Ilva di Taranto. Inchiesta della Procura sulla morte dell’operaio Giacomo Campo. 12 gli avvisi di garanzia. Il governatore pugliese Emiliano contro il governo

Ilva di Taranto. Inchiesta della Procura sulla morte dell’operaio Giacomo Campo. 12 gli avvisi di garanzia. Il governatore pugliese Emiliano contro il governo

Il governatore pugliese Michele Emiliano dichiara “guerra” al governo sul fronte Ilva: chiede lo stop della produzione se non saranno ottenuti a breve risultati concreti sul piano dell’ambientalizzazione e della messa in sicurezza della fabbrica. Lo fa il giorno in cui decolla l’inchiesta della magistratura sull’incidente di sabato scorso in cui ha perso la vita il 25enne operaio Giacomo Campo, dipendente della ditta Steel Service, rimasto schiacciato tra il nastro trasportatore e un rullo nell’area esterna dell’Afo4, con l’iscrizione nel registro degli indagati di 12 persone.

Si tratta di rappresentanti dell’Ilva e della ditta dell’appalto per cui lavorava la vittima. Gli avvisi di garanzia, firmati dal sostituto procuratore Giovanna Cannarile, sono stati notificati all’attuale direttore dello stabilimento siderurgico, Ruggero Cola, ad Andrea Coluccia, Cosimo Frascella, Antonio Bianco, Walter Romagnoli, Andrea Santoro, Giuseppe Chimienti, Antonio Neglia (Ilva), Rocco Ottelli, Teodoro De Padova, Stefano Bagordo e Francesco De Gregorio (Steel Service). L’accusa ipotizza il reato di cooperazione in omicidio colposo. Già questa mattina, per limitare i tempi di fermata del nastro trasportatore a servizio dell’Altoforno 4 ed evitare conseguenze sull’ambiente e sulla sicurezza, si sono svolte le operazioni peritali, al termine delle quali l’area dell’incidente è stata dissequestrata. Il pm Cannarile ha affidato una consulenza tecnica al professor Massimo Sorli, ordinario di Meccanica applicata alle macchine del Politecnico di Torino, chiedendo al professionista di accertare la dinamica e le cause dell’infortunio mortale. I legali degli indagati hanno nominato consulenti di parte l’ingegner Silvia Barella del Dipartimento Meccanica del Politecnico di Milano e l’ingegnere impiantista Maurizio Scudella.

L’Ilva continua a sostenere che prima dell’incidente erano state adottate le misure di sicurezza e l’impianto era stato privato dell’alimentazione elettrica. Secondo i sindacati, invece, si sarebbe verificato un problema al contrappeso che gestisce le fasi di tensione e allentamento. Giacomo Campo avrebbe dovuto pulire l’area dalla polvere prodotta dalla dispersione del minerale, ma qualcosa non ha funzionato ed è rimasto intrappolato negli ingranaggi. Il magistrato inquirente ha ritenuto di non dover affidare l’autopsia e ha disposto la restituzione della salma. I funerali del 25enne dovrebbero essere celebrati domani a Roccaforzata, il paese del tarantino dove il giovane, che era in procinto di sposarsi, viveva.

Sul piano politico si registra la dura presa di posizione del governatore della Puglia Emiliano che già subito dopo l’incidente avvenuto nel siderurgico aveva parlato di una “fabbrica vecchia e insicura”. E oggi durante i lavori della Commissione regionale per la sanità, ha annunciato che chiederà “la revoca della facoltà assegnata ai commissari di far funzionare” l’Ilva di Taranto “a meno che il processo di ambientalizzazione sia portato a termine e la messa in sicurezza della fabbrica sia assicurata”. Emiliano ha precisato che, in occasione della ripresa del processo ‘Ambiente svenduto’, in programma mercoledì prossimo, avanzerà, attraverso i legali della Regione, una richiesta alla Corte d’Assise “di sequestro dello stabilimento chiedendo che la Corte rivaluti la questione di costituzionalità dei decreti che impediscono la vigenza dei sequestri sullo stabilimento”. Secondo il segretario nazionale della Fim Cisl Marco Bentivogli “le parole del governatore Michele Emiliano sono quanto mai inopportune. Noi, come sindacato, da tempo lamentiamo i limiti della gestione commissariale e il degrado di conduzione dello stabilimento. Bisogna andare indietro di molti decenni per trovare un periodo con così tanti incidenti in Ilva”. Ma, conclude il leader della Fim, “fermare lo stabilimento, come chiede il governatore della Puglia, aggiunge solo altri problemi. Mi chiedo: quale sarà il reddito di oltre 20.000 persone con produzione ferma? Quali bonifiche? Abbiamo già vissuto Bagnoli, chiusa nel ’98 e ancora bonificata solo per un terzo”.

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