Operaio ucciso da camion a Piacenza mentre era in corso un picchetto. Indignazione e denunce

Operaio ucciso da camion a Piacenza mentre era in corso un picchetto. Indignazione e denunce

Un operaio egiziano iscritto al sindacato di base Usb è morto dopo essere stato investito da un camion nella tarda serata di ieri durante un picchetto sindacale all’esterno di un’azienda di logistica a Piacenza. Lo rende noto lo stesso sindacato. “Ammazzateci tutti”, afferma Usb in un comunicato. “Un nostro compagno, un nostro fratello è stato assassinato durante il presidio e lo sciopero dei lavoratori della SEAM, ditta in appalto della GLS, questa notte davanti ai magazzini dell’azienda. Il gravissimo fatto è l’epilogo di una serata di gravi tensioni. La USB – continua la nota – aveva indetto una assemblea dei lavoratori per discutere del mancato rispetto degli accordi sottoscritti sulle assunzioni dei precari a tempo determinato. Di fronte al comportamento dell’azienda i lavoratori, che erano rimasti in presidio davanti ai cancelli, hanno iniziato lo sciopero immediato. Proprio durante l’azione di sciopero, un lavoratore, padre di 5 figli e impiegato nell’azienda dal 2003, è stato assassinato, sotto lo sguardo degli agenti di polizia da un camion in corsa che ha forzato il blocco”.

“Il conducente del camion che ha travolto e ucciso il nostro lavoratore è stato incitato da un dirigente dell’azienda a forzare il picchetto”, denuncia all’Adnkronos Riccardo Germani, dell’Usb Lombardia, presente alla manifestazione. “Forse pensava che i manifestanti si sarebbero spostati ma ha travolto il nostro aderente”. Il conducente del camion è stato portato via dalla Polizia e si trova in Questura. Il camionista, un 43enne italiano, dopo l’investimento ha rischiato il linciaggio da parte degli operai ma gli agenti della polizia presenti sul posto per il picchetto lo hanno portato immediatamente in questura. Intanto gli aderenti al sindacato Usb – che aveva organizzato la manifestazione – stanno partendo da tutta Italia per raggiungere il presidio permanente che si è formato davanti alla Seam.

La nota di cordoglio e l’allarme della FILT CGIL Lombardia

“Questo – scrive in una nota il sindacato – rappresenta l’ennesimo campanello di allarme, indicatore di un Settore, quello della Logistica e dell’Autotrasporto, allo sbando. Un Settore composto da enormi interessi economici e da grosse Aziende che nascondono dietro i loro noti marchi una galassia di finte cooperative, appalti e sub appalti. Una filiera interminabile all’interno della quale lo sfruttamento dei lavoratori, gli insostenibili ritmi di lavoro, i contratti pirata e il precariato la fanno da padroni. Migliaia di metri quadrati di capannoni e magazzini, centinaia di camion e furgoni dentro i quali le logiche di profitto e le ‘regole del mercato’ schiacciano i lavoratori, privandoli della dignità e tramutandoli in numeri o peggio in oggetti da spremere e da gettare quando non sono più ‘produttivi’. Da anni la Filt Cgil denuncia lo stato del Settore e la diffusa illegalità e deregolamentazione che lo caratterizza, registrando però una generale sottovalutazione o peggio indifferenza da parte della Politica e delle Istituzioni. Il tempo sta per scadere, il mondo della Logistica e del Trasporto delle Merci si sta sempre più tramutando in una polveriera pronta ad esplodere. E’ necessario un deciso intervento e presa di coscienza da parte di tutti i soggetti Istituzionali che possono contribuire a rendere obbligatorio ed esigibile un sistema di regole chiare, partendo dal rispetto del Contratto Nazionale di Lavoro e delle Leggi in materia di Orari di Lavoro e Salute e Sicurezza che vengono puntualmente violate e aggirate, senza che ci sia più bisogno di dover ricorrere a forme di lotta che mettono a rischio l’incolumità stessa di chi lavora”.

La nota della FIOM CGIL

“L’uccisione di Abdesselem El Danaf avviene in un momento in cui il diritto di sciopero viene messo in discussione – anche da parte delle autorità pubbliche e dallo stesso governo – e in un clima in cui il lavoro, i suoi diritti e le sue condizioni sono ridotti a una variabile dipendente degli interessi dell’impresa e della finanza. In particolare, nel settore della logistica assistiamo a un costante degrado delle condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori con un sistema di appalti, sub-appalti e false cooperative che determina condizioni di sottosalario e di lavoro precario privo di tutele, in cui proliferano le prestazioni illegali e il mercato delle braccia che ha come prime vittime i lavoratori immigrati”.

L’interpellanza urgente dei senatori di Sinistra Italiana Barozzino e Cervellini

“Perdere la vita mentre si difende il posto di lavoro é una sciagura inimmaginabile. Questa morte é il tragico epilogo della condizione insostenibile di lavoratori che da tempo vivono sulla propria pelle lo scardinamento dei diritti, la perdita di stabilitá, vessazioni e violenza”, hanno detto i senatori di Sinistra Italiana, Giovanni Barozzino e Massimo Cervellini  che hanno presentato un’interrogazione urgente ai ministri del lavoro e politiche sociali e dell’Interno, firmata da tutti i senatori  di SI – SEL. “Un padre di cinque figli non può morire in questo modo. Chiediamo ai ministri Poletti e Alfano di accertare immediatamente lo  svolgimento dei fatti; di verificare, nella reale dinamica di quanto accaduto, quale sia stato il comportamento delle forze dell’ordine”.

“Vogliamo sapere se ai lavoratori non è più neppure concesso di protestare con il legittimo mezzo dello sciopero, contro i soprusi,  i ricatti e la privazione dei diritti. Infine, ci chiediamo se non sia più un obbligo del potere statale difendere la vita e la dignità umana dei propri cittadini. Il lavoro non può essere un mercato senza regole – hanno concluso Barozzino e Cervellini  –  ma è il fondamento della nostra Repubblica e della nostra Costituzione”.

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