Alfiero Grandi (vicepresidente del Comitato per il No): “A Lodi episodio preoccupante. Se questo è il confronto sul merito della riforma a cui pensa Renzi stiamo freschi”

Alfiero Grandi (vicepresidente del Comitato per il No): “A Lodi episodio preoccupante. Se questo è il confronto sul merito della riforma a cui pensa Renzi stiamo freschi”
L’episodio avvenuto alla festa de l’Unità di Lodi è preoccupante (nella foto, Cristian Toma, uno dei protagonisti della vicenda). Escludere dall’ingresso alla Festa alcuni cittadini solo perché indossavano una maglietta con il No è una dimostrazione di settarismo pregiudiziale che si sperava ormai superato, che non fa onore ad un partito che rivendica modernità e che non aiuta a riportare il confronto al merito delle posizioni. Qualcuno forse pensa che nascondere o negare l’altro possa portare consensi, invece tutti dovrebbero avere ormai chiaro che atteggiamenti settari non portano lontano. Non si può che esprimere solidarietà e sostegno a chi è stato oggetto di questi comportamenti, tanto più che è stata usata impropriamente la polizia per identificare e quindi obiettivamente tentare di intimidire questi cittadini.
Ci rendiamo conto che se la polizia si comporta così  è perché riceve input dal governo. Ma il compito della polizia dovrebbe essere occuparsi di chi delinque, non di chi indossa magliette con il No: si tratta di cittadini che esprimono il loro dissenso nei confronti della deforma della Costituzione voluta dal governo e per questo voteranno No come è loro diritto.
Se questo è il confronto di merito a cui pensa Renzi stiamo freschi. Se questo è l’atteggiamento ispirato dal vicesegretario del Pd Guerini, che di Lodi è stato sindaco a lungo, ne vedremo delle belle. Anche il ministro Alfano farebbe bene a spiegare al prefetto Gabrielli che chi è per il No al referendum non è un pericoloso sovversivo ma solo un cittadino che esercita il suo diritto costituzionale di dire No.
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