Campidoglio. Ancora scontro M5S sugli organigrammi. Ma i problemi di Roma non possono attendere. Raggi alle celebrazioni dell’8 settembre ricorda la Resistenza

Campidoglio. Ancora scontro M5S sugli organigrammi. Ma i problemi di Roma non possono attendere. Raggi alle celebrazioni dell’8 settembre ricorda la Resistenza
Inizia davanti ad una bolgia di reporter, fotografi e cineoperatori, il day after della sindaca Raggi. Inizia da Porta San Paolo, dove insieme alle massime cariche dello Stato, in testa il Presidente Mattarella, ai partigiani ed alle loro associazioni, è stato celebrato il 73esimo anniversario della difesa di Roma. Con Mattarella, il vicepresidente del Senato, Valeria Fedeli, il vicepresidente della Camera, Roberto Giachetti, il ministro della Difesa, Roberta Pinotti e il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Riparte dunque da Porta San Paolo il tentativo di rifondazione del governo di Roma, anche se lungo il percorso per la Raggi, le insidie ed i problemi sono a decine, molti sono lì da tanto, altri sono stati provocati proprio dall’inizio incerto della Consiliatura  pentastellata.
Nell’intervento  tenuto sul palco di Porta San Paolo la sindaca ha richiamato i valori della Resistenza che “sono ancora di grande attualità e costituiscono un esempio da seguire anche ai nostri giorni per difendere e affermare libertà, democrazia e uguaglianza, valori che  sono  alla base della nascita dell’Italia democratica”.
I nodi di Roma Capitale partono dalla mobilità. Autisti a spasso nei depositi ed autobus indisponibili
Lo scontro all’interno dei Cinquestelle, tutto centrato sugli organigrammi dell’Amministrazione, scontro che continua come riferiamo in altro articolo ha confinato in secondo piano i problemi che la sindaca dovrà affrontare nell’interesse dei romani. Primo fra tutti, già è esploso nei giorni scorsi, è il nodo dei trasporti e della mobilità a Roma, problema che riguarda praticamente tutti i quadranti della città: già in questi giorni e lunedì, con la riapertura piena di tutte le attività in città, la situazione potrebbe degenerare. Sarebbero oltre 3000 le corse saltate ogni giorno sulle linee Atac. Un numero incredibile ed altrettanto paradossale è la sosta forzata di decine di autisti nei depositi dell’azienda per la mobilità, perché senza un bus da poter condurre. Tutto è degenerato, e qui la colpa e le responsabilità non è ancora chiaro a chi attribuire, per la mancata manutenzione dei mezzi. Dall’opposizione viene chiamata in causa l’attuale giunta e l’assessorato guidato da Linda Meleo, dalla maggioranza si fa scaricabarile sul passato. Quello che però è certo è che al netto delle responsabilità, poco o nulla è stato fatto per tentare di riportare alla normalità la situazione.
Rischio collasso per le linee A e B della metropolitana. Insufficienti i convogli
Va detto poi dei rischi anche per le metropolitane, in particolare la linea A e la B, che potrebbero mettere in campo un numero del tutto insufficiente di convogli per le richieste dell’utenza. Anche in questo caso il problema sarebbe legato ad un ritardo nel versamento dei soldi da parte dell’amministrazione all’azienda, per acquistare pezzi di ricambio e comunque materiali utili alla rotabilità dei treni.
E la Metro C brucia le gomme nella metà del tempo. Solo 350mila km a fronte dei 600mila previsti
Quanto alla linea C, purtroppo si scopre proprio in queste ore, che le ruote della moderna linea senza conducente, durerebbero esattamente la metà di quanto previsto: 350mila chilometri, contro gli oltre 600mila ipotizzati. Un problema enorme e questa volta non attribuibile all’attuale amministrazione. Altro nodo è quello dei rifiuti. Nel centro di Roma la situazione della raccolta sembrerebbe risolta, ma va detto che l’annuncio dell’assessore all’Ambiente Muraro sulla Capitale pulita, non teneva conto delle assenze di migliaia di romani.
Ancora ad alto rischio la raccolta dei rifiuti. Mini discariche nelle periferie. In affanno la differenziata
Come per la mobilità, la settimana prossima sarà il banco di prova per la tenuta del sistema della raccolta. Va detto però, e questo lo aveva ammesso anche la Muraro, che nelle periferie ci sono delle criticità, soprattutto per il porta a porte. In questo caso, come per le corse dell’Atac, saltano i giri degli operatori, ed ecco allora appesi ai cancelli o depositati davanti ai portoni, i contenitori ricolmi di plastica, carta e peggio ancora di rifiuti indifferenziati ed umido. Ma quello che sottrae forze agli operatori dell’Ama è anche il malcostume di decine di romani e non, che, probabilmente, hanno contratti di affitto in nero, irregolarità, sono stranieri senza residenza, o comunque vivono nell’ombra e nell’illegalità. Senza contenitori e con l’incubo di essere individuati dagli operatori della municipalizzata, preferiscono, soprattutto in piena notte o alle prime luci dell’alba, creare delle mini discariche o posizionare, nella migliore delle ipotesi i loro rifiuti, accanto alle campane per la raccolta del vetro. Questo accade soprattutto nelle aree periferiche, dove i controlli sono praticamente inesistenti e la popolazione irregolare o clandestina è dieci, venti volte di più rispetto alle aree semicentrali e centrali della città.
Ancora senza risposte la candidatura alle Olimpiadi. Imbarazzo del Coni
Chiuso il capitolo rifiuti resta ancora tutto in piedi quello legato alla candidatura di Roma alle Olimpiadi. Su questo la Raggi, come su molti altri punti critici,  resta in silenzio, e preferisce lanciare la palla nel campo del Direttorio, dove a turno, una volta Di Maio, una seconda Di Battista, una terza Fico, bocciano l’evento, senza però che la Raggi si esprima compiutamente. Da ambienti del Coni anche se non ufficialmente arrivano elementi di pressione. Si fa sapere che se ci sarà il no, sarà un problema non solo per Roma, ma, probabilmente anche per altre città italiane che hanno voglia di 5 Cerchi, come Napoli, Milano e Venezia. Dal Coni sono convinti che la  rinuncia di Roma porterebbe ad un effetto a catena. Nei prossimi 20, 30 anni, nella migliore delle ipotesi, nessuna città italiana sarebbe vista con occhio benevolo al Cio. Ovviamente tutto da verificare perché non è la prima volta che città che si sono candidate hanno poi rinunciato come è avvenuto anche in questa tornata di candidature. E non ci sono stati drammi
Sullo Stadio della Roma continua la partita a scacchi con la Regione Lazio
Altro punto caldo, ed anche su questo si gioca un ormai incredibile torneo di scacchi tra Campidoglio e Regione Lazio, è lo Stadio della Roma. Anche su questo la Raggi fa melina e non decide. Anche noi abbiamo grosse perplessità sulla collocazione dell’impianto in quel quadrante della città, ma esiste un impegno deliberativo della precedente amministrazione, ed una Conferenza dei Servizi che aspetta le risposte dell’amministrazione capitolina. Mercoledì l’ultima partita tra i due Enti, con la Regione pronta a convocare la Conferenza dei Servizi, visto l’istituto del silenzio-assenso, ed il Campidoglio che a mezzanotte mette i paletti e comunica, sul nodo della pubblica utilità, alcune criticità riscontrate. Chiara la nota della Regione: “Roma Capitale ha trasmesso ulteriori contributi sul progetto del nuovo stadio della Roma. Si ritengono dunque differiti i tempi di indizione della Conferenza dei Servizi”. Per oggi chiudiamo qui, o meglio chiudiamo con il gesto di ‘buona volontà’ del presidente della Regione Nicola Zingaretti, che tende una mano, almeno a parole, all’amministrazione grillina.
E Zingaretti tende la mano, a parole, alla Raggi: “Voglio essere chiaro. Aiuterò Roma. Noi aiuteremo Roma”
Ecco quanto fa sapere il Governatore del Lazio dagli studi Rai di Uno Mattina: “Voglio essere chiaro su una cosa: io aiuterò Roma, noi aiuteremo Roma. Aiuteremo questa amministrazione comunale di Roma perché non è giusto che i problemi si scarichino sui cittadini: chi aspetta l’autobus, chi vuole la città pulita, chi vuole un lavoro. A prescindere da chi governa, le istituzioni devono collaborare. L’ho detto sin dal primo giorno e lo dico oggi in un momento di difficoltà per la giunta capitolina. Su questo massima collaborazione perché mi auguro che chi ha vinto le elezioni sia in grado di governare. Prevalgono in me il senso di amore per la città e il dovere istituzionale”. Poi però arriva l’affondo: “Se posso dire una cosa politica, non tanto alla Raggi ma al Partito 5 Stelle: un po’ più di umiltà. Non cerchiamo un capro espiatorio, i poteri forti, balle sui nemici. C’è stato un problema che riguarda questo partito e mi auguro che venga superato e che Roma possa riprendere un ciclo virtuoso. Quindi, massima collaborazione, non infieriamo, perché è giusto che chi ha vinto le elezioni governi, pensiamo ai cittadini, però, un po’ di verità non fa male”.
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