Calcio. Classifica sconvolta: la Juve, superata dall’Inter, non è più imbattibile? Napoli solo in testa, la Roma non ne approfitta

Calcio. Classifica sconvolta: la Juve, superata dall’Inter, non è più imbattibile? Napoli solo in testa, la Roma non ne approfitta

È appena trascorsa la quarta giornata e già si rilevano sorprese che non solo influiscono sulla classifica ma consentono di abbozzare anche qualche previsione per il futuro, almeno quello prossimo venturo. L’Inter, che dopo la debacle casalinga di Europa League contro i modesti israeliani dell’Hapoel, era data da tutti in piena crisi, batte la Juve, meritatamente, sotto tutti gli aspetti, nel gioco e nel risultato, frenando gli entusiasmi scontati o, quanto meno, insinuando qualche dubbio sullo strapotere bianconero anche in questo torneo dopo la solenne cinquina passata.

Bella Inter, Juve in dificoltà  La squadra di Allegri, dopo il deludente 0-0 contro il Siviglia in Champions (delle favorite era stata l’unica a non segnare, al contrario delle altre che s’erano divertite in scampagnate di gol) era chiamata subito al riscatto per confermare in campionato il ruolo indiscusso di leader. L’Inter, dal canto suo, stava peggio in salute e forse si sarebbe accontentata anche solo di una prova onorevole, quale brodino di miglioramento, considerando il risultato scontato o quasi. Invece…. Succede l’imprevedibile già all’annuncio delle formazioni quando, in quella bianconera, si apprende che Higuain è in panchina e Pjanic in regia e, di lì a poco, l’imprevedibilità si trasforma in realtà concreta durante la partita quando la Juve, costantemente messa sotto dall’Inter, appare irriconoscibile, boccheggiando e dando l’impressione di crollare da un momento all’altro.

Invece….Succede il contrario e, in una delle rare occasioni di contropiede, Lichtsteiner (nella lista dei cedenti ed escluso da quella europea) porta in vantaggio la Juve contro ogni logica e merito. L’illusione, però, dura solo 2’ e l’Inter pareggia con Icardi per poi, dieci minuti dopo, passare in vantaggio con Perisic, subentrato poco prima. Certo, c’era stato, sul fronte opposto, anche  l’ingresso  di Barzagli e, soprattutto, di Higuain ma Allegri troppo tardi s’era dato una mossa per rimediare a qualche clamoroso errore di formazione iniziale. Nessuno è riuscito a dare una spiegazione logica alla rinuncia del Pipita che non può essere collegata al turnover delle tre partite in sette giorni: un campione come lui, appositamente acquistato e strapagato proprio per fare la differenza, non può arrovellarsi sulla panca osservando i suoi compagni che arrancano. Attribuita gran parte della colpa alle scelte non condivisibili di Allegri, fra cui anche quella di Pjanic regista alla Pirlo, e va però detto anche che la Juve, ancora una volta, ha dimostrato di essere ormai appesantita in difesa dagli anni e dagli affanni di Chiellini, da un Buffon sempre meno propenso ai miracoli salva risultato, da Bonucci disabituato ad esser pressato e da Barzagli, lui sì, bisognoso di partire dalla panchina. Dal centrocampo in su spetta ad Allegri saper mescolare il vecchio col nuovo, e ieri non c’è riuscito. Onore all’Inter e al suo allenatore, entrambi prima bistrattati ed ora ampiamente riscattati e magnificati; con l’organico che si ritrova, potrebbe tornare a primeggiare.

Napoli vivo, Roma sparita Di ritorno dall’Ucraina con la vittoria contro la Dinamo di Kiev in Champions, sulle ali di un prevedibile entusiasmo, il Napoli approfitta del tonfo juventino, superando l’ostico Bologna con tre reti di quelli che ormai sono i cannonieri della squadra, Callejon e Milik, quest’ultimo ancora autore di una doppietta (la terza) ed entrato di forza, oltre che nelle difese avversarie, anche e soprattutto nel cuore dei tifosi napoletani, facendo da chiodo scaccia chiodo all’uscita di Higuain. Milik con i suoi gol ha confezionato il successo dopo il pareggio degli emiliani e con questo sigillo ha pilotato la squadra in vetta solitaria alla classifica. Su questa scelta chi aveva criticato De Laurentiis, ora comincia a ricredersi. A Firenze la Roma sciupa l’occasione d’oro per coabitare col Napoli in testa alla classifica e si fa superare  dalla Fiorentina, con un gol palesemente da annullare, colpendo un palo, recriminando su un rigore non concesso, aspettando, stavolta vanamente, l’ennesimo miracolo di Totti in campo ad una decina di minuti dal termine. Giallorossi da ricompattare e per Spalletti meno chiacchierate polemiche con la stampa e più fatti in campo e nello spogliatoio.

Lazio, tripletta A sentire le dichiarazioni di Oddo, allenatore del Pescara, il merito della indiscussa vittoria della Lazio va ascritto a Filippo Inzaghi il quale in extremis ha cambiato modulo, scompaginando le precauzioni da lui adottate. Ma prima del crollo (3-0) gli abruzzesi avevano sciupato un rigore e a nulla sono valse le buone prestazioni di alcuni giovani. La Lazio si sta ritrovando e, intanto, è già a ridosso delle prime, l’importante è continuare.

Il Milan è Bacca Lasciato inizialmente in panchina (per punizione ?), a Genova contro la Samp, e subentrato al 65’,  Bacca a 5’ dal termine,  realizza il gol decisivo, consentendo alla squadra almeno di respirare, accantonando  per il momento i problemi tecnici (che comunque restano, visto l’organico carente) e, quindi, di mantenersi in vita in attesa che Montella riesca ad amalgamare la squadra con gli ingredienti che ha a disposizione.

Le altre  In terza posizione, in coabitazione con le presunte grandi, troviamo il Chievo, non nuovo a partenze a razzo. Negli ultimissimi minuti ha ribaltato il risultato vincendo ad Udine.  Continua a deludere il Torino che non è riuscito a superare l’Empoli (o-0), al contrario, invece,  di un bel Sassuolo vincitore anche col Genoa (2-0), dopo la splendida affermazione con l’Athletic Bilbao (3-0) nell’esordio della fase a gironi in Europa League; l’undici di Di Francesco sarebbe secondo in classifica con la Juve senza i tre punti tolti a tavolino per un irregolare tesseramento. Esplode il Cagliari che ha demolito (3-0, con Borriello ancora in gol, è il quarto) un’Atalanta sulla quale ancora non si sente la mano di Gasperini; Crotone e Palermo si sono divisi la posta:  per i calabresi è il primo punto in serie A e  per i siciliani il secondo ma per entrambe le squadre sarà dura sopravvivere con gli organici a disposizione.

Ecco la quinta giornata  Domani sera, con l’anticipo Milan-Lazio, c’è subito la quinta giornata con il turno infrasettimanale che si presenta interessante per alcune immediate verifiche: come Allegri col Cagliari avrà rimediato agli errori precedenti,  se l’Inter confermerà anche ad Empoli il bel gioco visto con la Juve,  se la Roma, col Crotone in casa, riuscirà a fare risultato e gioco convincenti per riprendere la marcia, come il Napoli, a Marassi col Genoa, saprà difendere la prima posizione.  Inoltre saranno ancora gli acuti dei cannonieri a decidere i risultati? Si attende  concreta risposta da Milik e Callejon, da Icardi e, soprattutto, da Higuain, specie se sarà in campo dal primo minuto….

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