Terremoto di magnitudo 6.2 ha colpito il Centro Italia. Paesi distrutti. 250 i morti accertati e 264 i feriti ospedalizzati. Migliaia gli sfollati

Terremoto di magnitudo 6.2 ha colpito il Centro Italia. Paesi distrutti. 250 i morti accertati e 264 i feriti ospedalizzati. Migliaia gli sfollati

Un sisma di magnitudo 6.2 della scala Richter ha colpito alle ore 3.36 di mercoledì 24 agosto (data che resterà nella nostra storia) un’ampia zona appenninica compresa tra Lazio, Umbria e Marche. Le vittime accertate sono 250, mentre i feriti ospedalizzati sono 264, secondo le ultime informazioni fornite dalla Protezione civile nella tarda serata del 25 agosto. Innumerevoli, ancora, i dispersi. L’ultima vittima ritrovata sotto le macerie è un adolescente di undici anni. Paesi interamente crollati, intere famiglie uccise dal crollo delle proprie abitazioni, scuole, caserme, chiese ed edifici pubblici fatti a pezzi. Tra i primi 247 corpi estratti dalla macerie, vi sono tanti bambini. Il luogo epicentro del sisma, compreso tra i comuni di Amatrice, Pescara del Tronto, Accumoli e Norcia, ospita infatti in questo periodo migliaia di famiglie che tornano nelle abitazioni ricevute in eredità, e turisti in attesa della Festa della Amatriciana, che si celebra il 27 agosto di ogni anno. Insomma, in questo periodo, paesi di poche migliaia di anime si rianimano. Il sisma li ha colti nel sonno.

Ancora una volta, in meno di dieci anni, la terra ha tremato nell’Appennino. Nel 1997 in Umbria, nel 2002 in Molise, nel 2009 a l’Aquila, nel 2012 nel modenese. I geologi sostengono che l’intera catena degli Appennini, che percorre l’Italia per circa mille chilometri, da nord a sud, dalla Liguria alla Calabria, è fratturata da grandi faglie che liberano energia. Le faglie resistono per gran parte del tempo all’energia sprigionata dall’interno del manto terrestre. Ma talvolta, l’energia sprigionata è talmente elevata e superficiale, da far tremare la superficie terrestre. Il sisma della notte del 24 agosto nel centro Italia è avvenuto in una faglia lunga una ventina di chilometri. Le vibrazioni sprigionate da una tale energia sono state talmente forti, da toccare la punta di 6.2 della scala Richter, e da avere una durata pazzesca, 142 secondi, un’eternità.

I geologi spiegano che l’Italia è una terra che è regolarmente esposta a scosse sismiche, perché il suo territorio si ritrova schiacciato tra le placche tettonica dell’Eurasia e dell’Africa, che stanno convergendo. Tra queste placche gigantesche vi sono miriadi di microplacche che si affrontano. Gli Appennini si sono formati proprio nel punto di convergenza di due microplacche effetto di questa compressione. Solo che, sempre secondo gli studiosi, il sisma del 24 agosto, come quello che colpì l’Aquila nel 2009, deriva da un movimento tettonico inverso: la catena montuosa si estende. Insomma, l’Italia si allarga di un millimetro ogni anno. Perciò, ogni dieci anni circa, il paese conosce terremoti di magnitudo non inferiore a 6 gradi della scala Richter, mentre più rare sono le scosse di magnitudine 7 o superiori, e si producono ogni cinquanta anni circa. L’ultimo sisma di magnitudine 7 è quello che colpì l’Irpinia e la Basilicata il 23 novembre del 1980, con 2900 morti. È per questa ragione statistica che l’Istituto nazionale di geovulcanologia predica da decenni che se è impossibile predire e prevenire i terremoti, è possibile però evitarne danni ingenti e vittime, attraverso una più rigorosa normativa edilizia. I sismologi non posono predire l’ora precisa del terremoto, ma forniscono dei consigli fondati su calcoli di probabilità attendibili. Spesso la loro osservazione si basa su piccoli sciami sismici, anche di lieve entità, che però parlano dell’energia che potrebbe essere sprigionata dal cuore della terra.

L’inviato sul luogo del sisma del quotidiano londinese The Guardian, così scrive: “il bilancio mortale del sisma che ha colpito Amatrice ed altri paesi dell’Italia centrale sale in modo allarmante. Si presume però che sarà più basso del numero di quello del terremoto dell’Aquila, di potenza comparabile, in cui morirono 309 persone. E come a l’Aquila ha colpito di notte. Se le persone fossero state a scuola, negli uffici, nei negozi il bilancio sarebbe stato molto più tragico. Due anni fa il presidente dell’Ordine nazionale dei geologi, Gianvito Graziano sostenne che se il sisma dell’Aquila fosse avvenuto mentre gli studenti erano in classe e la gente al lavoro, le vittime si sarebbero contate in migliaia”.

Si spiega così la rabbia di molti abitanti di Amatrice e di Accumoli, rabbia registrata da canali televisivi e da agenzie di stampa anche internazionali, e rilanciata nelle versioni online. Rabbia per quanto è accaduto, e per quanto potrebbe accadere. L’Ansa pubblica un video in cui Antonio, che nel sisma ha perso tutto, rivela che “dopo il sisma del 1987 venne concesso di ristrutturare i tetti delle abitazioni in cemento armato. Poi cambiò la legislazione sull’edificazione antisismica, ma pochi vi si adattarono. Ed ecco quel che è successo, in una zona che è segnata in rosso, per l’alta sismicità. Sa qual è il mio timore? Che qui verrà transennato tutto, e sarà lasciato com’è per molto tempo”. Ad Antonio, indirettamente, ha replicato il premier Renzi, che nel tardo pomeriggio si è recato sui luoghi del sisma. Renzi ha promesso che il governo, a partire dal Consiglio dei ministri di domani, affronterà l’emergenza e si occuperà immediatamente della ricostruzione.

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