Renzi, a Berlino senza di lui il “terzetto” è già svanito, Ventotene è lontana. Retroscena e servilismo devastano l’informazione

Renzi, a Berlino senza di lui il “terzetto” è già svanito, Ventotene è  lontana. Retroscena e servilismo devastano l’informazione

Ormai i retroscena impazzano. Le notizie non esistono più e quando proprio non se ne può fare a meno sono addomesticate. È un giornalismo spazzatura che ormai ha preso piede. Alcuni direttori dei quotidiani ci sguazzano, il “retroscena” è il modo migliore di cavarsela. Se sei renziano, per essere eleganti meglio dire “vicino a Renzi”, usiamo il nome del premier perché ha un vero e proprio record in quanto a retroscena, fai parlare i suoi “collaboratori” o “fedelissimi”. Se invece non lo sei, tutti i grandi quotidiani lo sono, più o meno, il retroscenista si deve adattare con notizie di seconda mano. Da tener presente che i “retro scenisti”, quelli che contano, fanno opinione si dice, entrano in concorrenza, mors tua vita mea, dicevano i  latini. Ognuno ha i suoi punti di riferimento. Si aggirano nei palazzi del potere, sembrano segugi che annusano la preda. Trovano sempre chi è disposto a darti notizie riservate, per carità non dite che ve l’ho detto io. È ovvio, lo capisce anche un bambino, che sono notizie che non hanno niente di riservato, vengono solo addomesticate ad uso e consumo dei retroscenisti. Lo sanno anche loro ma la bravura sta nell’addomesticarle una seconda volta facendole diventare “testimonianza” a riprova della veridicità del retroscena.

Il trucco c’è ma non si vede. Belle penne, brillanti, al servizio del potere

Il trucco c’è ma non si vede. Il lettore fonda la sua opinione sull’avvenimento di cui il retroscenista lo informa. Articoli spesso brillanti, coloriti, in gergo si dice dello scriba che è una “bella penna”. Scopri il trucco se leggi sullo stesso avvenimento due giornali. Trovi due retroscena completamente diversi, come è ovvio. Ma la sostanza è la stessa: rendere un servizio al premier. Perché se i direttori si accorgono che avete scritto retroscena simili, la prima volta si passa liscia. La seconda non te la cavi e la tua “firma” vale ben poco. Magari ti rimanda in cronaca, lavoro duro, in redazione a leggere le agenzie e scrivere la notizia. Addio palazzi del potere. Nasce così informazione spazzatura, un’offesa al lettore, ai cittadini. Un vulnus per la democrazia di cui l’informazione è, dovrebbe essere, un cardine.

I media protagonisti di un vulnus  alla conoscenza e alla democrazia  

Ogni giorno c’è una prova di quanto i media, ripresi poi da televisioni e radio, siano protagonisti di una informazione farlocca. Prendiamo ad esempio i retroscena di due grandi giornali che ci raccontano dell’umore di Renzi Matteo quando è venuto a conoscenza che non era stato invitato a Berlino al pranzo di una associazione di imprenditori. Titolo in prima pagina: “Ue nuovo scontro. L’ira di Renzi: rottura profonda”. Entra in campo sul medesimo giornale il retroscena dal quale si evince che “l’annuncio dell’incontro a tre non lo coglie impreparato e nemmeno arrabbiato più di tanto”. Addirittura “non l’ha presa bene ma prova a fare spallucce”. Allora con l’ira come la mettiamo? Altro retroscena, o qualcosa di simile annuncia che “ambienti berlinesi” hanno chiarito la situazione. La cena organizzata dalla Ert, European Round Table of Industrialist  cui partecipano i capi delle maggiori aziende d’Europa, non è una novità. Questa organizzazione è nata nel1983, si riunisce con cadenza annuale. Nell’ultimo anno e mezzo ci sono stati due incontri, quello di mercoledì è il terzo. Hanno sempre partecipato Merkel e Hollande. Poi si scopre che gli “ambienti berlinesi” sono il portavoce della cancelleria e la portavoce della Commissione europea che affermano che l’incontro di mercoledì “non ha niente a che vedere con i vari formati dove si ritrovano i leader degli Stati europei”. Un vertice italo-tedesco, interamente dedicato alla agenda digitale cui saranno presenti Renzi e Merkel, è in agenda. Lo scriba che racconta queste cose mette un punto interrogativo alle dichiarazioni degli “ambienti berlinesi”. Il retroscena, quello del Renzi “nemmeno arrabbiato più di tanto”, di fatto non è un retroscena ma una furbata: si tratta di dichiarazioni del premier riportate da tutte le televisioni e dalle agenzie di stampa. Il retroscenista del suo ci mette solo alcune parole di commento.

Il premier: “E’ ovvio che facciano un vertice senza di me. Una rottura si è registrata”

Si parte con un virgolettato: “E ’ovvio che facciano un vertice senza di me. Si è registrata una rottura e fare finta di niente non ha nessun senso”. Commenta il retroscenista: “Matteo Renzi non la prende troppo alla lontana e non fa finta che non sia successo niente”. Ancora una frase di Matteo che si trova su tutte le agenzie di stampa e che di scoop non ha proprio niente: “Io non ci sto a vivacchiare, che senso ha per l’Europa? No, non ha alcun senso, perché noi vogliamo farla vivere, non affossarla. Se l’alternativa deve essere vivacchiare con Angela Merkel, andandole appresso, o rompere questo stato di cose, allora io preferisco rompere”. Identico tono, parole pressoché identiche nel retroscena  di un altro grande quotidiano, il concorrente numero uno. Arrabbiato? No, conferma quanto scritto nel  retroscena di cui prima  e questa volta la conferma “viene dai suoi collaboratori”. Sempre i collaboratori affermano che Renzi ha spiegato loro che “certamente quel vertice senza l’Italia non fermerà la sua ondata di accuse all’Unione: per le regole vecchie, per il patto di stabilità inconcludente, per la gestione dei migranti e per il ritardo sulla crescita. ‘Continuerò – riferiscono i  collaboratori – a criticare la deriva dell’Europa con ancora maggiore intensità. Lo dico con convinzione assoluta. L’ho fatto anche in Emilia ripetendo che la sicurezza dei nostri figli viene prima dei rituali di Bruxelles’”.

I “fedelissimi” del premier dettano ai giornalisti ciò che devono scrivere

Ancora, spiega ai suoi fedelissimi, i collaboratori per intenderci: “Fanno finta che sia un meeting sull’agenda tecnologica ma il vero obiettivo è blindare un percorso che porta dritto al vertice di Roma 2017”, quando nella Capitale si celebreranno, in primavera, i 60 anni della firma dei Trattati, con Renzi padrone di casa. “Vogliono arrivare a quella data con una specie di nulla di fatto. Come a Bratislava dove è finita come tutti sappiamo, con un documento vuoto e del tutto inutile”. Poi la stoccata messa in bocca ai suoi collaboratori. “Non esclude – è scritto nel retroscena -,raccontano i fedelissimi, che i leader di Francia e Germania, insieme con il presidente della Commissione, gliela stiano facendo pagare. Troppi attacchi alla Ue, troppe richieste da parte dell’Italia. Casualmente – ironizza – , dopo la rottura di Bratislava non vengo invitato. Conoscendo il modo di ragionare della Merkel si può interpretare l’appuntamento di Berlino come un segnale a me, un avvertimento. Ma deve sapere che per me non cambia nulla”. Se l’Unione, e l’asse che la guida, puntano a fermare le proposte italiane, “devono essere consapevoli che io continuerò a martellare. E Ventotene si allontana rapidamente. Ma chi sono i “collaboratori”, fedelissimi”? Sono coloro, chiamiamolo ufficio stampa, che hanno il compito di “dettare” ai giornalisti, ai retroscenisti in particolare, ciò che Renzi vuole che compaia sui giornali ed in televisione. Ad ognuno assicurano che le notizie che forniscono sono  in esclusiva, in via di amicizia. È così che l’informazione diventa un insieme di fotocopie. Spazzatura.

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