Olimpiadi di Roma, Day After al vetriolo. Baciamano al veleno di Malagò alla Raggi

Olimpiadi di Roma, Day After al vetriolo. Baciamano al veleno di Malagò alla Raggi
Troverà spazio sulle cronache di gran parte dei giornali italiani e stranieri, il no alle Olimpiadi formulato dalla sindaca Raggi nella giornata di mercoledì. Anche questo giovedì, il Day After, siamo costretti a raccontarvi gli sviluppi su quanto accaduto e soprattutto su quanto accadrà. Dopo il mancato incontro di mercoledì tra Raggi e Malagò, presidente del Coni, i due si sono rivisti, questa volta nel quartier generale del Coni al Foro Italico, dove è stato presentato il logo di Euro 2020 di calcio. A far gli onori di casa è stato Carlo Tavecchio, presidente della Federcalcio e dunque per un giorno ‘conduttore’ di questa manifestazione. Presente, naturalmente anche il numero uno del Coni, Malagò, che si è tenuto in disparte senza però poter evitare il faccia a faccia con la sindaca.
Raggi-Malagò, un gelido baciamano che non chiude la partita
L’incrocio tra i due si è limitato ad un formale baciamano del presidente ed ad un sorriso di circostanza della sindaca. Ma tra i due la partita sembra lontana da essere finita. Al netto del salutino, Malagò ed il Coni, non hanno alcuna intenzione di diventare le vittime sacrificali della linea disegnata da Grillo e dai suoi rappresentanti nell’Aula Giulio Cesare, ed ecco allora, di buon mattino, dai microfoni di Radio Anch’io, su Radio 1 dopo le sferzate della conferenza stampa del leader dello sport italiano, il rilancio su tutti i principali punti che hanno scatenato quello che non può non essere definito uno scontro istituzionale.
Il presidente del Coni: “Roma Capitale aveva il dovere di supervisionare le opere pubbliche”
Malagò è netto nel giudizio: “Oggi qualsiasi opera pubblica richiede un investimento, questa Amministrazione Comunale aveva il diritto e il dovere di supervisionare, alla Raggi abbiamo detto assumiti la governance e governa il processo”. Parole al vento, visto il de profundis celebrato in Campidoglio. Ma la storia va comunque avanti, visto che gli ‘armigeri’ pentastellati sono pronti a far luccicare le armature e ad assestare i colpi su chi non condivide il loro percorso politico ed amministrativo, senza neppure cercare un democratico confronto dialettico. Tra questi l’onorevole Simone Valente che chiama in causa il Coni chiedendogli conto dei soldi spesi per sostenere la candidatura di Roma 2024.
Gli scudieri di Virginia scatenati sui fondi spesi dal Coni. Valente: “Come sono stati spesi 20 mln di Euro?”
Ecco quanto dichiara Valente, che cerca di parare il colpo per conto della Raggi, sul possibile danno erariale, provocato da una eventuale delibera che annulli il precedente orientamento formulato dall’Amministrazione Marino: “Visto che il presidente Malagò  ha tirato in ballo la sindaca dicendo che chiederà questi 20 milioni di euro di danni già spesi dal Comitato promotore, io vorrei sapere come sono stati spesi questi 20 milioni di euro e se ha intenzione di rendicontare tutte le spese”. Poi ‘l’avvertimento’: “Noi faremo altri atti in Parlamento e chiederemo proprio al comitato promotore di venire a riferire in commissione bilancio per dare un quadro dettagliato a tutti i cittadini italiani”.
La replica del numero uno del Coni: “Onorevole poco informato. Le spese sono online e previste dalla legge”
Regge l’urto Malagò che replica con dovizia di particolari alle affermazioni del cittadino-deputato: “L’onorevole è poco informato sull’argomento. Il Coni è un ente pubblico e tutte le spese sono online, tutti i soldi sono quelli previsti dalla legge ‘Sport e Periferie’. Non ho mai chiesto nulla alla sindaca, se qualcuno chiede il perché quei soldi e quella legge è stata fatta perché oggi siamo ancora ufficialmente candidati con una mozione dell’Amministrazione Comunale precedente, con un endorsement del Presidente della Repubblica, l’appoggio del premier e il supporto di tutto il movimento sportivo. Se vuole venire a controllare, mi chiama e le do tutta la documentazione”. Ma il leader dello sport nazionale va oltre e non si lascia sfuggire l’occasione di affondare un ulteriore colpo anche e soprattutto sulla questione del presunto danno erariale, derivante dalla scelta del duo Raggi-Grillo: “Io non chiedo nulla, ma se qualcuno lo viene a chiedere a noi io devo dire che ci siamo fermati perché è arrivato qualcuno che ci ha fermati”. Più chiaro di così…
Zingaretti (Regione Lazio): “Drammatico errore. Tutto nella vita può essere un rischio o una grande opportunità”
Dopo aver metabolizzato per alcune ore quanto accaduto in Campidoglio mercoledì, da registrare e mettere nel conto anche la presa di posizione di Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio: “Il no è un drammatico errore. Io penso che tutto, nella vita, può essere un rischio o un’opportunità, anche camminare: è bello camminare ma se si cade uno si fa male. Le Olimpiadi potevano essere un rischio o una grande opportunità, la differenza è come le fai. Penso che rinunciare sia stato un drammatico errore e soprattutto, forse, un elemento di non fiducia nei confronti di se stessi, cioè di coloro che avrebbero dovuto gestirle”. A tutto questo c’è poi da aggiungere l’ulteriore ‘avvertimento’ di un parlamentare di chiara fama come Di Battista, da sempre, va detto per onor di cronaca, tra i detrattori e gli oppositori alla candidatura Olimpica.
Si apre anche lo scudo del pasdaran Di Battista: “Da Malagò le parole di un semplice coatto”
Anche lui, da buon cavaliere, apre lo scudo e difende con ardore la Raggi. Da notare il suo intervento pochi istanti dopo il no della Raggi in conferenza stampa. Un intervento ad orologeria fatto nella giornata di mercoledì e doppiato con una nuova dichiarazione al fulmicotone anche giovedì: “Malagò ha detto alla Raggi: ‘le consiglio di non presentare la mozione’ perché ‘gli amministratori che firmeranno quella delibera dovranno assumersi le loro responsabilità’. Se non sapessimo che si tratta di parole di un semplice coatto potremmo quasi scambiarle per una minaccia. Virginia Raggi e il M5S sono stati votati al ballottaggio dal 67% dei romani. La stessa Raggi dichiarò in campagna elettorale che ‘oggi pensare ai giochi è da criminali’. Malagò andò su tutte le furie, pare che abbia detto a un suo collaboratore ‘aho areggime er giacchetto”. In altri tempi, più nobili, quelli del debutto della Repubblica, una discussione in questi termini mai ci sarebbe stata. Ma è veramente difficile pensare ad un Amendola con i panni di Di Battista o a un Argan nei panni della Raggi, ma i tempi sono altri, si va avanti a colpi di intrusioni nella rete. Ci si candida grazie alla rete e qualche volta, con un poco di fortuna si viene anche eletti. Anche noi, come giornale, avevamo e conserviamo tutti i nostri dubbi sulla candidatura di Roma, ma sul punto, come ha fatto l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Berdini, non abbiamo cavalcato l’onda lunga del facile populismo. Abbiamo cercato di ragionare e lo faremo anche nel prossimo futuro, continuando a raccontare ai nostri lettori quella che per noi è la cronaca di quanto accaduto e di quanto potrà accadere.
Come finanzieranno la Raggie i 5 Stelle la ristrutturazione ed il salvataggio delle Vele di Calatrava a Tor Vergata?
Già da oggi vogliamo fissare però dei paletti. Con quali soldi la Raggi pensa di salvare le Vele di Calatrava a Tor Vergata. “Sistemeremo gli impianti esistenti: trasformeremo cantieri fatiscenti in occasioni – dice la Raggi e continua – La città del nuoto di Calatrava diventerà la Vela della conoscenza grazie ad un accordo con l’ateneo di Tor Vergata”. Purtroppo, come scrive oggi il Corriere della Sera, questo accordo non ci sarebbe. A confermarlo lo stesso presidente del Coni Malagò: “Ho parlato con il rettore di Tor Vergata e non è come dice Raggi. È stato chiesto un finanziamento alla Banca Europea per gli Investimenti che però è stato rifiutato”.
Come finanzieranno la Raggi e i 5Stelle il salvataggio dello Stadio Flaminio ed il prolungamento della Metro C?
Con quali soldi la Raggi pensa di ristrutturare lo Stadio Flaminio, in stato di completo abbandono ed opera firmata da uno dei più grandi architetti italiani: Pier Luigi Nervi. Con i soldi del Coni? Ci pare difficile. Con quelli della disastrata amministrazione capitolina? Ci sembra altrettanto difficile. Con quali soldi verrà finanziato il prolungamento della Metro C. Il dossier Olimpico prevedeva l’intervento sugli assi verso Tor Vergata e la Farnesina. Una X della mobilità che verrà meno. La finanzierà il Comune di Roma?
Con i soldi ottenuti dal Comitato Paralimpico del Coni l’annuncio della Raggi: “Il Tre Fontane diventerà cittadella dello Sport per i disabili”
La Raggi ha risposto solo su un punto: “Il Tre Fontane dei Mondiali di Nuoto, diventerà un impianto paralimpico. Si trasformerà in una cittadella dello Sport per i disabili”. Ma queste risorse, ‘benedetta’ Raggi, erano già nella disponibilità del Comitato paralimpico del Coni, lo stesso bocciato nella giornata di mercoledì, che aveva ottenuto un finanziamento di 15 milioni di euro per chiudere l’operazione. Vogliamo andare avanti? Forse è meglio di no. Aspettiamo, osserviamo e raccontiamo. Questo è il nostro ruolo. Ma va detto, in ultimo, ed è forse il punto essenziale del nostro intero ragionamento, che la Raggi non avrà molto tempo, almeno per quanto ci riguarda, per dare concretezza al suo programma. Ricordi bene che va bene il no alle Olimpiadi, i romani sono abituati a cose peggiori, ma quel no è la cartina di tornasole del suo impegno per la città. Da dopodomani i cittadini di Roma vorranno più pulizia per i quartieri, un trasporto pubblico di livello europeo e strade di livello europeo, scuole ed asili nido degni di questo nome, più luce e sicurezza nei quartieri periferici e servizi, tanti servizi per chi soffre ed è in difficoltà.
Fassina: “Olimpiadi evento bellissimo che Roma, oggi, non può permettersi”
Sul punto condividiamo parte di quanto detto da Stefano Fassina (Sinistra Italiana) immediatamente dopo il no della Raggi, anche se è discutibile l’approccio se sia un bene o un male, ad oggi puntare su eventi di questa rilevanza: “La decisione della Giunta Raggi sulla candidatura di Roma per i Giochi Olimpici del 2024 è coerente con l’impegno preso dal M5s con gli elettori in campagna elettorale – fa sapere Fassina –  Soltanto chi considera irrilevante il voto può gridare allo scandalo o stupirsi che il No della campagna elettorale non sia diventato un Si. Per ribaltare l’impegno elettorale sarebbe stato necessario un referendum cittadino. L’abbiamo proposto da ultimo in una mozione in aula Giulio Cesare il 10 agosto scorso. Allora, il Pd votò contro, nei giorni scorsi invece si è improvvisamente convinto. Le Olimpiadi sono un evento bellissimo che Roma, purtroppo, oggi non può permettersi. Le Olimpiadi sono sempre fonte di significativi debiti, nonostante i presunti paper scientifici presentati dal comitato promotore. Non è un problema di corruzione o malaffare, un problema di costi che lievitano ed entrate sempre inferiori alle previsioni. Anche a Londra, non solo a Atene. (Sul punto va detto però che gran parte degli impianti erano solo da rivedere e ristrutturare, con soldi che non adavano cercati nelle casse del Campidoglio ndr). A Roma -continua Fassina – prima di candidarsi, è necessario far funzionare la città: i trasporti, la gestione dei rifiuti, i servizi amministrativi ai cittadini e alle imprese, gli asili nido, gli interventi per le diffuse e profonde sofferenze sociali. Il Governo deve riconoscere che Roma è la Capitale del Paese. I 140 milioni di euro all’anno disponibili per le Olimpiadi a partire dal 2017 dovrebbero, almeno in parte, essere destinati a Roma. Spesi per le Olimpiadi avrebbero generato eventi affascinanti e tanti debiti. Spesi per far funzionare la città possono contribuire a dare all’Italia una Capitale adeguata”. 
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