Contratto metalmeccanici. Landini: un passo avanti di Federmeccanica, ma sul salario non ci siamo ancora. Contrattazione nazionale e aziendale: ruoli distinti

Contratto metalmeccanici. Landini: un passo avanti di Federmeccanica, ma sul salario non ci siamo ancora. Contrattazione nazionale e aziendale: ruoli distinti

Federmeccanica ha presentato una nuova proposta per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Così aveva annunciato l’organizzazione degli imprenditori quando aveva proposto ai sindacati la ripresa del confronto e così ha fatto. Un nuovo incontro fra le parti è previsto per il 12 ottobe. Fiom, Fim e Uilm avevano dato la loro disponibiltà  ma con  un avvertimento. La trattativa, dopo diversi incontri, non aveva fatto un passo avanti nel corso di  quasi un anno. Anche nel periodo estivo i lavoratori avevano dato vita a scioperi, manifestazioni, blocco degli straordinari e della flessibilità. Non era pensabile che Federmeccanica, collocata fra i “falchi” di Confindustria, pensasse di riprendere il confronto sulla base della piattaforma presentata ai sindacati addirittura a dicembre dell’anno passato. Era già stata rinviata al mittente, unanimemente da Fiom, Film e Uilm – ricorda Landini, segretario generale della Fiom – dando vita ad una stagione di lotte unitarie, superando divisioni del passato quando la Fiom era stata discriminata in particolare nelle fabbriche Fca, leggi Marchionne.

Un primo risultato delle lotte e della mobilitazione di lavoratrici e lavoratori

“La proposta di Federmeccanica – prosegue Landini – in alcuni punti è sostanzialmente diversa da quella illustrata lo scorso 22 dicembre che era stata respinta. Questo cambiamento rappresenta un primo risultato delle lotte e delle mobilitazioni delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici, della tenuta unitaria delle organizzazioni sindacali, a partire dall’obiettivo di confermare il ruolo salariale del contratto nazionale per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori”. “Tuttavia sul salario – prosegue il segretario generale della Fiom – la proposta di Federmeccanica è insufficiente: non possiamo infatti accettare la riduzione programmata del potere d’acquisto dei lavoratori attraverso il decalage del recupero dell’inflazione che Federmeccanica propone. Il recupero integrale dell’inflazione deve essere garantito a tutti e non può essere sostituito da forme di welfare. Tema, quest’ultimo, che riteniamo utile e positivo che venga discusso nel Contratto nazionale, per garantire così a tutti i lavoratori la certezza di erogazione di risorse e/o servizi”.

Sperimentare  un nuovo impianto contrattuale, garantendo a tutti i diritti universali

Landini parla poi della importanza di un nuovo impianto contrattuale. Affronta il problema sul quale Confindustria, con il pieno appoggio del governo, punta a smantellare la contrattazione nazionale, la linea portata avanti da Marchionne con particolare virulenza tanto da uscire da Confindustria che, a suo dire, sarebbe stata troppo morbida. Con la “gestione Boccia”, il nuovo presidente, anche l’Ad di Fca si sarebbe riavvicinato puntando su Federmeccanica per aprire una breccia nel sistema di contrattazione e sulla rapprsentanza delle organizzazioni sindacali. La risposta di Maurizio Landini è netta: “Per noi – afferma – è importante la sperimentazione di un nuovo impianto contrattuale a partire dal fatto che la contrattazione nazionale e quella aziendale abbiano un ruolo distinto: con il contratto nazionale destinato a garantire ed estendere i diritti universali (potere d’acquisto, sanità e previdenza complementare, formazione, sistema degli orari, inquadramento, partecipazione) e una qualificazione del contratto di secondo livello (aziendale e territoriale) che permetta un confronto reale con le imprese su organizzazione e qualità del lavoro, orario, professionalità e premi salariali di risultato”.

 Rappresentenza, regole, democrazia, ricomponendo l’unità del mondo del lavoro

Landini prende spunto dalla possibile sperimentazione che deve essere considerata anche come “occasione per rendere applicabile nel Contratto nazionale i contenuti del Testo unico sulla rappresentanza affinché attraverso le regole e la democrazia si arrivi a un contratto unitario in cui le lavoratrici e i lavoratori abbiano un ruolo decisionale, ricomponendo così l’unità del mondo del lavoro”. “L’appuntamento del prossimo 12 ottobre – conclude – sarà perciò un momento importante per verificare la possibilità di arrivare a una conclusione positiva e condivisa della vertenza, affrontando tutte le tematiche che nei mesi scorsi sono state oggetto di negoziato”.

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