Radicali. Il 40° Congresso straordinario a Rebibbia approva la mozione Turco-Bernardini-D’Elia, e boccia Cappato

Radicali. Il 40° Congresso straordinario a Rebibbia approva la mozione Turco-Bernardini-D’Elia, e boccia Cappato

L’assemblea dei congressisti riunitasi a Rebibbia nell’ultimo giorno del 40esimo Congresso straordinario del Partito radicale ha approvato con 178 voti la mozione generale a prima firma Maurizio Turco, tesoriere del Partito. Non è passata, quindi, la mozione contrapposta a quella di Turco, e a prima firma Marco Cappato che ha raccolto invece 79 voti. A margine del voto, dichiara Maurizio Turco: “Sono venuto in questo congresso per trovare dei compagni con cui condividere delle lotte, quelle di Marco Pannella. E li ho trovati”. Con il voto favorevole alla sua mozione, Turco diventa di fatto ‘plenipotenziario’ del Partito per i prossimi due anni, accompagnato da un coordinamento composto proprio dalla presidenza di quest’ultimo Congresso.

Ecco un estratto della mozione a prima firma Turco: “Il Congresso del Partito Radicale prendendo atto che condizione minima, tecnica e politica, per l’esistenza e l’attività del partito è il rientro dal debito, pone l’obiettivo del raggiungimento di 3000 iscritti nel 2017 e altrettanti nell’anno successivo. Per il raggiungimento di questo obiettivo, decide di affidare alla Presidenza del 40esimo Congresso Straordinario, con il coordinamento di Rita Bernardini, Antonella Casu, Sergio D’Elia e Maurizio Turco, la responsabilità di assumere tutte le iniziative necessarie. Maurizio Turco assume la rappresentanza legale del Partito Radicale nell’esercizio della quale ha espressa facoltà di proporre ogni azione giudiziaria per la tutela dei diritti e degli interessi del Partito, di nominare avvocati e procuratori, assumendo altresì la rappresentanza processuale del Partito, nonché quella di rappresentante legale in tutte le attività economico finanziarie”. “Il Congresso stabilisce che la quota minima di iscrizione è di 200 euro e quella consigliata di 500 euro. Delibera di sospendere gli organi di cui all’articolo 2 dello Statuto, eccezion fatta per il Congresso ordinario biennale e di affidare la revisione contabile a un revisore legale esterno. Il Congresso delibera che ove non si realizzino le condizioni minime richieste, siano attivate tutte le procedure atte alla liquidazione dell’attività del partito. Qualora tali condizioni si realizzino, delibera di convocare il Congresso ordinario entro 90 giorni dal raggiungimento dell’obiettivo”, si legge ancora nella mozione.

Un emendamento proposto da Marco Cappato, presidente di Radicali italiani, era stato invece bocciato dal Congresso: la proposta cercava di tenere insieme le due mozioni, quella dello stesso Cappato che per intero sarebbe diventata la conclusione della mozione generale proposta dal tesoriere del Partito radicale, Maurizio Turco. Sostanzialmente, ha spiegato Cappato, ”per evitare un commissariamento del Partito” e continuare a tenere aperto il Congresso verso una nuova sessione. L’emendamento, che eliminava il coordinamento all’attuale presidenza del Congresso, è stato bocciato: 121 i contrari, 98 i favorevoli, poco piu’ di una decina gli astenuti.

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