Fuocoammare di Gianfranco Rosi è il candidato italiano all’Oscar. Racconta la tragedia di Lampedusa

Fuocoammare di Gianfranco Rosi è il candidato italiano all’Oscar. Racconta la tragedia di Lampedusa

L’Italia ha fatto la sua scelta: ‘Fuocoammare’, il docufilm di Gianfranco Rosi sul dramma dei migranti che attraversano il Mediterraneo e tentano di arrivare a Lampedusa, vincitore dell’Orso d’Oro della 66esima edizione della Berlinale, è il candidato italiano all’Oscar. Granfranco Rosi ha dedicato il successo di Berlino, l’Orso d’Oro per ‘Fuocommare’, alla “splendida e generosa gente di Lampedusa” e adesso c’è la possibilità concreta che il suo documentario, giudicato a Berlino dalla prestigiosa rivista ‘Screen’ il migliore in concorso, porti all’attenzione del mondo il dramma dei migranti grazie alla cassa di risonanza costituita dalla candidatura all’Oscar.

Con questo film, Rosi prosegue il suo viaggio intorno al mondo in cui ha raccontato persone e luoghi invisibili ai più, dopo l’India dei barcaioli (‘Boatman’), il deserto americano dei drop-out (‘Below Sea Level’), il Messico dei killer del narcotraffico (‘El Sicario, room 164’), la Roma del Grande Raccordo Anulare (‘Sacro Gra’, Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2013), ora l’isola di Lampedusa. “E’ sempre difficile staccarmi dai personaggi e dai luoghi delle riprese, ma questa volta lo è ancora di più – ha dichiarato il regista che ha ricevuto l’invito a partecipare alla Berlinale mentre stava ancora girando a Lampedusa -. Più che in altri miei progetti, ho sentito però la necessità di restituire al più presto questa esperienza per metterla in dialogo con il presente e le sue domande”. Ciò che ha spinto Rosi a fare un film come ‘Fuocoammare’ è stata la volontà di mostrare il coraggio di Lampedusa, dei suoi abitanti e dei suoi migranti, “proprio ora che la cronaca impone nuovi ragionamenti”.

Gianfranco Rosi nel suo film racconta di Samuele che ha 12 anni, va a scuola, ama tirare con la fionda e andare a caccia. Gli piacciono i giochi di terra, anche se tutto intorno a lui parla del mare e di uomini, donne e bambini che cercano di attraversarlo per raggiungere la sua isola. Ma non è un’isola come le altre, è Lampedusa, approdo negli ultimi 20 anni di migliaia di migranti in cerca di libertà. Samuele e i lampedusani sono i testimoni a volte inconsapevoli, a volte muti, a volte partecipi, di una tra le più grandi tragedie umane dei nostri tempi. Il film, prodotto da Donatella Palermo e Gianfranco Rosi, è una produzione 21Uno Film, Stemal Entertainment, Istituto Luce-Cinecittà e Rai Cinema ed è una coproduzione italo-francese Les Films D’Ici e Arte France Cinema. Il film è uscito nelle sale italiane a febbraio 2016 distribuito da Istituto Luce-Cinecittà. Regia, fotografia, suono di Gianfranco Rosi; il montaggio di Jacopo Quadri, aiuto-regia di Giuseppe del Volgo. Soggetto di Gianfranco Rosi, da un’idea di Carla Cattani.

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