Liverpool. Il Congresso laburista acclama di nuovo Corbyn come suo leader. Battuta l’ala blairiana. Si respira aria nuova, nel più grande movimento socialista d’Europa

Liverpool. Il Congresso laburista acclama di nuovo Corbyn come suo leader. Battuta l’ala blairiana. Si respira aria nuova, nel più grande movimento socialista d’Europa

Dopo aver riportato una convincente vittoria nella più amare delle battaglie mai vissuta tra i laburisti britannici, assicurandosi il 62% dei voti, Jeremy Corbyn, riconfermato leader, ha voluto lanciare un messaggio chiaro, “ripartiamo da zero e riportiamo ad unità la famiglia laburista”. Lo ha lanciato da Liverpool dove si celebra il congresso, in una città simbolo del socialismo britannico. Corbyn ha proseguito sostenendo che “abbiamo molte più cose in comune di quante ci dividono. Ripartamo da zero oggi e proseguiamo il lavoro che dobbiamo compiere insieme come un partito”.

Corbyn ha ottenuto la maggioranza schiacciante dei membri delle tre componenti con diritto di voto

Corbyn si è assicurato il 61,8% dei voti contro il suo rivale Owen Smith, fermo al 38,2%. La vittoria ha rafforzato la sua leadership in un partito che è cresciuto moltissimo dalle elezioni generali del 2015. Soprattutto, gli aventi diritto al voto erano 654.000. Di questi, hanno votato 506.438. Oggi, come lo stesso Corbyn ha affermato trionfante, il Labour è il più grande movimento socialista dell’Europa occidentale. Allo scorso congresso, quello della sua prima investitura da segretario, Corbyn aveva ottenuto il 59,5%. Ciò che più conta, Corbyn ha ottenuto nel 2016 la maggioranza dei voti in tutte le tre componenti che hanno diritto di voto nei congressi laburisti, iscritti, sostenitori registrati e affiliati al sindacato. Ha ottenuto il 59% tra gli iscritti, il 70% tra i sostenitori registrati e il 60% tra gli iscritti del sindacato. Fortissimo il consenso che Corbyn ha ottenuto presso le nuove generazioni, i cosiddetti giovani del Momentum, gruppi organizzati che ne hanno sostenuto la corsa alla leadership. Dal punto di vista politico, è il segnale più rilevante: un segmento importante della gioventù britannica (come d’altronde è accaduto negli Stati Uniti con Bernie Sanders) ha scelto di stare dalla parte di un uomo di 67 anni, dichiaratamente socialista e fuori dall’establishment blairiano. In parte, era già accaduto lo scorso anno, ma questa volta la presenza dei giovani è stata assai più massiccia, ed è un buon segno per il destino del socialismo europeo. I blairiani hanno tentato di scalzarlo, supponendo che la sconfitta nel referendum sulla Brexit avesse convinto i laburisti a “rottamarlo”. Invece si erano sbagliati, perché non hanno intercettato i bisogni autentici delle nuove generazioni, e si sono baloccati pensando al consenso dell’establishment (dove pure hanno perso).

Il rivale blairiano Smith rende l’onore delle armi

Così, il rivale di Corbyn, Owen Smith ha reso l’onore delle armi: “congratulazioni a Corbyn che ha saputo mobilitare così tanta gente verso il Labour, ed ora penso che possa vincere le prossime elezioni. Sono entrato in competizione con lui poiché non ritenevo che avesse la stoffa del leader di cui avevamo bisogno, e perché sentivo che avevamo bisogno di rinnovare il partito, per tornare a conquistare la fiducia e il rispetto degli elettori. Ora, accetto e rispetto il risultato e vi rifletterò profondamente, anche sul ruolo che potrò giocare in futuro per aiutare il Labour a rivincere per il popolo britannico”. Difficilmente si può interpretare questo discorso dell’ex ministro ombra al Lavoro come la volontà di accettare un ruolo di primo piano, sempre e ripetutamente rifiutato in campagna elettorale. Owen Smith, deputato, si era dimesso dal Gabinetto ombra di Corbyn sull’onda della sconfitta nel referendum, e fu uno dei primi firmatari della mozione di sfiducia contro Corbyn.

La prima mossa di Corbyn da segretario rieletto: attaccare la riforma conservatrice della scuola primaria

A sua volta, Corbyn ha promesso che l’attacco al progetto di legge della premier Theresa May sul ritorno delle Grammar Schools sarà il cuore delle sue iniziative per unire i laburisti. “Da questo momento e per tutta la prossima settimana invaderemo le strade uniti come un partito. Chiedo ai membri del Labour di unirsi a noi in una campagna nazionale per l’istruzione inclusiva, da concludersi sabato prossimo”, ha tuonato Corbyn a Liverpool. Il progetto governativo dei conservatori sulle scuole primarie tenderebbe a riportare forme di privilegi e disuguaglianze, dividendo le scuole per ceto di riferimento. È un progetto che sta facendo molto discutere in Gran Bretagna, proprio perché nasconde il cedimento ai privilegiati dietro l’ideologia del merito. E bene ha fatto Corbyn a concentrare le prime mosse di tutto il Labour attorno a questa straordinaria battaglia sociale per una scuola inclusiva.

L’intervento della dirigente ex blairiana e oggi accesa sostenitrice di Corbyn

Una dei dirigenti laburisti ha affermato di aver sostenuto Corbyn perché finalmente è emersa una vera leadership socialista che si batte per l’uguaglianza e i diritti piuttosto che cedere alle lusinghe e agli accordi con i ricchi, divenuti sempre più ricchi grazie alla crisi, come avevano fatto Blair e i suoi discepoli. In realtà, questo dell’eredità blairiana è stato uno dei temi forti della competizione congressuale, soprattutto dopo la condanna dell’ex premier per la guerra in Iraq, e per le politiche di austerity considerate troppo vicine alle ricette dei conservatori. La dirigente ha poi proseguito il suo discorso, comune a centinaia di migliaia di sostenitori di Corbyn: “sono entrata nel Labour e ho sostenuto Blair, ma poi me ne sono pentita. Ora sostengo totalmente Jeremy. Sono rimasta impressionata dai numeri degli iscritti, e dal modo in cui ha fermato i Conservatori, su tante cose. Credo che possa vincere, ma credo anche che i media e i parlamentari gli stiano facendo un enorme sgambetto, a lui e al paese”.

Il coro socialista e la vendita massiccia di libri socialisti

Al termine di questo applauditissimo intervento, si è esibito il Liverpool Socialist Singers, il coro dei socialisti, che ha intonato l’inno dei giovani di Momentum. Ed è stato, come dicono le cronache, un momento epico. Inoltre, scrivono sempre i quotidiani britannici, non s’era mai vista tanta gente acquistare tanti libri socialisti e di socialisti, a cominciare da quelli di Carlo Marx. Anche questo è un buon segno, di rinata vitalità intellettuale del socialismo. In fondo, il socialismo era nato a Liverpool, e, chissà, a Liverpool potrebbe risorgere, grazie a un signore di 67 anni, di nome Jeremy Corbyn. Ce l’auguriamo.

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