Carlo Azeglio Ciampi è morto a 95 anni. Figura chiave nella storia italiana, si oppose alla riforma unilaterale della Costituzione

Carlo Azeglio Ciampi è morto a 95 anni. Figura chiave nella storia italiana, si oppose alla riforma unilaterale della Costituzione

Carlo Azeglio Ciampi è morto a 95 anni. Presidente della Repubblica, banchiere centrale e ministro dell’Economia e presidente del Consiglio, era nato a Livorno il 9 dicembre 1920. Ha conseguito la laurea in Lettere e il diploma della Scuola Normale di Pisa nel 1941, e la laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Pisa nel 1946. Nello stesso anno venne assunto alla Banca d’Italia, dove ha inizialmente prestato servizio presso alcune filiali, svolgendo attività amministrativa e di ispezione ad aziende di credito. Nel 1960 è stato chiamato all’amministrazione centrale della Banca d’Italia, presso il Servizio Studi, di cui ha assunto la direzione nel luglio 1970. Segretario generale della Banca d’Italia nel 1973, vicedirettore generale nel 1976, direttore generale nel 1978, nell’ottobre 1979 è stato nominato Governatore e presidente dell’Ufficio Italiano Cambi, funzioni che ha assolto fino al 28 aprile 1993. Dall’aprile 1993 al maggio 1994 è stato presidente del Consiglio, presiedendo un governo chiamato a svolgere un compito di transizione. Durante la XIII legislatura è stato ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica, nel governo Prodi (dall’aprile 1996 all’ottobre 1998) e nel governo D’Alema (dall’ottobre 1998 al maggio 1999). Dal 1993 Governatore onorario della Banca d’Italia e dal 1996 membro del consiglio di amministrazione dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana. Ha ricoperto numerosi incarichi di rilevanza internazionale, tra cui quelli di: presidente del Comitato dei governatori della Comunità europea e del Fondo europeo di cooperazione monetaria (nel 1982 e nel 1987); vice presidente della Banca dei regolamenti internazionali (dal 1994 al 1996); presidente del Gruppo Consultivo per la competitività in seno alla Commissione europea (dal 1995 al 1996); Presidente del comitato interinale del Fondo Monetario Internazionale (dall’ottobre 1998 al maggio 1999).

Protagonista della transizione politica e istuzionale degli anni Novanta

Dall’aprile 1993 al maggio 1994, Ciampi ha governato durante una fase di difficile transizione istituzionale ed economica. Il referendum elettorale e la congiuntura sfavorevole caratterizzata da un rallentamento della crescita economica richiedevano immediate risposte. Il governo Ciampi ha garantito l’applicazione della nuova legge elettorale approvata dal Parlamento, attraverso il complesso lavoro per la determinazione dei collegi e delle circoscrizioni elettorali, e il passaggio da un Parlamento profondamente rinnovatosi tra la XI e la XII legislatura. Sul piano economico gli interventi più significativi sono stati rivolti a costituire il quadro istituzionale per la lotta all’inflazione, attraverso l’accordo governo-parti sociali del luglio del 1993, che ha posto fine ad ogni meccanismo di indicizzazione ed ha individuato nel tasso di inflazione programmata il parametro di riferimento per i rinnovi contrattuali. Inoltre, il governo Ciampi ha dato avvio alla privatizzazione di numerose imprese pubbliche, ampliando e puntualizzando il quadro di riferimento normativo e realizzando le prime operazioni di dismissione (tra cui quelle, nel settore bancario, del Credito italiano, della Banca commerciale italiana, dell’IMI). Come ministro del Tesoro e del Bilancio del governo Prodi e del governo D’Alema, Ciampi ha dato un contributo determinante al raggiungimento dei parametri previsti dal Trattato di Maastricht, permettendo così la partecipazione dell’Italia alla moneta unica europea, sin dalla sua creazione. Tra i provvedimenti più significativi di questo periodo si ricorda la manovra correttiva della politica di bilancio varata nel settembre del 1996 dal governo Prodi, che ha consentito un abbattimento di oltre 4 punti percentuali del rapporto indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni rispetto al prodotto interno lordo, il parametro di Maastricht di più arduo conseguimento per il nostro Paese. Il 13 maggio del 1999 è stato eletto, in prima votazione, decimo Presidente della Repubblica Italiana.

La sua battaglia per contrastare la riforma unilaterale della Costituzione proposta da Berlusconi

Da segnalare anche la sua battaglia contro la riforma della Costituzione pensata da Silvio Berlusconi nel 2006: “La Carta è viva e attuale. È la mia Bibbia civile. Opporsi al nuovo testo non significa essere conservatori” spiegò allora Carlo Azeglio Ciampi intervistato da Massimo Giannini di Repubblica, motivando il suo ‘No’ al Referendum confermativo, dove poi i cittadini bocciarono la riforma del centrodestra. In quell’occasione Ciampi sottolineò che il “pacchetto” di modifiche costituzionali messo insieme dalla Casa delle Libertà, come avevano detto l’ex presidente della Consulta, Valerio Onida, e il costituzionalista Gustavo Zagrebelski, rischia di “minare il funzionamento delle istituzioni”. Modifiche di portata più ampia, aveva più volte detto Ciampi durante la sua permanenza sul Colle “non possono essere affidate solamente ad una parte, sostenendo che vi è una maggioranza che ha i voti e le fa passare a tutti i costi, salvo poi fare ricorso al referendum finale…”. E comunque qualunque modifica dovrebbe assicurare “la coerenza e la funzionalità del quadro costituzionale, nel suo insieme e in tutte le sue parti”. L’ossequio di Ciampi per la Costituzione lo collega a un altro amatissimo presidente della Repubblica: Sandro Pertini. Nei confronti del predecessore, come lui protagonista della Resistenza, Ciampi ha infatti sempre nutrito profonda ammirazione.

Il messaggio di cordoglio del Presidente Mattarella

Tantissimi i messaggi di cordoglio, che ricordano la figura politica e istituzionale. Attraverso questi ricordi emerge una fase importante della storia d’Italia, in particolare quella della grande transizione degli anni Novanta. Non è un caso che l’impegno istituzionale di Ciampi abbia avuto inizio con l’accordo del luglio del 1993 e si sia concluso con il settennato da Presidente della Repubblica nel 2006. Nel bene o nel male, il suo ruolo decisivo viene in ogni riconosciuto e sicuramente sarà scritto nelle pagine di storia. L’attuale presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, anche per questo, ha voluto portare di persona il cordoglio suo e degli italiani, recandosi alla clinica dove Ciampi si è spento.  “La morte di Carlo Azeglio Ciampi mi addolora profondamente”, scrive l’attuale Capo dello Stato in una nota. “Con grande intensità esprimo i sentimenti di vicinanza, di solidarietà e di gratitudine ai suoi familiari, sapendo di interpretare così l’animo degli italiani, che hanno apprezzato e amato il loro Presidente della Repubblica, con il suo stile istituzionale, con la sua fedeltà alla democrazia e alla Costituzione, sempre attento alle parti più svantaggiate della società, sempre appassionato in quel lavoro di rafforzamento dei fili che legano il nostro popolo”. Mattarella prosegue: “Ciampi è stato un grande italiano e un grande europeo. La stima e la considerazione di cui la sua figura ha goduto e gode in tutto il Continente e nel mondo è il giusto tributo a una vita spesa per il bene comune, e costituisce un grande privilegio per l’intero Paese. Anche grazie a uomini come Ciampi, l’Italia ha ottenuto e meritato un prestigio sul piano internazionale che oggi va a beneficio dell’intera nostra comunità”.

I messaggi di Napolitano e Prodi

Per il suo successore, Giorgio Napolitano, “”Ciampi è stato una straordinaria figura di italiano e di europeo. Nell’esprimere la sua personalità in sempre più alte funzioni ed esperienze, ha operato ininterrottamente al servizio dello Stato e dell’interesse pubblico. Ha ridato forza all’idea e ai simboli della patria”. Romano Prodi, che ha voluto Ciampi nel suo governo, scrive che era “un uomo straordinario perché aveva una fiducia cieca da parte di tutti i grandi leader europei per la sua calma, serenità e conoscenza dei problemi. Non arrivava mai a una riunione per vincere o per perdere ma per costruire. La sua fiducia è stata preziosa all’Italia perché la battaglia per entrare nell’Euro era perduta in partenza, e proprio con la pazienza e la serenità si è riusciti a essere tra i Paesi guida dell’Europa. Poi le difficoltà non sono mancate, ma era estremamente importante e vitale per noi essere nel gruppo di testa dei Paesi europei”. “Negli anni ’90 – ha spiegato Prodi – c’erano le bombe a Firenze. Tutti gli eventi che in qualche modo attentavano all’unità del Paese. Questo ha spinto Ciampi a fare anche dichiarazioni retoriche che gli erano lontanissime, a radunarsi intorno alla bandiera, proprio perché sentiva che c’erano delle forze che volevano disgregare l’Italia. È significativo che Ciampi sia stato chiamato nei diversi ruoli quando le istituzioni erano nei pasticci, quando c’erano difficoltà enormi. Alla fine ci si è affidati a una persona che emergeva più per le sue doti personali che per il suo potere che aveva nel Paese”.

Il governatore della Toscana, Rossi, e i presidenti delle Camere colgono il valore antifascista e unitario della Repubblica immaginata da Ciampi 

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, così ha voluto ricordare un livornese doc come Ciampi: ‘L’Italia si fonda su tre R: Risorgimento, Resistenza, Repubblica’ amava ripetere Carlo Azeglio Ciampi, un grande uomo e un grande statista. Con mitezza, competenza e autorevolezza ha dedicato la sua vita e la sua opera a servizio dell’Italia e dell’unità europea, contribuendo nei momenti più difficili, da Presidente del Consiglio e Capo dello Stato, a tenere saldi gli argini della democrazia. A lui, livornese, partigiano azionista, economista e grande studioso di lettere, dobbiamo moltissimo”. La presidente della Camera, Laura Boldrini, così lo ricorda in una nota: “Tutto il Paese piange in queste ore la perdita di una grande figura di straordinaria integrità morale. Impegnato da giovane nella Resistenza antifascista, Carlo Azeglio Ciampi è stato uomo delle Istituzioni, alle quali ha dato prestigio in ognuno dei numerosi incarichi pubblici ricoperti”. “Di lui – continua – ricordiamo l’europeismo convinto che ha saputo coniugarsi ad una potente azione di rilancio dell’identità e dell’orgoglio nazionale; la capacità di mobilitare le energie profonde del Paese per obiettivi condivisi, come fu l’ingresso nella moneta unica; e soprattutto il modo imparziale e rigoroso con cui ha esercitato il ruolo di Presidente della Repubblica, accompagnato nel Paese dallo stesso larghissimo consenso con il quale era stato eletto al Quirinale”. Per il presidente del Senato, Pietro Grasso, Carlo Azeglio Ciampi è stato “un grande economista, un grande politico, un grande statista, un grande italiano che ha rappresentato veramente tutti i cittadini italiani. Apprezziamo soprattutto la spinta verso i valori del nostro Paese, come il patriottismo e i messaggi, che condividiamo, che dava ai giovani: quello di guardare sempre verso il cielo, verso l’alto, di guardare con speranza al loro futuro e vedere realizzati i propri sogni, le proprie idee, le proprie aspettative”. La senatrice a vita Elena Cattaneo lo ricorda così: “Al presidente Ciampi, il Paese deve molto. La sua biografia, dal profilo tecnico a quello politico, è una testimonianza ininterrotta di impegno civile, capacità spiccate, rigore morale, visione del bene comune e profondo rispetto delle istituzioni. Istituzioni che dal Colle più alto ha riavvicinato agli italiani, riconciliandoli con parole e simboli di una identità nazionale troppo spesso preda di forze centrifughe”. Elena Cattaneo prosegue: “Benché in una virtuale vicinanza di uffici in Senato la sua assenza forzosa per ragioni di salute, lascia in me il rammarico di non aver avuto il privilegio di una conoscenza diretta. Il suo costante sprone ai giovani a coltivare ideali e operare alla loro realizzazione, formulato citando Ovidio e richiamato oggi anche dal Presidente Grasso, rappresenta una stella polare, un lascito e un ammonimento valido per tutti. Un incitamento che la sua vita testimonia come sia possibile realizzare”.

La camera ardente per l’omaggio dei cittadini sarà aperta a Palazzo Madama domani dalle 16 alle 20 e domenica dalle 9 alle 13 con ingresso da Piazza Madama. Intanto bandiere a mezz’asta sia a Palazzo Madama che a Palazzo Giustiniani per la scomparsa del Presidente emerito della Repubblica.

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