Russia. 110 milioni di russi chiamati al voto. Si prospetta un plebiscito per Putin?

Russia. 110 milioni di russi chiamati al voto. Si prospetta un plebiscito per Putin?

Oltre 110 milioni di russi sono chiamati alle urne domani per rinnovare la Duma, la Camera bassa del Parlamento russo. Favorito resta il partito del presidente Vladimir Putin, Russia Unita, ma è attesa un’affluenza più bassa rispetto ai precedenti appuntamenti elettorali. Senza alcuna sorpresa nel risultato, le priorità delle autorità sono: in primo luogo fare in modo che non si ripetano le proteste massicce seguite alle elezioni del 2011, quando vennero denunciati brogli a favore di Russia Unita; e parallelamente garantire la trasparenza del voto. “Tutti i partecipanti (alla campagna elettorale ndr.) hanno goduto delle stesse condizioni per una competizione giusta”, ha detto ieri il presidente russo Vladimir Putin, in un discorso televisivo in cui ha invitato i cittadini a compiere il suo “dovere civico” di andare alle urne. Sabato, invece, è scattato il silenzio elettorale. Nell’immenso territorio della Russia, in cui ci sono 11 fusi orari, i primi seggi apriranno alle 22 ora italiana di sabato, nella penisola di Chukotka che si trova nell’oriente russo, e gli ultimi chiuderanno domenica alle 20 ora italiane a Kaliningrad, il punto più occidentale della Russia.

Sarà la prima volta che si vota per elezioni russe in Crimea e a Sebastopoli, entrambi definiti “soggetti federati” della Russia dopo l’annessione della penisola fino a quel momento ucraina a marzo del 2014. La partecipazione di questi territori alle elezioni è stata denunciata dall’Ucraina, che ha chiesto alla comunità internazionale di non riconoscere i risultati, mentre l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) e la Commissione europea hanno annunciato che non invieranno osservatori in questa zona. Alcuni gruppi per la difesa dei diritti umani a Kiev hanno denunciato pressioni sulla popolazione perché si rechi alle urne e il portale d’informazione ‘Krim reali’ ha pubblicato su Twitter la foto dell’annuncio di una tv locale della Crimea in cui si promettono smartphone in regalo all’uscita dai seggi. L’inclusione della Crimea nelle elezioni russe ha sollevato nuove tensioni con l’Ucraina, le cui autorità hanno annunciato che non permetteranno ai russi di votare nelle loro sedi diplomatiche sul territorio ucraino. Stamattina l’ambasciata russa a Kiev ha inviato stamattina una nota di protesta al ministero degli Esteri ucraino, esigendo che si indaghi sull’attacco commesso nella notte contro la sede diplomatica, contro la quale circa 20 persone hanno lanciato petardi e giochi pirotecnici.

La Commissione elettorale centrale (Cec) ha registrato 14 partiti per le elezioni della Duma. Di questi solo quattro hanno attualmente una rappresentanza parlamentare, primo fra tutti Russia Unita, che è al potere dal 2003 ed è guidato dal primo ministro Dmitry Medvedev. Secondo i sondaggi, la crisi economica costerà alcuni voti a Russia Unita, che pare si attesterà al 41%, il suo minimo storico. Dalla rilevazione emerge una piccola novità, cioè che il Partito comunista di Guenadi Ziuganov otterrà il peggior risultato della storia, passando dal 20% circa del 2011 a solo l’8%, finendo al di sotto degli ultranazionalisti di Vladimir Zhirinovski, noto per la sua lealtà al potere. Si dà per certo inoltre che entreranno in Parlamento i socialdemocratici di Russia giusta, partito presieduto da Sergey Mironov, alleato di Putin.  Tuttavia, nonostante la soglia di sbarramento sia stata abbassata dal 7% al 5%, si pensa sia difficile che l’opposizione autentica possa entrare in Parlamento. Il partito Parnas ha perso il suo leader Boris Nemtsov, assassinato vicino al Cremlino a febbraio del 2015, e il famoso campione di scacchi e oppositore Gary Kasparov è in esilio e ha rinunciato a presentare la sua formazione a queste elezioni. E non è neanche scontato che riesca a ottenere una rappresentanza parlamentare lo storico partito Yabloko (che vuol dire ‘Mela’) di Grigori Yavlinski.

Share

Leave a Reply