Industria 4.0. Renzi e Calenda riscoprono la manifattura. Un progetto, linee di un piano? Attendiamo la legge di stabilità. Ma il rilancio si fa con i voucher?

Industria 4.0.  Renzi e Calenda riscoprono la manifattura. Un progetto, linee di un piano? Attendiamo la legge di stabilità. Ma il rilancio si fa con i voucher?

Che le chances più significative per progettare una nuova fase della economia italiana (pur nei marosi della crisi finanziaria, nonostante la recessione persistente, e il tempo perduto) consistano nel rilancio della “manifattura” è cosa di tutta evidenza a chiunque conosca la nostra economia. Eppure chi si è ostinato ad affermarlo è stato guardato, negli anni più recenti, come un antico residuato di culture “novecentiste”, ormai sconfitte dalla contemporaneità.

Naturalmente la “manifattura” a cui pensare deve dimostrarsi capace di incorporare nuovi saperi, innovazione tecnologica, modelli organizzativi (della singola impresa e delle connessioni di rete fra più imprese, soprattutto piccole) capaci di competere con successo sul mercato globale. Deve essere la moderna interpretazione di quel “saper fare” che ha rappresentato il meglio della nostra storia nei decenni scorsi. Fino a ieri il più recente atto di governo che si misurava con competenza con queste problematiche era stato il ddl governativo del 2006 (governo Prodi, Ministro dell’industria Bersani) che andò sotto il nome di “Industria 2015”, e che fu poi travolto dalle turbolenze politiche successive (nonché dalla recessione globale).

Da allora in poi il dibattito fu dominato da due costanti: servono le “riforme” (???), tema generico quanto facile ad essere strumentalizzato dalla pura polemica politica (e lo abbiamo visto); servono nuove “politiche per il lavoro”, sinonimo, nei fatti, di ulteriore precarietà, instabilità, (e anche questo lo abbiamo visto e lo stiamo vedendo).

Il  premier e il ministro: “Si apre una fase nuova”. Attendiamo il Def

Ebbene, ieri a Milano Renzi e il Ministro Calenda hanno presentato in forma solenne “Industria 4.0”. Sinceramente ne sono stato felicemente colpito. Leggendo alcuni quotidiani di oggi non ho ben capito se sia corretto definirlo un “piano” piuttosto che un “progetto”, o “linee per un progetto”. Vedremo. Comunque ho letto affermazioni molto solenni, perfino sorprendenti se penso al dibattito alimentato dai nostri governanti (e dai loro mentori modernisti) negli ultimi anni. Ho letto che “si apre una fase nuova”, che “L’industria manifatturiera è uno dei tratti identitari dell’Italia”, ho letto di una platea di industriali molto attenta e interessata…

Bene! Lo dico in buona coscienza e con interesse autentico. Vedremo innanzitutto come tutto questo si tradurrà nella prossima Legge di stabilità e nel DEF (nell’incontro di ieri si sono anche ipotizzate entità finanziarie definite). Da ultimo: non ho trovato, nelle cronache lette, se fosse presente anche il Ministro Poletti; vorrei potergli chiedere: il rilancio di una moderna e vincente manifattura lo facciamo con i voucher? o quel “saper fare”, giustamente evocato, richiede prima di ogni altra cosa l’intelligenza e la professionalità degli operatori? Anche da questo punto di vista il nostro migliore passato può esserci di insegnamento.

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.