Roma Capitale. Crisi da dimissioni nella giunta Raggi. Ma Di Maio scopre oggi che i poteri forti vogliono il loro fallimento

Roma Capitale. Crisi da dimissioni nella giunta Raggi. Ma Di Maio scopre oggi che i poteri forti vogliono il loro fallimento

Il vicepresidente della Camera e probabile candidato premier del Movimento 5Stelle lo ha detto in modo esplicito nella tarda serata del primo settembre, cercando così di tutelare e difendere le scelte della giunta Raggi a Roma Capitale: “Noi oggi abbiamo le dimissioni del capo di gabinetto e dell’assessore al Bilancio, dei vertici Atac, scelti dalla precedente amministrazione e dell’amministratore delegato di Ama. Parlano di caos, di bufera su Roma. Io dico solo una cosa: guardate che questo è solo l’inizio. Chi pensa che governare Roma sia semplice ha sbagliato completamente linea di pensiero, governarla è un atto di coraggio”. Cosa dirgli? Benvenuti finalmente sulla Terra, amici grillini. Di Maio prosegue: “avremo tutti contro, in due mesi ci siamo messi contro le lobby, compresa quella delle Olimpiadi, loro vogliono il nostro fallimento. Venderanno cara la pelle per farci perdere Roma. Insediatasi la Raggi, dal secondo giorno ci accusano di non risolvere i problemi che loro hanno creato negli ultimi 30 anni. E questo vale per Roma, Torino e altri comuni guidati dal M5S”. Eppure, se solo avessero studiato un po’ di storia del Comune di Roma e di Torino nell’ultimo cinquantennio, avrebbero scoperto che è sempre così che è andata: esiste un potere radicato, che si nutre del rapporto  stretto con gli apparati di certi partiti, ed esiste un partito, o un movimento, che vi si oppone. A volte accade a quest’ultimo di vincere le elezioni e di governare. Negli anni Settanta accadde al Partito comunista, e a Roma mise in campo sindaci di valore straordinario che seppero dare a Roma una svolta seria, rigorosa e concreta. Viriginia Raggi, e Luigi Di Maio, un tanti nello smemorati, sapranno fare altrettanto? Ce l’auguriamo, per il bene della politica, e di Roma.

In queste ore la fibrillazione nella giunta romana è al massimo livello: la giunta Raggi perde pezzi, si sono dimessi il capo di gabinetto Carla Raineri e l’assessore al bilancio Marcello Minenna. Ma a lasciare sono anche i vertici dell’Atac, l’azienda di trasporto pubblico capitolina: dopo il direttore generale Marco Rettighieri, anche l’amministratore unico Armando Brandolese. E va via anche l’amministratore unico di Ama, Alessandro Solidoro.

In un post diffuso nella notte, la sindaca indica in un parere chiesto all’Autorità Anticorruzione per garantire la massima trasparenza la ragione delle revoca dell’incarico alla capo di gabinetto che sarebbe stato deliberato stamattina.

La nomina di Carla Raineri a capo di gabinetto di Roma Capitale sarà oggetto di accertamenti da parte della procura della repubblica. E ciò sulla base di un esposto depositato oggi da Fratelli d’Italia nel quale si ipotizza il reato di abuso d’ufficio. L’azione legale, legata anche ai compensi assegnati, era stata annunciata il 23 agosto scorso e riguardava non solo la nomina di Raineri, ma anche quella del capo della segreteria del sindaco, Salvatore Romeo.

In sostanza, l’Anac avrebbe ritenuto sbagliata la procedura adottata per le nomine e l’entità dello stipendio assegnato ai nuovi vertici del Campidoglio. Raineri, da parte sua, parla di ‘dimissioni irrevocabili’ rinviando a ulteriori comunicazioni. Critiche arrivano dal Pd, che parla di ‘flop a 5 Stelle’. Mentre Renzi, intervistato da Rtl, resta alla larga: ‘Dimissioni al Comune di Roma? Non metto bocca’.

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