Referendum. L’ambasciatore americano la fa fuori dal vaso: le riforme sono straordinarie e Obama adora Renzi. Bersani: siamo matti?

Referendum. L’ambasciatore americano la fa fuori dal vaso: le riforme sono straordinarie e Obama adora Renzi. Bersani: siamo matti?

Un endorsement che diventa un caso politico. A pronunciare le parole che fanno infuriare lo scontro sulle riforme è l’ambasciatore americano in Italia, John Phillips. Se al referendum vincesse il no – dice – il Paese farebbe “un grosso passo indietro”. E ancora: “Quello che serve all’Italia è la stabilità e le riforme assicurano stabilità, per questo il referendum apre una speranza”.

Bersani: “chi ha il potere di farlo deve raffreddare il clima”

Protestano le opposizioni, che animano il fronte del no, ma anche la sinistra Pd che sul ddl Boschi ha un atteggiamento sempre più critico. “Cose da non credere. Aver allestito un appuntamento come se fosse un giudizio di Dio, un fatto cosmico, darà fiato – dice Pier Luigi Bersani – alla speculazione finanziaria e a chi vuol mettere le mani sul nostro sistema. Chi ha il potere di farlo deve raffreddare il clima”. E conclude: “Perché il giorno dopo il referendum, sarà tutto come il giorno prima. Con lo stesso governo e  con gli stessi problemi. Teniamo i piedi per terra”.

L’ironia di Nicola Fratoianni

Ironica Sinistra italiana con Nicola Fratoianni. “Dopo Marchionne residente in Svizzera – scrive su Twitter – oggi arriva anche il sì dell’ambasciatore statunitense nel nostro Paese. Tutto naturalmente per l’interesse degli italiani”. Meno solerte, ma arriva anche la replica a Phillips del Movimento5stelle. “Quello dell’ambasciatore statunitense a Roma – affermano i pentastellati – ci sembra un intervento irrituale e appare come una grave ingerenza negli affari interni di un altro Paese”.

Lega e Forza Italia attaccano l’ambasciatore americano e chiedono l’intervento di Mattarella

Nel corso di un incontro sulle relazioni transatlantiche organizzato a Roma all’istituto di studi americani, Phillips afferma anche che “Renzi ha svolto un compito importante ed è considerato con grandissima stima da Obama, che apprezza la sua leadership”. Le affermazioni dell’ambasciatore suscitano una secca reazione del fronte del No, che si appella a Sergio Mattarella chiedendogli di considerare addirittura, come fa il senatore leghista Roberto Calderoli, se non sia il caso di ritirare il gradimento a Phillips. Attacca anche il leader del Carroccio, Matteo Salvini. “Si faccia gli affari suoi – dice – e non interferisca, come troppe volte è già accaduto in passato, nelle vicende interne italiane”. Ad appellarsi al presidente della Repubblica è anche Forza Italia che accusa Phillips di “ingerenza inaccettabile”. Il capogruppo azzurro alla Camera, Renato Brunetta, si augura che tali parole siano “precisate e auspicabilmente rettificate”. “Chiediamo, ad ogni modo, una parola in merito – aggiunge – da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e da parte del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che fino a prova contraria è il premier di tutti gli italiani e che quindi ha il dovere di garantire, a livello internazionale, l’onorabilità e la libertà del Paese e dei loro cittadini”.

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