Raggi e 5 Stelle si ricompattano con il no alle Olimpiadi di Roma. Una fuga dalla realtà. Operazione studiata a tavolino

Raggi e 5 Stelle si ricompattano con il no alle Olimpiadi di Roma. Una fuga dalla realtà. Operazione studiata a tavolino
Ed alla fine, quello che era una incertezza è diventata una certezza: Roma, o meglio la sindaca Raggi ed il M5S hanno detto no alle Olimpiadi. Una giornata convulsa, a tratti tragicomica, ma scientificamente interpretata dalla sindaca, e dal suo entourage. A nostro avviso, più che un no alle Olimpiadi è stato un si alla normalizzazione del Movimento 5 Stelle. La giornata è stata scandita da trabocchetti tesi già nella serata di martedì, quando intorno ad un tavolo si sono ritrovati i tecnici del Campidoglio e quelli del Comune di Roma. Una riunione tecnica sul dossier Olimpiadi, come se tutto quello che accadrà nella giornata successiva, non dovesse accadere. Purtroppo, o per fortuna per il M5S, è accaduto. La sindaca tende il trappolone al presidente del Coni, che dopo tre rinvii (prima delle Olimpiadi, prima delle Paralimpiadi e immediatamente dopo le stesse) accetta di incontrarla in Campidoglio, su invito della stessa Raggi, incontro privato in sede istituzionale, così lo staff della sindaca ha annunciato il vertice, probabilmente cercando di minimizzare l’assoluta autorevolezza dell’incontro che poi mai c’è stato.
Torniamo alla cronaca della giornata. La sindaca non arriva e costringe Malagò, dopo oltre 30 minuti di attesa a lasciare il colle capitolino, tutto scientificamente organizzato ad uso e consumo del no alle Olimpiadi e della tenuta del M5S. Ma c’è di più. Malagò, scopre in mattinata che è fissata dalla stessa sindaca una conferenza stampa, argomento Olimpiadi, immediatamente dopo il suo incontro (quello saltato ndr), malgrado tutto va in Campidoglio, anche alla luce delle mancate osservazioni del Comitato tecnico (Campidoglio-Coni ndr) sul Dossier Olimpico da parte del Comune di Roma. Poi la cronaca dettagliata di una delle giornate peggiori che Roma abbia mai vissuto. Eccola, partendo dalla Raggi, che nella Sala della Protomoteca (affollata di militanti e simpatizzanti, come le truppe cammellate del buon Mastella pronte a scandire con tanto di applauso ogni suo passaggio del suo intervento ndr) non ha fatto altro che leggere un discorsetto preparato da giorni ed a uso e consumo del suo Movimento. Parole dure, in parte condivisibili, ma che destano sospetti e lasciano perplessi.
“E’ da irresponsabili dire sì a questa candidatura. Ci ricordiamo bene come sono andati i mondiali di nuoto. Siamo pieni di impianti inutilizzabili. Per noi non possono essere questo le Olimpiadi. Quindi no alle Olimpiadi del mattone. Assolutamente no. Le Olimpiadi si rilevano un grande affari per le lobby dei costruttori. Le Olimpiadi sono un assegno in bianco che firmano le città ospitanti. Lo dice l’Università di Oxford, non Virginia Raggi o il M5S. I costi aumentano sempre. Sono un sogno che si trasforma in un incubo. Noi siamo propositivi, amiamo lo sport e vogliamo che sia parte integrante della vita dei cittadini, vogliamo una qualità della vita migliore, che gli impianti vengano ripristinati, vogliamo uscire dalle logiche emergenziali e dei grandi eventi che portano grandi soldi e debiti ancora più grandi. Il nostro è un progetto più ambizioso, è quello di riqualificare i servizi e restituire ai romani una città che sia all’altezza delle più grandi capitali europee. Non ci servono altre cattedrali nel deserto e investimenti che pagheremo per anni e anni” dice il sindaco di Roma”.
Poi su Malagò e sul suo mancato incontro. In politica la bugia è sospetta ed in altri Paesi viene giudicata come ‘peccato mortale politico’ per l’amministratore che lo commette. Ecco le parole della Raggi: “Ho avuto modo di incontrare Malagò in campagna elettorale. Purtroppo oggi ho avuto un contrattempo e ho fatto qualche minuto di ritardo. Mi dispiace che mentre io lo facevo avvisare che stavo entrando lui è andato via”. A stretto giro la risposta del Presidente del Coni, che si rivolge alla Raggi con un avvertimento: “Non presenti la mozione”, che potrebbe essere anche una volontà del Comitato Olimpico di andare comunque avanti. Nei prossimi minuti, ore, ne sapremo di più.
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