corsa a primo ministro (nel 1977 e nel 1981).

Veterano della politica israeliana, Shimon Peres ha preso parte a quasi ogni evento storicamente rilevante avvenuto dalla fondazione dello Stato ebraico nel 1948 a oggi. Con 70 anni di carriera politica alle spalle, oltre a essere stato più volte titolare di diversi ministeri (Esteri, Difesa, Finanze, Trasporti), è stato due volte primo ministro (dal 1984 al 1986 e dal 1995 al 1996) e anche presidente di Israele dal 2007 al 2014. Il più grande merito che gli viene riconosciuto internazionalmente è di essere stato artefice dell’avvicinamento fra israeliani e palestinesi culminato negli accordi di Oslo del 1993, con i quali ci fu il riconoscimento da parte di Israele dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) e viceversa. Proprio per avere dato impulso al processo di pace di Oslo quando era ministro degli Esteri, Peres è considerato uno dei politici israeliani di maggiore importanza a livello mondiale, il che gli valse nel 1994 il Nobel per la Pace insieme allo storico leader palestinese Yasser Arafat, e all’allora primo ministro israeliano Isaac Rabin. Quest’ultimo fu assassinato nel 1995 da un ultranazionalista israeliano che si opponeva agli accordi, e fu proprio Peres che prese il suo posto come premier alla sua morte.

I messaggi di cordoglio di Laura Boldrini, presidente della Camera, Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica di Roma, e di Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria, che ne ricorda la cittadinanza onoraria conferitagli da Assisi

“Addio a Shimon Peres che ci ha insegnato a cercare soluzioni nel dialogo. A noi il compito di rilanciare la sua lezione per costruire pace”, scrive su twitter la presidente della Camera Laura Boldrini. “Si è spento questa notte Shimon Peres, nono presidente dello Stato di Israele e già premio Nobel per la pace. Un uomo coraggioso, che ha contributo con il suo impegno politico, e non solo, a rendere Israele una democrazia forte e matura. Ha sempre inseguito la pace, con tenacia e determinazione, consapevole che nessun compromesso dovesse mettere a rischio la sicurezza e l’integrità dello Stato Ebraico. Amico della Comunità Ebraica di Roma, alle nuove generazione di lui resterà l’insegnamento di un uomo la cui azione politica era sempre rivolta al futuro. Sia il suo ricordo benedizione ed esempio per tutti noi”, ha dichiarato Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Roma. Ricorda la cittadinanza onoraria per la pace ricevuta ad Assisi nel 2013 da Shimon Peres, la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, che in un post sul suo profilo Facebook parla dell’ex presidente israeliano morto la scorsa notte. “Una grande personalità mondiale, costruttore di pace” lo definisce. Per la Marini, Peres “provò con tutta la sua intelligenza a far dialogare e convivere i cittadini israeliani e palestinesi”. “Leader laburista – aggiunge – socialista utopico, visionario, fu un idealista pragmatico. Politicamente fu soprannominato ‘the loser’, perché non riusciva mai a vincere le elezioni. Premio Nobel per la Pace nel 1994, fu eletto presidente di Israele e rimase in carica fino al 2014 con autorevolezza e passione civile”. La Marini ricorda di aver conosciuto l’ex presidente israeliano “in un lungo colloquio privato”. “Quando venne per la cittadinanza onoraria per la pace – ha aggiunto – fui invitata da lui a pranzo, ritrovandomi a tavola di fronte a lui per due ore di dialogo sulla politica, l’Italia, il mondo. Per me fu una grande emozione poter avere di fronte un vero leone della pace, personalità mondiale che con rarità storica emergono nel panorama mondiale”.

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