Onu. La difficile scelta del nuovo segretario generale, tra colpi bassi, veti, fughe in avanti

Onu. La difficile scelta del nuovo segretario generale, tra colpi bassi, veti, fughe in avanti

Mail hackerate, falsi profili twitter, consultazioni dietro le quinte. Non mancano gli sgambetti ed i trucchi sporchi nella scelta per il nuovo segretario generale dell’Onu sullo sfondo della tensione Usa- Russia, alimentata dalle crisi in Siria e Ucraina. Oggi il Consiglio di Sicurezza torna a votare una quinta volta a scrutinio segreto. Ma siamo ancora alle consultazioni preliminari in vista nel voto di ottobre, quando si saprà come hanno votato i cinque membri del Consiglio di Sicurezza con diritto di veto. Finora, il candidato che ha ottenuto più consensi (12 voti ‘incoraggianti’, due scoraggianti’ e un astenuto) è stato l’ex primo ministro portoghese Antonio Guterres, che è stato anche a capo dell’agenzia Onu per i rifugiato (Unhcr). Ma la sua strada, racconta oggi il Guardian, rischia di essere sbarrata da un veto russo (anche se un tweet del portoghese, poi risultato falso, vantava l’appoggio del Cremlino).

Mosca insiste infatti che sia il momento di un rappresentante dell’Europa orientale. Il secondo e il terzo candidato più votato rispondono a questo requisito, ma sono a rischio veto da parte americana. Il ministro degli Esteri slovacco Miroslav Lacjcak è andato a Mosca pochi giorni prima del quarto voto in Consiglio, criticando le sanzioni contro la Russia a causa della Crimea, mentre l’ex ministro degli Esteri serbo Vuk Jeremic si oppose all’indipendenza del Kosovo e Washington non apprezzò la sua retorica nazionalista quando fu presidente dell’assemblea generale Onu.

Ci sarebbe anche la direttrice dell’Unesco, la bulgara Irina Bokova, ma è solo quinta e sullo sfondo c’è una campagna per sostituirla con una sua compatriota, la commissaria europea Kristalina Georgieva. La cancelliera tedesca Angela Merkel ne ha parlato con il presidente russo Vladimir Putin, facendo infuriare la Francia che, a differenza della Germania, ha diritto di veto in Consiglio di Sicurezza e non gradisce l’attivismo di Berlino. Intanto contro la Bokova vi sono stati articoli negativi sulla stampa internazionale, che la direttrice dell’Unesco ha bollato come una campagna di fango. E una falsa mail di un collaboratore della Georgieva ha invitato lo staff della commissaria Ue ad attaccare la Bokova. Il primo ministro bulgaro Boyko Borisov sarebbe pronto a cambiare cavallo, ma ha deciso di aspettare l’esito del voto di oggi. Se la Bokova riuscirà a ottenere 10 voti “incoraggianti” sarà difficile ritirare la sua candidatura, ma se si fermerà a sette-otto potrebbe subentrare la Georgieva. Il nuovo segretario generale – che succederà a Ban Ki moon, il cui mandato scade a fine anno – dovrà infatti avere i voti favorevoli di almeno 9 dei 15 paesi membri del Consiglio di sicurezza, e nessun veto.

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