Rio 2016. Speranze italiane di medaglie affidate a pallanuoto e pallavolo maschile. In attesa della coppia Lupo-Nicolai nel beach volley in finale col Brasile

Rio 2016. Speranze italiane di medaglie affidate a pallanuoto e pallavolo maschile. In attesa della coppia Lupo-Nicolai nel beach volley in finale col Brasile

Sarà una sfida Italia-USA a caratterizzare le prossime ventiquattro ore degli sport di squadra alle Olimpiadi di Rio. Alle 18 di domani (usiamo sempre l’ora di Roma), Italia e Stati Uniti si affrontano nelle semifinali della pallavolo maschile. Chi prevale affronterà in finale la vincente di Brasile-Russia. Due ore e mezzo più tardi (20-30), finale del torneo femminile di pallanuoto: e anche questa volta saranno di fronte saranno le rappresentative dell’Italia e degli Stati Uniti. Ma prima ancora di queste sfide, stasera (20,30) la nazionale maschile di pallanuoto contende alla Serbia l’ingresso in finale. Infine, poche ore dopo, alle 5 (notte italiana) di domani la coppia Lupo-Nicolai cercherà la medaglia d’oro nella finalissima del beach volley contro il Brasile.

Italia-Serbia, Italia-Brasile, Italia-USA e ancora Italia-USA. In queste ventiquattro ore di “pallonate” si giocano per l’Italia le più consistenti possibilità di arricchire ulteriormente un medagliere, che è già discretamente fornito, ma che da un paio di giorni è a secco. Le condizioni per un finale col botto sembrano esserci. Due finali già conquistate e due semifinali molto difficili, ma non proibitive. L’impresa, ieri l’hanno compiuta le ragazze della pallanuoto, che hanno nettamente sconfitto in semifinale la Russia: 12-9. L’avevano già battuta nel girone eliminatorio (10-5). Il punteggio è stato meno rotondo, ma la superiorità molto evidente.

Stasera ci sono gli Stati Uniti, che si sono sbarazzati dell’Ungheria (14-11). Le due finaliste sono arrivate allo scontro conclusivo con percorso netto: nessuna sconfitta. Sono chiaramente le due squadre più forti del torneo. Pronostico incertissimo. A guidare la “ragazze” italiane c’è una signora che ragazzina non è più (ha trentasette anni), ma in vasca è dinamica come una ventenne. E’ Tania Di Mario. Faceva parte della nazionale che vinse le Olimpiadi di Atene. Dodici anni dopo è pronta per il bis. La squadra maschile la finale invece deve ancora conquistarsela. E sarà durissima. Affronta la Serbia, dalla quale è già stata sconfitta (10-7) nel torneo eliminatorio. I tecnici (e i risultati più recenti) dicono che i serbi hanno più possibilità. Giochiamocela col cuore. Non di rado queste partite esaltano le virtù agonistiche più delle qualità tecniche.

Nelle semifinali della pallavolo l’Italia, teoricamente, dovrebbe avere un compito facile con gli USA: li ha già battuti per tre set a zero nei gironi eliminatori. Invece il confronto è apertissimo. Partiti zoppicando (una secca sconfitta anche da Canada), gli americani sono in crescendo, come hanno dimostrato da ultimo con il 3-0 sulla Polonia nei quarti. Ieri l’Italia si è sbarazzata in tre set dell’Iran. Ma che fatica nel primo set! Punto a punto fino al 31-29. E quando una squadra perde sul crinale del massimo equilibrio il set di avvio, in quelli successivi si smonta. Così è accaduto ieri sera agli iraniani.

Ma ora concentriamoci sul beach volley. Sarà una finale infernale quella di domattina (ore 5) fra Lupo e Nicolai e i brasiliani Cerutti e Schmidt. Infernale per il tifo brasiliano. Peraltro, il fattore campo può non essere determinante. Lo hanno dimostrato, all’alba di oggi, nella finale del torneo femminile, le tedesche, che hanno liquidato in due set la coppia brasiliana. La torcida alla fine si è convertita in un mesto mormorio, intervallato dai sempre meno convinti applausi per i pochi punti delle atlete di casa. Insomma, ce la si può fare.

 E ce la farà, ancora una volta, Usain Bolt, che in semifinale, pur continuando a scherzare e a voltarsi beffardo verso gli avversari, ha corso in 19”79. Se in finale (domattina alle 3,30, poco prima della finalissima del beach volley), deciderà di correre per tutti i duecento metri, anziché rilassarsi nella parte finale, arriverà forse a scendere sotto i 19”50. In questa finale non ci sarà Matteo Galvan, finito ultimo (col poco esaltante tempo di 20”88) nella sua semifinale. Alla semifinale degli 800 è pervenuta la nostra Yusneysi Santiusti. Diciamo nostra, anche se è una cubana naturalizzata. Non sono poche le iniezioni di vitamina cubana dello sport italiano: la finalista dei 400 Libania Grenot, il lottatore Frank Chamizo (da medaglia nel torneo di lotta libera), l’ostacolista Pedroso, il pallavolista Juantorena (uomo chiave del sestetto azzurro)… Per l’Italia, l’isola caraibica sta diventando la nuova frontiera dell’internazionalità. In pieno svolgimento il programma canoistico. I tempi di Antonio Rossi sono remoti, ma nel k2 1000 metri, Dressino e Ripamonti, secondi in semifinale, hanno qualche, pur debole, speranza di podio.

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.