Roma Capitale, nuova settimana al cardiopalma. Martedì la sindaca Raggi affronterà in Aula la sua maggioranza e le opposizioni

Roma Capitale, nuova settimana al cardiopalma. Martedì la sindaca Raggi affronterà in Aula la sua maggioranza e le opposizioni
Ancora una settimana al cardiopalma, per Virginia Raggi e l’Amministrazione di Roma Capitale. Tutti i nodi, dopo una infinita serie di rinvii verranno al pettine e dovranno essere risolti. Martedì si inizia con il Consiglio Comunale, dove arriverà la delibera pesantissima (18 milioni di ero) che dovrebbe assicurare la sopravvivenza della mobilità pubblica capitolina. Ci spieghiamo meglio: senza quei soldi sarà impossibile, per Atac, assicurare il servizio di trasporto pubblico locale, sia di terra su gomma che su ferro, o assicurarlo al meglio e con un numero adeguato di vetture, convogli e corse degno di Roma Capitale.
 
Come nel 1942, depositi pieni di bus guasti e senza delibera, l’Atac rischia il collasso
 
I depositi, lo abbiamo scritto più volte nei nostri articoli, sono pieni di vetture collassate e di autisti senza lavoro per mancanza di bus. Servono pezzi di ricambi come nel lontano 1942 (emblematico il pezzo di domenica sul Corriere della sera, che fa il parallelo tra quello che accadeva in un periodo di guerra e quello che invece si verifica oggi ndr) quando nella capitale oltre 100 vetture erano ferme al palo per mancanza di pezzi di ricambio, ma all’epoca l’Italia era in guerra e centinaia di autisti erano stati richiamati al fronte, questa volta il numero di vetture ferme per guasto è di molte unità superiore a quello del 1942, ma gli autisti a spasso, e non al fronte, fortuna loro, sono ogni giorno a decine e non per motivi bellici.
 
La Raggi in Aula senza il nome del nuovo assessore al Bilancio. La caccia è ancora aperta e sembra probabile che la scelta ricada su un magistrato contabile
 
Questo martedì, dunque, sindaca ed Amministrazione andranno in Aula per dar conto sulla loro azione amministrativa, sia alla maggioranza che all’opposizione. Quello che sembra certo, è che non ci sarà ancora il nome dell’assessore che si caricherà sulle spalle la delibera da 18 milioni di euro, ed allora, con ogni probabilità dovrà farlo la sindaca, con un atto ad interim, che garantisca il ritorno alla normalità del servizio di trasporto pubblico. Quanto all’assessore al Bilancio la ricerca sembra ormai concentrata su un figura istituzionale di rilievo (magistrato contabile ndr). Fin qui il nodo mobilità, ma sempre in questa settimana che, come detto sembra cruciale per l’attività di governo, la Raggi dovrà anche rispondere alle sollecitazioni che da tempo le arrivano dai sindacati.
 
La sindaca rischia il conflitto con i sindacati. Risposte nulle alle loro richieste. Marra sarà protagonista della trattativa
 
Sul punto poche o nulle sono state le risposte a fronte degli impegni presi. In testa alla lista c’è la riorganizzazione della macchina burocratica capitolina, il ruolo dei dirigenti, ed i trattamenti economici dell’intera filiera capitolina ed al vertice di questa trattativa potrebbe trovarsi, incredibile ma vero, il nuovo capo del personale del Campidoglio, Raffaele Marra, che ha già provocato, per la scelta della Raggi di farlo insediare in questa nuova centrale di comando, un netta frattura nel M5S. Marra, alemanniano convertito al ‘raggismo’, dopo l’insediamento ha già fatto sentire tutto il suo peso, prima sbloccando il concorsone dei Vigili Urbani del 2010 (Alemanno era al governo della città ndr) per poi avviare, così come ha denunciato la parlamentare M5S e non dell’opposizione, Roberta Lombardi, la selezione per il “conferimento dell’incarico di comandante del Corpo della Polizia Municipale di Roma Capitale”.
 
Niente nomi anche per le partecipate. Ancora a vuoto le selezioni per i vertici di Atac ed Ama
 
Ma andiamo avanti, se non ci sarà il nome del nuovo assessore al Bilancio, dovranno esserci, entro la settimana, quelli delle cosiddette partecipate. La Raggi ha già fatto intuire e con lei il suo staff, che la delega alla gestione delle società satelliti del Campidoglio (Atac, Ama, Met.Ro etc… ndr) non sarà di diretta competenza del futuro assessore al Bilancio, ma probabilmente, viste le migliaia di dipendenti ed il ruolo che giocano su Roma, in carico proprio al sindaco, o, in alternativa ad uno specifico ufficio delegato ma di riferimento diretto della Raggi.
E sulle Olimpiadi, unica certezza, potrebbe esserci nelle prossime ore l’ufficialità del no alla candidatura
 
Ma i problemi non finiscono qui, visto che questa dovrebbe essere anche la settimana del no alle Olimpiadi. Per la Raggi è un vero e proprio ‘Rischiatutto’. Il fronte dei favorevoli si è notevolmente allargato, ma il diktat di Grillo ha seminato la strada di mine, una su tutte quella che è la minaccia più seria per la Raggi: il ritiro del simbolo di riferimento (M5S) alla sua Amministrazione. Ci sarà, dunque un sonoro no al sogno dei 5 cerchi, magari urlato all’ombra di uno degli impianti sportivi progettati, iniziati e mai terminati nella capitale. Uno su tutti, la città dello Sport dello spagnolo Calatrava. Una cattedrale nel deserto che si sta arrugginendo accanto al degrado sociale della estrema periferia est di Roma. 
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