L’informazione che non informa. Huffington paragona Raggi a Nerone, balla pure e con lei i big di M5S. L’ordine dei giornalisti si trasforma in caserma di polizia

L’informazione che non informa. Huffington paragona Raggi a Nerone, balla pure e con lei i big di M5S. L’ordine dei giornalisti si trasforma in caserma di polizia

Bene ha fatto l’Ordine dei giornalisti a dare mandato  ad un avvocato “perché – citiamo il comunicato – si metta a disposizione dei colleghi che intendono perseguire i responsabili delle aggressioni fisiche e verbali avvenute ieri a Palermo durante la manifestazione del Movimento 5 stelle”. Ci pare giusto, ma non abbiamo dubbi sul fatto che eventuali spese non possono essere a carico dell’Ordine, che vive con i contributi pagati dagli iscritti. Non solo, visto che l’Ordine parla di “aggressioni verbali” e non solo fisiche, credo che la prima cliente potrebbe essere Virginia Raggi, sindaca di Roma, della quale è stato scritto a proposito di una foto che la riprende mentre balla, reato gravissimo nel codice dell’Ordine. Leggiamo su Huffington post: “Una foto, quella del sindaco di Roma con le braccia in alto, che denota qualcosa di più di una esuberanza giovanile o di una passione che stenta a trattenere. Detta senza moralismo, l’immagine immortala già, dopo la falsa partenza al Campidoglio, una perdita di contatto con la realtà, da novella ‘marziana’ di un pianeta che non incrocia il dramma Capitale. Si potrebbe aggiungere, evocando provocatoriamente l’imperatore che suonava la cetra mentre Roma bruciava, che questo ballo avviene su un gran falò di Roma, con la sua spazzatura, la sua inefficienza diventata sistema”.

Una giornalista segugia segue i grillini. Scopre che si divertono. Anche Casaleggio junior danza

Virginia, il sindaco della Capitale, come Nerone. Visto che il presidente del Consiglio le ha intimato di “cambiar mestiere” lei ne ha trovato uno: l’incendiaria. Queste parole sono scritte in un articolo con  il quale Huffington Post ha aperto il giornale. Non bastava, l’articolo sulla danza di Virginia diventa un blog ed entra in campo, sempre su Huffington, una segugia: scopre che i grillini, conclusa la manifestazione, sono andati a trascorrere alcune ore in santa pace, alcuni in un locale dove, udite udite, hanno ballato. “Beppe Grillo – si legge – va a letto dopo l’una di notte, gli altri ‘cicale, cicale, cicaleeee’, braccia al cielo, salti e abbracci fino alle quattro. Ballano al Kalhesa locale glam e modaiolo del capoluogo siciliano”. Si può leggere, una vera sagra delle idiozie, che Di Batista indossa una felpa. Di Maio cui la segugia che seguirà i grillini fino quasi all’alba dice che “Lo strip tease c’è già stato. Ah, ah stasera l’ho già fatto, ho tolto la giacca”. Indossa una polo, per la precisione scura. E, notizia che farà felici i dirigenti dell’Ordine dei giornalisti che annovera fra gli iscritti segugi e segugie, bere una birra contenuta in un bicchiere che ha in mano. E pensare che i due erano stati intervistati da Lucia Annunziata, la direttora di Huffington, nella sua rubrica su Rai tre, In Mezz’ora, una bella intervista di cui si perdono le tracce.

Anche i seguaci di Grillo si divertono in discoteca. Musica anni ‘80

Il clima: musica anni ’80, “gran divertimento”. È come il cane che morde l’uomo  non fa notizia, mentre la fa l’uomo che morde il cane. Se Di Maio piangeva avrebbe fatto notizia. L’Ordine lo spieghi ai suoi iscritti. Pensate. La scriba ci fa sapere che il sempre misurato Davide Casaleggio mostra la sua vena danzante. “Si trasforma in un raggio missile…”, passa il dj e lui balla insieme a tutti gli altri. Ancora i cocktail, “io al terzo, io al secondo”. I grillini “ridono e scherzano”, “se la ride divertito Casaleggio, che a un certo punto prende la Lombardi e le fa fare un casquet”. “Alle quattro tutti fuori dal locale”, scrive la segugia, “la notte scatenata è finita. Deputati e attivisti cantano insieme (pensate un po’ ndr) un amore così grande”. Dopo simili prove di giornalismo che produce conoscenza, la presa di posizione dell’Ordine, un lungo atto di accusa contro i Cinque stelle, diventa un formidabile flop che conferma quanto pensiamo da tempo: che l’Ordine andrebbe abolito, non ha nessun ruolo, non esiste, se ben ricordiamo un organismo simile in altri paesi.

L’Ordine  condanna episodi di violenza contro giornalisti avvenuti a Palermo

Giusto comunque che nella presa di posizione si condannino gli episodi di cui sono stati protagonisti, si dice, addetti al servizio d’ordine della manifestazione. Si parla di violenza fisica e verbale usata per intimidire i giornalisti, “chiunque osi fare cronache non gradite al M5S”. L’Ordine fino ad ora “si è limitato a diffondere comunicati di protesta, ancor prima della infelice idea delle liste di proscrizione che, già allora, ricordavano momenti rivelatisi tragici per la democrazia nel Paese”. Poi l’accusa ai leader del Movimento, dai quali sarebbero venute “affermazioni pubbliche che non servono a ristabilire un clima civile, ma rischiano di creare una situazione sulla quale poi, è facile prevederlo, saranno versate lacrime”.

L’Organismo degli scriba accusa i grillini di “clima di istigazione all’odio”

Ancora si parla, di fatto, di una sorta di istigazione all’odio. “Predicare odio, tentando di mascherarlo con l’ironia, non produce mai risultati positivi per alcuno: eccita gli animi, arma le mani dei meno stabili, non offre alcun contributo al ristabilimento di un clima civile nel Paese”. Poi quasi uno zuccherino da offrire agli incauti grillini: “Certo”, prosegue la nota dell’Ordine se ci sono “comportamenti ritenuti lesivi dei diritti del Movimento e dei suoi militanti esistono strumenti che consentono di richiamare al rispetto dei doveri deontologici”. Per questo “l’Ordine non si sottrarrà dall’esercitare il suo dovere, davanti a casi specifici che verranno segnalati. Ma non può accettare, ricordando quali frutti la predicazione dell’odio ha prodotto in passato, che si continui ad alimentare un clima che non giova ad alcuno”. Infine, sempre dal comunicato dell’Ordine si apprende che l’avvocato indicato “ha avuto l’incarico di prendere contatto con le Forze dell’Ordine e con la magistratura perché, con l’ausilio dei filmati e delle registrazioni, vengano identificati tutti i responsabili dell’accaduto e i loro istigatori, nei confronti dei quali verranno avviate azioni legali in sede penale e civile”. Insomma l’Ordine dei giornalisti si trasforma in organismo di polizia. A chi lo dirige, visto il tono del comunicato, forse farebbe piacere emettere sentenze, una specie di “tribunale del popolo” giornalistico.

Non vogliamo essere fraintesi e rischiare di avere a che fare con l’avvocato indicato dall’Ordine. Perciò una premessa. Noi siamo nonviolenti, pacifisti, non ci piace usare parolacce anche per il rispetto dovuto a chi legge, siamo contrari a contestare, magari anche fisicamente, qualche spintone o peggio, i giornalisti che scrivono articoli che non ti piacciono. Purché siano articoli che danno al lettore la possibilità di pensarla diversamente da chi scrive. Semplice, raccontino i fatti con piena libertà, ci mancherebbe, esprimano  critiche anche le più feroci.

Solo una informazione libera produce conoscenza. Ma in Italia non è così

Per noi solo una informazione libera produce conoscenza. La critica nel senso greco della parola, distinguo, produce conoscenza, significa saper elaborare un giudizio personale analizzando le cose nei loro aspetti problematici e critici. Niente di tutto questo compare più nel giornalismo italiano, quello televisivo, leggi Rai in particolare. L’Ordine ha niente da dire? E’ silente. Facciamo un solo esempio che riguarda parte sensibile dell’informazione: l’andamento dell’economia. Ormai è consuetudine nascondere i dati negativi che riguardano Pil, occupazione, consumi, debito pubblico, produzione industriale. Non fa notizia la denuncia della Cgil sull’aumento dei ticket sanitari. Non fa notizia un piano per il lavoro per giovani e donne, ma in prima pagina arriva il piano del governo, Industria 4.0 che contiene solo numeri fasulli. E giù titoli in prima pagina. Una chicca infine. Istat segnala che il Pil 2016 cala ancora. Però rende noto di aver rivisto il Pil del 2014 che saliva di uno zero virgola uno. I dirigenti dell’Ordine, l’organismo che  esamina i candidati giornalisti, se fossero attenti allo stato dell’informazione nel nostro paese, avrebbero visto che i titoli di molti quotidiani e di servizi Rai  non indicavano il calo del Pil nel 2016, ma quel piccolo +0,1 del 2014.  La qualità dell ’informazione interessa l’Ordine? Forse  no. Se qualcuno commette un reato contro i giornalisti, come contro qualsiasi cittadino, deve essere punito.

Il linciaggio prima contro Marino ora colpisce la sindaca

Ma non si può prendere a pretesto il comportamento di pochi facinorosi. Per criticare, facendo politica, anche duramente, i Cinque stelle, ce ne sono di motivi, primo fra tutti il loro modo di  far vivere la democrazia all’interno del Movimento stesso. Dalla “due giorni” di Palermo non lo si è capito. Una sola cosa chiara: Grillo dice “sono tornato, comando io”. Ma davvero se ne era andato? Si era messo di lato? E  come si chiamerà il suo incarico? Lui scherza, chiamatemi “l’elevato”. Forse non scherza. Sarebbe grave. La democrazia non contempla tale parola. Così come non contempla linciaggi da parte dei media subiti dall’ex sindaco Ignazio Marino, prima, e ora da Virginia Raggi. Non è un belvedere.

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