Walter Schiavella, neoleader della Cgil di Napoli: Ripartiamo dai vicoli e dai quartieri. Intervista su Rassegna

Walter Schiavella, neoleader della Cgil di Napoli: Ripartiamo dai vicoli e dai quartieri. Intervista su Rassegna

Ricostituire un punto di vista autonomo della Cgil, sulla base del quale orientare le attività vertenziali e il confronto istituzionale”. È uno degli obiettivi primari del neo commissario della Camera del lavoro metropolitana di Napoli Walter Schiavella. L’ex leader nazionale della Fillea e della Cgil Roma-Lazio si prepara ad affrontare un sfida impegnativa, difficile, ma sicuramente piena di stimoli. L’area metropolitana di Napoli rappresenta la terza concentrazione urbana del Paese e la prima del Mezzogiorno. “In un quadro europeo, ogni seria politica di sviluppo passa attraverso la concentrazione degli interventi nelle grandi aree urbane, quali driver dello sviluppo delle nazioni – afferma Schiavella –. In Italia ciò non accade ancora, ponendo un primo ordine di problemi nell’intreccio necessario fra le politiche europee, nazionali, regionali e metropolitane. Nel caso di Napoli, inoltre, si registrano contestualmente elementi di grande potenzialità ed elementi di forte criticità economica e sociale”.

Schiavella In un quadro complessivo che resta contrassegnato da una crescita insufficiente, i recenti dati che attestano una maggiore crescita per il Mezzogiorno appaiono trainati da elementi settoriali o episodici e comunque non sono minimamente in grado di far ipotizzare l’avvio di un percorso di recupero del gap, aggravato in questi anni di crisi. Le politiche per il Mezzogiorno oggi appaiono affidate alla redistribuzione delle risorse europee, con l’unico segno di novità di una maggiore disponibilità delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, seppur con scansioni temporali eccessivamente dilazionate. Ma soprattutto non può essere sufficiente una politica per il Mezzogiorno affidata esclusivamente alla logica dei Patti con Regioni e aree metropolitane, senza una politica nazionale, costruita su interventi strutturali capaci di intervenire sia sul versante degli investimenti, sia su quello delle condizioni di sistema, sia sulle condizioni di disagio sociale create dal perdurare delle diseguaglianze nelle condizioni di sviluppo.

Rassegna Intanto, oltre 300 milioni di possibili investimenti destinati all’area metropolitana di Napoli sono fermi al palo per le difficoltà di rapporto fra governo e Comune.

Schiavella È inaccettabile. C’è da dire che i Patti stipulati con le Regioni necessitano un miglior livello di coordinamento fra loro, ma soprattutto non appare concepibile in termini di effettiva efficacia un Patto per la Campania che non sia coordinato e integrato con un Patto per Napoli. In proposito, mentre sul piano nazionale dobbiamo farci portatori della richiesta di una riapertura di dibattito su necessità e strumenti di una nuova fase di programmazione nella quale giocare un ruolo attivo in termini contrattuali, a livello locale dobbiamo rivendicare la veloce definizione del Patto per Napoli attraverso il pieno coinvolgimento di tutte le forze sociali. Non si tratta di riproporre stanchi riti concertativi. Vogliamo lanciare al Comune una sfida più alta: la democrazia partecipata, l’orizzontalità dei processi decisionali non sono alternativi alla ridefinizione di un ruolo moderno delle parti sociali, anzi, nel momento in cui si deve passare dalle scelte di fondo alla loro concreta realizzazione, la mediazione sociale diventa fondamentale per la composizione trasparente degli interessi e, soprattutto, per la gestione efficace dei problemi concreti determinati da ogni cambiamento. Per questo occorre definire modalità strutturali di confronto con le parti sociali, non per costruire sedi decisionali improprie o, peggio, di gestione, ma per definire una visione comune delle linee di sviluppo della città e della sua area metropolitana. La chiarezza delle scelte e il loro livello di condivisione deve essere il vero valore aggiunto da mettere sul tavolo del confronto fra governo e Comune metropolitano.

Rassegna Veniamo al tuo nuovo incarico. Un commissario Cgil in una città “commissariata”…

Schiavella Proprio così. Tra i primi nodi irrisolti c’è quello relativo all’assetto istituzionale dell’area metropolitana e al suo rapporto con gli altri poteri dello Stato. La linea generale su cui intendiamo muoverci è quella della ricerca del massimo equilibrio possibile fra un decentramento effettivo del governo dei problemi e il massimo di integrazione e cooperazione possibile fra le competenze dei diversi livelli istituzionali.

Rassegna A proposito di commissari, c’è da affrontare il nodo del Porto di Napoli. Che idea ti sei fatto?

Schiavella Al di là dei giudizi sulla validità complessiva della legge di riforma, che a questo punto lasciano il tempo che trovano, si tratta di operare affinché gli elementi positivi, che pure la legge contiene, non siano frenati da resistenze e ritardi. Per quel che ci riguarda, riteniamo che la costituzione dell’Autorità portuale di sistema sia elemento positivo di integrazione; l’Autorità ha bisogno subito di un presidente; la richiesta di proroga avanzata dalla Regione Campania non deve inficiare la rapidità della sua nomina. Non solo. L’Autorità portuale di sistema deve essere da subito il soggetto unico che gestisce l’interlocuzione istituzionale, la progettazione e i finanziamenti relativi al futuro dell’intero sistema, lasciando alla prorogatio salernitana la gestione e il completamento dei soli progetti in corso.

Rassegna E poi c’è la vicenda Bagnoli.

Schiavella Su Bagnoli occorre uscire dalle polemiche, affrontando la questione nella sua concretezza. Il tema non è la legittimità o meno del commissariamento e dell’attuale commissario, bensì la sua finalità. Se appare innegabile che i ritardi fin qui misurati giustifichino ampiamente la scelta di un commissario straordinario, appare altrettanto innegabile che, ora che la fase di bonifica appare avviata e il focus si sposterà sulla destinazione urbanistica delle aree, il ruolo del Comune non sia riassumibile in una mera presenza nella cabina di regia. Se quindi al Comune chiediamo di superare rigidità e pregiudiziali che rendono inefficace il necessario confronto istituzionale, al governo chiediamo di confermare la necessità di una struttura commissariale, ma, in questa nuova fase, di riconoscere pienamente la centralità del ruolo di programmazione urbanistica del Comune attraverso la nomina di un nuovo commissario nella figura dello stesso sindaco.

Rassegna Quando si parla di sviluppo dell’area metropolitana, non si può fare a meno di pensare al ruolo del sistema creditizio.

Schiavella È necessario mantenere qui importanti funzioni direzionali e adeguare il sistema e la relativa strumentazione alle necessità che si potranno determinare nell’avvio di una nuova fase di sviluppo dell’area metropolitana. Le stesse risorse rese disponibili dall’azione di recupero dei crediti dell’ex Banco di Napoli potrebbero essere destinate al sostegno di progetti di sviluppo definiti in questo nuovo quadro di programmazione.

Rassegna Sarà per Napoli l’ennesimo “autunno caldo”. E il tema lavoro resta sempre al centro dell’attenzione.

Schiavella Aggredire la disoccupazione giovanile e di lunga durata, in primis offrendo occasioni di sviluppo, ma anche con adeguate politiche di sostegno al reddito e di formazione, è parte fondamentale per raggiungere l’obiettivo di contrasto alla povertà, alla disgregazione e alle marginalità sociali. Non si tratta solo di affrontare l’emergenza che si determinerà a causa dell’insufficienza degli attuali ammortizzatori sociali, ma anche di ricostruire la capacità di rappresentanza e di rapporto con una vasta platea di giovani, disoccupati o inoccupati sulla base di precisi e credibili obiettivi rivendicativi. Ovviamente, i bisogni sociali vanno affrontati anche rispetto alle priorità di una popolazione che aumenta le sue componenti più fragili: gli anziani e l’infanzia. Rafforzare le nostre capacità rivendicative sul piano generale e nelle sue articolazioni territoriali diviene quindi una priorità di azione, rilanciando la contrattazione sociale sulla sanità, sui servizi, sull’assistenza e sulla fiscalità locale.

Rassegna Qual è il giudizio della Cgil in merito all’operato della giunta De Magistris?

Schiavella Il bilancio comunale recentemente approvato non va nella giusta direzione. Tralasciando la forma, circa l’assenza di ogni confronto con le parti sociali, parzialmente giustificato dalla ristrettezza dei tempi, resta la sostanza. Sul piano fiscale, la scelta di finanziare uno strumento ancora dubbio nelle forme e comunque futuribile quale il reddito comunale di cittadinanza, riducendo la fascia di esenzione dell’addizionale Irpef comunale, crea un danno immediato certo a fasce deboli di popolazione per procurare un vantaggio futuro e incerto ad altre altrettanto deboli, ma le cui caratteristiche sono ora ignote. È evidente che tutto ciò richiede l’apertura di un confronto complessivo, finora assente, sulle politiche fiscali del Comune, compresa la questione di come, superata Equitalia, si affronterà a Napoli la lotta all’evasione. Nell’evidenza dei numeri siamo oggettivamente di fronte a una riduzione della spesa sociale comunale a cui non corrisponde certo una riduzione dei bisogni; anzi,lo scarto fra bisogni e risorse per soddisfarli cresce ancora.

Rassegna E riguardo alle strade da percorrere?

Schiavella La prima, rivendicare dal governo politiche più efficaci e soprattutto risorse maggiori, mettendo fine ai tagli sistematici nei trasferimenti ai Comuni. La seconda, rivendicare dal Comune un cambiamento radicale di approccio al problema di come gestire al meglio le risorse pur scarse oggi esistenti (che comunque chiediamo di aumentare negli atti di assestamento e di programmazione triennale di prossima adozione). Di fronte a risorse scarse e bisogni sociali aumentati, occorre maggiore capacità di selezione delle priorità, maggiore coordinamento delle risorse complessivamente disponibili, maggiore integrazione dei servizi, maggiore efficacia ed efficienza degli stessi e, quindi, maggiore qualità e regolarità del lavoro necessario a erogarli. Niente di tutto ciò è stato al centro del dibattito estivo seguito all’approvazione del bilancio.

Rassegna Quali sono le vocazioni del territorio su cui puntare?

Schiavella Lo sviluppo del turismo e di un terziario sia tradizionale che innovativo necessitano di una nostra capacità di inserire un progetto di valorizzazione nel contesto di sistema precedentemente definito. È in questo quadro che va collocata una nostra sempre maggiore capacità di tutela del lavoro e di una sua progressiva valorizzazione. La produzione di contenuti culturali, l’industria dello spettacolo, il patrimonio storico e archeologico, la tutela e la valorizzazione del paesaggio debbono essere i driver di una nuova capacità attrattiva della città e della sua area metropolitana, dal centro storico di Napoli a Pompei. Ma nessun progetto di crescita di un territorio può essere credibile se non implica, pur tenendo conto dello specifico del contesto metropolitano e delle sue caratteristiche demografiche e fisiche, un adeguato progetto di valorizzazione delle sue attività produttive e dei suoi insediamenti tradizionali, come automotive, logistica, tlc, agroindustria.

Rassegna E il sindacato? Sarà in grado di affrontare queste sfide?

Schiavella Un sindacato con un programma così ambizioso non può porsi l’obiettivo di realizzarlo se non attraverso la sua autonomia e la chiara scelta di azione unitaria. Ma soprattutto dovrà essere un sindacato che sta fisicamente sul territorio, recuperando la capacità di interlocuzione con le istituzioni, con il mondo associativo, con i movimenti e i cittadini. Un sindacato che sta nei vicoli e nei quartieri, un sindacato che deve almeno mettere il naso e annusare tutto ciò che si muove nella pancia della città e della sua area metropolitana. Un sindacato così ha bisogno di risorse logistiche, umane e finanziarie che non abbiamo e alle quali dobbiamo supplire con una migliore distribuzione delle risorse esistenti e con il recupero del lavoro volontario di delegati, giovani e pensionati. Ma soprattutto abbiamo bisogno di definire una chiara matrice organizzativa, da applicare poi sulla situazione reale con l’obiettivo di produrre, a settembre, un preciso progetto di insediamento decentrato nell’area urbana e nei Comuni dell’area metropolitana.

Da rassegna.it

Share

Leave a Reply