Mostra Cinema di Venezia. Mel Gibson celebra Desmond Doss: “Finalmente un vero eroe”. Gli italiani “Spira mirabilis” in concorso e “Il più grande sogno” in Orizzonti

Mostra Cinema di Venezia. Mel Gibson celebra Desmond Doss: “Finalmente un vero eroe”. Gli italiani “Spira mirabilis” in concorso e “Il più grande sogno” in Orizzonti

Al Lido è la volta di Mel Gibson, il Braveheart dal cuore impavido nonché l’uomo dall’arma letale nello sguardo, che torna a Venezia come regista presentando fuori concorso il suo ultimo lavoro: “Hacksaw Ridge”. “In uno scenario cinematografico traboccante di ‘supereroi’ inventati ho pensato che fosse ora di celebrarne uno vero”, ha affermato Gibson, parlando della sua decisione di trasporre sullo schermo le vicende realmente accadute del soldato Desmond Doss ad Okinawa, durante una delle più cruente battaglie della Seconda guerra mondiale. Desmond Doss, uomo, prima che soldato, dai grandi e nobili ideali, era convinto che una guerra si potesse condurre anche senza l’uso della violenza, aborrendo le armi, poiché non concedeva alcuna giustificazione all’atto di uccidere. In quel frangente salvò 75 vite a mani nude, perciò fu insignito della Medaglia d’Onore del Congresso. “Andrew Garfield ha saputo incarnare profondamente il personaggio e catturare l’essenza di Desmond Doss” continua accennando alle capacità del giovane attore statunitense, meglio conosciuto al pubblico per essere stato l’ultimo Peter Parker, in “The Amazing Spiderman” del 2012, di Marc Webb, e nel sequel del 2014. Per il resto del cast la scelta di Gibson è caduta su Vince Vaughn, Teresa Palmer, Sam Worthington, Luke Bracey. “Quando ho sentito la storia di Desmond Doss, il primo obiettore di coscienza, sono rimasto sbalordito dall’entità del suo sacrificio. Ecco un uomo che nel modo più puro e altruistico, ha, quasi d’istinto, messo ripetutamente a rischio la propria vita per salvare quella dei suoi fratelli” ha affermato Mel Gibson. “Desmond si trovò di fronte a una scelta difficile: anche lui desiderava arruolarsi, ma la violenza si scontrava con i suoi ideali morali e religiosi; rifiutava, infatti, il benché minimo contatto con un’arma. Per questo subì una dura persecuzione, per poi entrare in quell’inferno di guerra provvisto soltanto dell’arma della sua fede, ed emergerne infine come uno dei più grandi eroi di ogni tempo”. Andrew Garfield dal canto suo ha dichiarato: ”Dobbiamo farci questa domanda, giorno per giorno, come ha fatto un uomo davvero semplice come lui a unire il fatto che non voleva uccidere un altro uomo, non rinunciando a servire la sua patria? In un momento così difficile come oggi, di separazioni, lotte violente, ideologie e guerra, lui è un simbolo del principio di ‘vivere e lascia vivere’. Tutti noi abbiamo da imparare tante cose da lui” conclude.

Il simbolismo di “Spira mirabilis” e il ritorno a casa de “El ciudadano Ilustre”

In concorso, in Sala Grande, “Spira mirabilis” degli italiani Massimo D’Anolfi e Martina Parenti. “Non crediamo nel cinema per il pubblico, ci rivolgiamo più alle persone che hanno sguardo critico sulla realtà, perché le persone sono migliori e più preparate di come ci vogliono far credere, migliori anche dei giornalisti che ne scrivono” ha affermato con parole severe Massimo D’Anolfi, nel spiegare cosa li ha condotti a questo documentario “sui generis”. Quattro sono le storie raccontate, secondo una sorta “di sinfonia visiva, un inno alla parte migliore degli uomini, un omaggio alla ricerca e alla tensione verso l’immortalità”. Gli elementi del fuoco, della terra, dell’aria e dell’acqua acquisiscono una simbolismo unico che si collega a uomini, oggetti, luoghi e incontri che avvengono intorno al mondo: una donna sacra e un capo spirituale nella loro piccola comunità Lakota delle riserve indiane d’America; le statue del Duomo di Milano sottoposte a una continua rigenerazione per la corrosione; la coppia di musicisti di origini tirolesi, inventori di incredibili strumenti in metallo e lo scienziato-cantante nipponico Shin Kubota che studia la Turritopsis, una piccolissima medusa immortale, sono tutti parte integrante dell’universo del film. In sala, l’affluenza è stata minima, ma i presenti che hanno assistito alla proiezione ne sono rimasti affascinati.

“El ciudadano Ilustre” è l’altro film presentato in concorso, di Mariano Cohn e Gastón Duprat, che ha come protagonista lo scrittore argentino Premio Nobel per la letteratura, Daniel Mantovani, interpretato da Oscar Martínez, a cui giunge notizia di essere stato fregiato del titolo di “Cittadino Illustre”. Sarà questo il motivo che lo porterà a ritornare al paesino natale di Salas. Il viaggio che intraprende si svolge fuori e dentro di lui, nel tempo e nei luoghi della sua vita, risvegliando sentimenti ed emozioni, previste ma anche un po’ meno.

Sezione Orizzonti: “Réparer Les vivants” di K. Quillévéré e “Il più grande sogno” di M. Vannucci

In concorso nella sezione Orizzonti, in Sala Darsena, “Réparer les vivants” della regista francese  Katell Quillévéré, con gli attori Tahar Rahim e Emmanuelle Seigner. Alla sopravvivenza di Simon, che lotta tra la vita e la morte a causa di un incidente, è legata a doppio filo l’esistenza di una donna parigina in attesa di un trapianto d’organi. Vivere in un altro e morire oppure vivere per se stessi e lasciare morire. Il destino sovrano sceglierà per gli uomini.

Arriva un altro film italiano, “Il più grande sogno”, in cui il regista Michele Vannucci ha deciso di raccontare la storia vera di Mirko Frezza, interprete di se stesso: 39 anni, appena uscito di galera, con tanta voglia di riscatto e di libertà, che sogna di ricominciare da capo, dandosi un’altra possibilità di essere felice. L’ideale di creare una comunità in cui tutti si diano una mano e di condividere un piccolo orticello in cui coltivare pomodori, ecco il suo più grande sogno. “È stato per me un cammino duro, perché raccontare la ma vita a Michele voleva dire ripassarla, il nostro incontro mi ha fatto ricordare cose che avevo rimosso. Rivivendole, però, in qualche modo mi hanno aiutato a crescere. Mi sono responsabilizzato in questi 4 anni, e sono maturato” ha affermato Mirko Frezza.

Tra le altre proiezioni, in Sala Giardino, “Una hermana” delle argentine Verena Kuri e Sofía Brockenshire e il film d’animazione “The Secret Life of Pets” di Chris Renaud e Yarrow Cheney, sul cane Max e i suoi amici, che ricorda vagamente il famosissimo Toy Story. A spezzare una lancia la critica, che ne ha apprezzato il ritmo fluente e le gag divertenti.

Omaggio a Gillo Pontecorvo: restauro di “La battaglia di Algeri”

La Biennale di Venezia, a 10 anni dalla scomparsa del regista Gillo Pontecorvo, direttore della Mostra dal 1992 al 1996, ha proiettato in Sala Giardino, nella sezione Venezia Classici, il film “La battaglia di Algeri”. Sono trascorsi ormai 50 anni da quel lontano 1966, anno in cui la pellicola fu realizzata e valse al regista il Leone d’oro. È ripresentata oggi in una versione restaurata, a cura della Cineteca di Bologna e Istituto Luce-Cinecittà, in collaborazione con Surf Film Srl e Casbah Entertainment.

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