Turchia. Erdogan richiama l’attaché diplomatico tedesco per il videomessaggio negato alla manifestazione di Colonia

Turchia. Erdogan richiama l’attaché diplomatico tedesco per il videomessaggio negato alla manifestazione di Colonia

Il governo turco ha convocato nella mattinata di lunedì 1 agosto l’incaricato di affari tedesco dell’Ambasciata di Germania ad Ankara. Il motivo? La protesta esplicita di Erdogan nei confronti delle autorità e le istituzioni tedesche per non aver permesso che durante la manifestazione dei turchi a Colonia fosse proiettato su schermo gigante il videosaluto dello stesso capo dello Stato turco. La manifestazione di Colonia era ovviamente a sostegno di Erdogan, dopo il fallito colpo di stato del 15 luglio.

Il portavoce del Ministero degli Affari esteri di Berlino ha cercato di minimizzare la portata di questa protesta diplomatica, con la convocazione dell’attaché dell’Ambasciata: “nelle relazioni tra gli stati”, ha detto il portavoce, “è una cosa quotidiana, una normalità che si verifica cento volte che il rappresentante di uno stato viene pregato di recarsi presso il Ministero degli esteri del suo paese ospite. Non c’è nulla di eccezionale qui”. Tuttavia, Ankara aveva già qualificato come “inaccettabile” il divieto di trasmettere il videomessaggio di Erdogan, e aveva addirittura parlato di offesa personale aver negato al presidente turco la possibilità di parlare ai suoi simpatizzanti in Germania, a Colonia. Le autorità tedesche avevano respinto le accuse sostenendo che il discorso avrebbe potuto esacerbare le tensioni già molto alte tra i turchi della diaspora in Germania, la più numerosa al mondo – un milione e mezzo di turchi, per una comunità di più di tre milioni. Contando anche le seconde e terze generazioni, dei turchi nati in Germania. L’autorità di polizia tedesca ha anche negato la partecipazione alla manifestazione di Colonia di esponenti di spicco del governo turco. Il solo a potersi esprimere è stato il ministro turco per la gioventù e lo sport, Akif Cagatay Kili.

È così che comunque un messaggio di Erdogan è stato letto alla folla. Nel messaggio, Erdogan ringrazia i partecipanti e sostiene che la “Turchia è più forte oggi di quanto non fosse lo scorso 15 luglio”. Naturalmente nessun accenno alla repressione in corso, tra le forze di polizia, il corpo docente, i giornalisti, e verso tutti coloro che intendano esprimere il proprio pensiero liberamente, ma tutti i turchi accorsi a Colonia sapevano tutto delle epurazioni, e nonostante ciò hanno voluto osannare pubblicamente il loro leader e presidente. Sui media tedeschi campeggiava questa settimana una fortissima polemica sulla richiesta di Erdogan di estradare i membri della rete di Fethullah Gulen. Contro la richiesta turca è insorto l’intero mondo intellettuale e politico tedesco, e forte è stata la presa di posizione del ministro degli esteri Steinmeier, socialdemocratico: “non consentiremo di importare in Germania le tensioni politiche interne della Turchia”.

Nel frattempo, allo scopo di spingere ancora più avanti il conflitto con la Germania, il governo turco ha comunicato che se l’Unione europea non darà avvio alla liberalizzazione dei visti di ingresso in Europa dei cittadini turchi entro ottobre, la Turchia scioglierà i vincoli cui è legata attraverso l’accordo sui migranti di alcuni mesi fa. Un ricatto in piena regola, che manifesta pienamente la crisi politica in atto tra Europa e Turchia.

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