Scossa 4.1 nel reatino. Paura ad Amatrice, Accumoli ed Arquata del Tronto. Sciame sismico infinito

Scossa 4.1 nel reatino. Paura ad Amatrice, Accumoli ed Arquata del Tronto. Sciame sismico infinito

L’Appenino centrale mostra ancora tutta la sua instabilità. Ancora una volta a farne le spese è il reatino e di nuovo il cratere vulcanico colpito nella notte del 24 di agosto da un terremoto devastante. Una scossa di magnitudo 4.1 è stata registrata all’1,34 dalla sala sismica dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. I comuni più vicini all’epicentro sono quelli di Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto, già profondamente segnati dal sisma dello scorso 24 agosto. Solo dopo 13 minuti, all’1,47, una seconda scossa, questa volta di magnitudo 2.1 è stata registrata a 10 chilometri di profondità nella stessa area. E poi alle 3,20 una terza scossa, questa volta di magnitudo 3.2. Alle 5,30 la terra ha invece tremato in provincia di Perugia. Due scosse, a distanza di pochi minuti. La prima scossa, di magnitudo 3.4 e una seconda di 3.1. sono state registrata dalla sala sismica dell’Ingv di Roma. Interessata dal sisma anche la città di Norcia e la provincia di Ascoli Piceno.

Solo tanta paura questa volta e nessun ferito. Sempre più difficili le condizioni di vita nelle tendopoli, che dovrebbero essere abbandonate entro venerdì prossimo. Il maltempo ha segnato profondamente la resistenza degli sfollati. Malgrado l’assistenza della Protezione Civile, della Croce Rossa, dell’Esercito e delle Forze dell’Ordine, le condizioni di vita sono ogni giorno più precarie. Alla pioggia che non ha lasciato scampo nei giorni passati, si è aggiunto il freddo. In quasi tutto il cratere vulcanico, le temperature nella notte non hanno mai superato i 10 gradi, lo sgombero, come aveva annunciato il Sindaco di Amatrice, sembra ormai inevitabile.

Procede intanto la fase di smantellamento delle tendopoli. Procede, ma non è ancora ultimata. L’operazione che, negli intenti del commissario Errani, si sarebbe dovuta concludere già alla fine della scorsa settimana, ha richiesto più tempo del previsto e sarà verosimilmente ultimata alla fine di questa.

Proseguono le indagini, coordinate dal procuratore Saieva: indagini che peraltro sono in attesa della perizia degli edifici abbattuti per verificare eventuali omissioni o violazioni di legge nell’uso del materiale edilizio e nel rispetto delle norme.

Per quanto riguarda il futuro abitativo delle migliaia di sfollati, dopo che sarà stato completato il trasferimento dalle tendopoli alle strutture di ricezione deputate (alberghi e abitazioni private), si resterà in attesa delle casette, che, come già annunciato da Errani, non saranno disponibili prima della primavera del 2017.

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