Due tragici incidenti sul lavoro, uno all’Ilva di Taranto, l’altro in un deposito di Met.Ro a Roma. Due le vittime. Mattarella: “Perdite irreparabili per l’intera società”. La rabbia del Governatore Emiliano

Due tragici incidenti sul lavoro, uno all’Ilva di Taranto, l’altro in un deposito di Met.Ro a Roma. Due le vittime. Mattarella: “Perdite irreparabili per l’intera società”. La rabbia del Governatore Emiliano
Due tragiche morti sul lavoro, una all’Ilva di Taranto, l’ennesima e l’altra in un deposito dell’Atac, l’azienda per la mobilità di Roma.  Nell’incidente sul lavoro di Taranto ha perso la vita un operaio di una ditta appaltatrice, la Steel Service. L’incidente sul lavoro è avvenuto nel reparto Afo4. Dalle prime informazioni trapelate, l’operaio sembra stesse operando sul nastro trasportatore quando la parte finale di un contrappeso avrebbe ceduto facendo precipitare un carrello che lo ha schiacciato. Sul posto, ispettori del lavoro, carabinieri e vigili del fuoco. Il corpo dell’operaio è ancora incastrato nel nastro trasportatore. Immediata la reazione dei sindacati. Fim, Fiom, Uilm e Usb di Taranto che hanno proclamato uno sciopero dei lavoratori dell’Ilva a partire dalle 12 di sabato (per il secondo e terzo turno di otto ore) fino alle 7 di domenica mattina. Immediate le reazioni delle Istituzioni, tra queste quella del presidente della Repubblica, Mattarella: “Ogni morte sul lavoro costituisce una ferita per l’Italia e una perdita irreparabile per l’intera società. Non è ammissibile che non vengano adeguatamente assicurate garanzie e cautele per lo svolgimento sicuro del lavoro”. Durissima la reazione del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano: “La nostra pazienza è finita – riferendosi agli impianti Ilva dove si è consumato l’ennesimo incidente- La fabbrica è troppo vecchia e insicura. Ci ha portato ancora una volta via un giovane. Il dolore della Puglia diventa rabbia incontenibile. La nostra voce – aggiunge Emiliano  – non arriva alle orecchie di chi ha il dovere di ascoltarla. La vergogna ricada su chi ha impedito per legge alla Magistratura di pretendere la messa in sicurezza dello stabilimento con legge dello Stato. La stessa vergogna – conclude il Governatore – ricada su coloro che consentono per legge il funzionamento della fabbrica che uccide i tarantini con il suo inquinamento”. A Taranto la viceministra Bellanova ha immediatamente incontrato i sindacati dell’Ilva e si è tenuta in stretto contatto con Palazzo Chigi. “C’è urgentissima necessità – ha dichiarato la viceministra – di comprendere come sia potuta accadere questa tragedia e per quali cause il nastro trasportatore abbia ceduto. In questa direzione siamo già impegnati con i vertici dell’azienda”.
Sciopero di tutti i lavoratori dipendenti delle imprese degli appalti edili dello stabilimento Ilva di Taranto a partire dalle 7 di lunedì 19 settembre per 24 ore ed un’assemblea degli edili a partire dalle 6.30 di fronte all’ingresso Portinerie Imprese, che si svolgerà  “unitamente all’assemblea sindacale che terranno le organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti delle imprese appaltatrici dei servzi di pulizia civili ed industriali” è quanto fanno sapere Fillea Filca Fillea di Taranto, che proseguono “ancora una volta rivendichiamo duramente e fermamente le ragioni della sicurezza in fabbrica e rimarchiamo le oggettive carenze organizzative, più volte denunciate come organizzazioni sindacali presenti nello stabilimento Ilva.”
Ma questo sabato di metà settembre ha fatto registrare anche la morte di un altro operaio, questa volta a Roma, in una delle officine meccaniche di manutenzione di Atac, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico locale di Roma Capitale. Si tratta di un tecnico di 52 anni, rimasto folgorato nel deposito Met.Ro, mentre stava cercando di riparare un pantografo di un treno. La dinamica di questo secondo incidente non è ancora chiara  e sono state aperte due inchieste, una naturalmente della Procura di Roma e l’altra della stessa Azienda. Accertamenti sono condotti anche da una Commissione interna. L’incidente è avvenuto nella prima mattinata di sabato “nel corso di manovre di esercizio”. Il tecnico è stato trovato morto nel deposito Atac di via dell’Acqua Acetosa. I soccorritori del 118, arrivati immediatamente, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Secondo una prima parziale ricostruzione, l’operaio sarebbe stato trovato vicino a una cabina elettrica e sarebbe deceduto per arresto cardiaco. Per chiarire la dinamica e soprattutto le cause del decesso è stata disposta l’autopsia sulla vittima, per stabilire se si è trattato di un incidente, come sembrerebbe, o di un malore. Sia l’azienda che l’assessore alla mobilità di Roma Capitale, Meleo hanno espresso profondo cordoglio alla famiglia dell’operaio.
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