Pensioni. Gli scriba parlano di accordo fra governo e sindacati. Invece è un verbale. Il confronto proseguirà. Cgil, Cisl, Uil. Le risorse , 6 miliardi in 3 anni sono insufficienti, la nostra piattaforma vive ancora. Camusso: No all’Ape

Pensioni. Gli scriba parlano di accordo fra governo e sindacati. Invece è un verbale. Il confronto proseguirà. Cgil, Cisl, Uil. Le  risorse , 6 miliardi in 3 anni sono insufficienti, la nostra piattaforma vive ancora. Camusso: No all’Ape

Se c’era bisogno di dimostrare a che livello sia giunto il servilismo dei media nei confronti del potere, la vicenda del confronto governo-sindacati sulle pensioni è esemplare. A conclusione di una serie di incontri, tecnici e politici fra il ministro Giuliano Poletti, sempre Renzi nel sottofondo, il sottosegretario Tommaso Nannicini, voce parlante del premier e i leader di Cgil, Cisl, Uil Susanna Camusso, Annamaria Furlan, Carmelo Barbagallo, è stato firmato un “verbale condiviso”. I media, non tutti, ma quelli che più contano, nelle versioni online hanno tradotto il “verbale condiviso” in “accordo fra governo e sindacati”. Cosa è un “verbale condiviso”? Un testo, messo a  punto nel caso dal governo, in cui si  fa il punto di quanto è stato detto, dei problemi e delle soluzioni sulle quali c’è accordo e  su quelle sulle quali accordo non c’è ed occorre proseguire il confronto

Il “verbale condiviso” ha  due titoli e tanti sottotitoli ma scarsa è la sostanza.

Basta leggere i titoli del verbale per capire di cosa si tratta. E’ diviso in due parti, la prima porta il titolo di Fase Uno. C’è scritto che “governo e sindacati concordano sull’obiettivo di sostenere i redditi medio bassi da pensione”.  Difficile non essere d’accordo. In questo ambito si prevede di estendere la quattordicesima a circa un milione di pensionati di fasce basse, percepirebbero circa 40 euro al mese. Trionfante un online titola: “Un milione di amici per Renzi”. Il premier in cima ai pensieri degli scriba. Per quanto riguarda invece chi ha già la quattordicesima non sono, allo stato, previsti aumenti. Il sottosegretario Nannicini si limita a dire: “Sarebbe plausibile”. Niente di più. Già, perché la “borsa” del governo, le risorse che ha reso noto di mettere a disposizione, sei miliardi in tre anni, senza ovviamente nessuna certezza vista la situazione in cui si trovano i conti del nostro Paese, sono definite inadeguate dai sindacati. Veniamo alla Fase 2: si concordano – è scritto – interventi di equità sociale e di sostegno alla flessibilità in uscita dal mercato del lavoro

L’Ape in diverse versioni. Quella volontaria paghi anche  interessi e assicurazioni

Si tratta dell’Ape vista in diverse versioni, Ape volontaria, ti paghi tutto il prestito per venti anni, a tuo carico anche gli interessi e l’assicurazione. Poi c’è l’Ape agevolata o sociale, c’è il rapporto Ape impresa. Vengono descritte nel “verbale condiviso” proposte per i lavoratori precoci, per i lavori usuranti, il calcolo contributivo per renderlo più equo e flessibile, l’adeguatezza delle pensioni dei giovani lavoratori con redditi bassi e discontinui, la sostenibilità finanziaria e il corretto rapporto tra generazioni. Dice la Fornero che si tratta di aggiustamenti che non cambiano la sua riforma cui è molto affezionata. Insomma la “questione pensioni” è tutta aperta. Ad una prima lettura del verbale si ha la sensazione che qualcosa si è mosso per chi è già in pensione, tanto che la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, afferma che: “Dopo tanti anni i pensionati vedono un po’ di giustizia”, al termine del confronto. Questo, aggiunge, non significa che “ci accontentiamo: la nostra piattaforma è nella nostra testa e nei nostri cuori”. Quindi per Furlan “il lavoro va avanti, restano ancora tante cose da fare”, ma quello di oggi “è un buon risultato”.

Cgil: affrontati solo  alcuni problemi. Per i giovani e le loro pensioni siamo ai titoli

Susanna Camusso giudica che sia stato iniziato “un buon lavoro che deve proseguire”. Ma – sottolinea – che è stata affrontata solo una parte dei problemi, molte più cose e risorse sarebbero state necessarie e perciò la piattaforma di Cgil, Cisl e Uil continua a vivere. Ciò che la Cgil non condivide è lo strumento dell’Ape, cioè il prestito pensionistico. Il che non è poco visto che proprio l’Ape è, per il governo e in particolare per il sottosegretario Nannicini che ne è l’autore, l’asse portante del confronto con i sindacati. Il segretario generale della Cgil prosegue sottolineando che esiste il problema delle carriere discontinue che deve essere affrontato. Per i giovani e le loro pensioni “sono stati definiti i titoli ma non c’è la traduzione in una soluzione. Nel verbale si riconosce che i problemi esistono  ma non si è data risposta”. Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. “Sei miliardi non bastano – afferma – I sei miliardi stanziati non sono sufficienti e non dimentichiamo gli esodati e il resto della piattaforma”.  Si è fatto “un buon lavoro” ma “non è finito” e “si guarda alla stanziamento con la lente rivolta alla fase successiva”. Insomma, conclude, “la discussione continua”. Ivan Pedretti, segretario generale del sindacato dei  pensionati della Cgil o parla di “primi frutti dovuti alla nostra determinazione”.

Molto prudente  il ministro Poletti: il verbale fotografa condivisioni e diversità

Lo stesso ministro Poletti sempre all’avanguardia nel decantare  la politica del governo è molto prudente: l’incontro, dice, non sarà conclusivo. Sono stati affrontati soltanto alcuni degli aspetti chiave della riforma previdenziale. Infatti: leggendo il “verbale condiviso” si fa difficoltà a parlare di “riforma previdenziale”. La Fornero, nell’occasione, ha ragione. La “sua” riforma non viene mandata in soffitta. Sia Poletti che Nanncini hanno dichiarato che il “confronto proseguirà” e che è stata conclusa una fase con un verbale che rappresenta la sintesi di un lavoro che abbiamo giudicato importante. Puntualizza Giuliano Poletti: il documento “fotografa le condivisioni ma anche le diversità espresse nel corso del confronto”. Per questo è stata al momento rinviata a un approfondimento l’individuazione delle platee dei beneficiari dell’Ape agevolata, il prestito ‘gratuito’ previsto per alcune categorie di lavoratori disagiati, e quella dei lavoratori precoci a cui poter consentire di andare in pensione con 41 anni di contribuzione. Anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini conferma che il confronto proseguirà su Ape sociale e lavoratori precoci.

 Niente è stato detto su come e quando verranno utilizzati i sei miliardi

Così come non si chiude la partita per quanto riguarda le risorse che il governo intende mettere a disposizione. Poletti e Nannicini hanno parlato di “piano triennale” perché di questo si tratta. I sei miliardi promessi, insuffcienti hanno detto i sindacati, coprono un lungo arco di tempo. Renzi assicura che lo stanziamento non è una partita da discutere con la Ue. Affermazione alquanto risibile visto che la legge di stabilità andrà ad aumentare il nostro deficit. La domanda: a parte il fatto determinante che con quei sei miliardi non si  coprono le varie voci, come se ne prevede la distribuzione e come si assicura che il “piano triennale” andrà a compimento. Quali tappe, quali scadenze. Sia per i pensionati che per i pensionandi sono domande non da poco.

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